Europa

Elettori Spd dicono si alla Grande Coalizione con la Cdu

Elettori Spd dicono si alla Grande Coalizione con la Cdu

Elettori Spd dicono si alla Grande Coalizione con la Cdu

Alla fine l’agognato Sì è arrivato. A pronunciarlo sono stati 239.604 iscritti della Spd che hanno dato l’ultimo via libera al governo di Grosse Koalition con Angela Merkel, il terzo nelle ultime quattro legislature in Germania. 123.329 i No su un totale di 463mila iscritti. Finiscono con questo voto cinque mesi di stallo nella politica tedesca, cominciati con le elezioni federali dello scorso 24 settembre.

Il minimo storico del 20,5% raggiunte dalla Spd aveva convinto il presidente Martin Schulz a pronunciarsi inizialmente contro l’ipotesi di una nuova GroKo, ritenuto il principale motivo dell’emorragia di voti registrato negli ultimi anni. Di qui il tentativo, poi fallito, di Angela Merkel, anch’essa indebolita dal voto delle urne, di costruire un’inedita coalizione a tre (la cosiddetta Jamaika Koalition) insieme Verdi e Liberali. Il naufragio delle trattative ha però indotto il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier ad aumentare le pressioni su Schulz per farlo tornare sui suoi passi.

Pressioni che hanno dato i loro frutti, costringendo la Spd ad un drammatico congresso anticipato in cui i delegati, spaccati quasi esattamente a metà, hanno dato il via libera all’inizio delle trattative con Angela Merkel. Trattative condotte ancora da Schulz e terminate con la simbolica concessione, tra gli altri, di tre ministeri chiave ai socialdemocratici: Esteri, Finanze (quella che fu la poltrona da cui Wolfgang Schaeuble ha imposto la dottrina dell’austerità a tutta Europa) e Lavoro.

Risultati che hanno salvato la GroKo tra Cdu/Csu ed Spd ma che non hanno evitato l’uscita di scena dello stesso Schulz, logorato dalle liti interne. L’ex presidente del Parlamento Europeo, per il quale sembrava assicurato il ruolo di ministro degli Esteri, è stato così costretto al passo indietro, rinunciando a compiti di governo e alla stessa presidenza del partito.

Si arriva così al voto degli iscritti, che ha finalmente scritto la parola fine ad una situazione stagnante che la Germania, nel quadro di grande incertezza internazionale e con le ambiziose riforme pensate da Emmanuel Macron per dare una svolta all’Europa, non avrebbe potuto permettersi ancora per molto. “Con questo voto abbiamo chiarezza: l’Spd entrerà nel prossimo governo”, ha detto Olaf Scholz, ex sindaco di Amburgo, commissario dei socialdemocratici tedeschi e indicato come probabile nuovo ministro delle Finanze.

“Non è stata una decisione facile – ha sottolineato Scholz, che ha parlato ai giornalisti senza ostentare particolare soddisfazione -. C’è stata una discussione trasparente e aperta sul contratto di coalizione, a cui hanno partecipato molti membri. Un dibattito importante e avvincente. Nella discussione siamo cresciuti ancora insieme e questo ci dà la forza di cui abbiamo bisogno per governare, e di portare il paese nella direzione giusta. E ci dà la forza per il processo di rinnovamento già avviato“.

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