Governo

Caso Embraco, accordo raggiunto: stop licenziamenti per tutto il 2018

Carlo Calenda ministro dello Sviluppo Economico

Carlo Calenda

Licenziamenti «congelati» fino a fine anno e un impegno a favore della reindustrializzazione del sito di Riva di Chieri che vede affiancati il ministero dello Sviluppo economico, attraverso Invitalia, e la stessa Embraco. Si è concluso con un primo accordo la vicenda della multinazionale brasiliana che ha deciso di dismettere lo stabilimento italiano in provincia di Torino dove lavorano 500 persone e si producono compressori per frigoriferi. Un passaggio, tutt’altro che scontato, viste le criticità delle settimane scorse, ma che rappresenta soltanto un punto di inizio per il possibile rilancio del sito.

L’operazione di reindustrializzazione dello stabilimento che Embraco ha confermato di voler dismettere coinvolgerà, come spiegato dall’ad di Invitalia Domenico Arcuri, «il fondo di reindustrializzazione del Cipe e prevederà l’attivazione di un fondo per evitare la delocalizzazione». «Siamo soddisfatti – ha commentato a caldo il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda – ora l’obiettivo è la reindustrializzazione».

Di un percorso rinnovato di collaborazione con i sindacati e le istituzioni ha parlato direttamente l’azienda in una nota diffusa subito dopo l’incontro al Mise. «Embraco rimane impegnata a lavorare, nelle prossime settimane – sottolinea il testo – in stretta collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori e con le istituzioni per finalizzare un accordo legalmente sostenibile e nei migliori interessi di lungo periodo per tutto il personale coinvolto».

Una soluzione nuova, dunque, «per sostenere i dipendenti di Riva presso Chieri per un periodo di tempo più esteso, mantenendo le proprie attività operative fino alla fine del 2018» spiega l’azienda. Una disponibilità che ha ottenuto la firma del verbale di incontro – non ancora un accordo vero e proprio – da parte delle sigle sindacali, anche questo un passaggio tutt’altro che scontato rispetto alle attese.

«Rispetto al nulla assoluto – osserva Dario Basso, segretario generale della Uilm torinese – abbiamo uno strumento che ci consente di accompagnare i lavoratori e di avere un impatto positivo sul versante sociale. Ora inizieremo a discutere su eventuali incentivi all’esodo e faremo un monitoraggio sui progetti di reindustrializzazione». Di una giornata importante per i lavoratori dell’Embraco «e per tutti i metalmeccanici torinesi, che il 13 marzo sciopereranno insieme e riempiranno le vie della città» ha parlato Federico Bellono segretario della Fiom di Torino. «Speriamo che per i lavoratori Embraco sia una giornata positiva: per noi non ci possono essere licenziamenti né ora né a fine anno» ha ribadito Bellono.

Il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, parla di un obiettivo raggiunto riferendosi al congelamento dei licenziamenti, e parla di «avvio di un serio lavoro per la reindustrializzazione dell’impianto, con l’impegno, oltre che di Embraco, anche di Invitalia, che sarà attiva su questo fronte per tutto il 2019».

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