Centrosinistra

Viola Carofalo di Potere al Popolo ha chiarito cosa intendeva con l’ispirarsi al Venezuela

Viola Carofalo di Potere al Popolo ha chiarito cosa intendeva con l'ispirarsi al Venezuela

Viola Carofalo

Viola Carofalo, leader della lista di estrema sinistra Potere al Popolo, candidata alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, ha dato un’intervista al giornale argentino Página/12 nella quale, tra le altre cose, ha detto che il sistema politico del Venezuela – paese in cui la situazione economica è disastrosa e dove il presidente Nicolas Maduro, succeduto nel 2013 a Hugo Chavez, ha instaurato un regime antidemocratico e violento – è un’ispirazione per il suo partito, «al di là del risultato di quell’esperienza». Carofalo ha detto:

L’America Latina è per noi l’ispirazione con la i maiuscola. Al di là di quelle che si possano considerare esperienze più o meno finite o di successo, o che possano avere momenti di stagnazione. Specialmente l’esperienza venezuelana, si può considerare come la nostra ispirazione. In primo luogo la relazione con il potere, cioè l’idea che non esista un aut-aut, una scelta definitiva tra una costruzione dal basso o dall’alto, ma che si possa, dove queste due forme di costruzioni politiche si incontrano, creare quello che noi chiamiamo potere popolare. Cioè rappresentazione e potere territoriale. Credo che il Venezuela, al di là del risultato di quell’esperienza, sia un esempio della prospettiva di questa costruzione. Noi a Napoli abbiamo organizzato molte iniziative di divulgazione del processo venezuelano, non solo perché quello che arriva in Italia delle cose che succedono lì è profondamente distorto, ma perché è il modello di ispirazione per eccellenza. Ovviamente non possiamo rifare la stessa cosa in Italia. Ogni realtà sociale ha le sue specificità, però il modello organizzativo che ci ispira è quello.

A partire dalla scorsa primavera, in Venezuela ci sono state moltissime proteste organizzate contro Maduro, che prima è stato accusato di avere bloccato un referendum che avrebbe potuto mettere fine anticipatamente al suo mandato, e che poi nel corso dell’estate ha istituito un’Assemblea costituente fedele al governo con il compito di riscrivere la costituzione, che ha tolto i poteri al Parlamento controllato dalle opposizioni e i cui poteri erano anche già stati largamente ridotti dal governo nel 2015.

Si calcola che nel corso dell’estate 125 persone siano morte negli scontri tra polizia e manifestanti, e che altre 2 mila siano rimaste ferite. Diversi leader dell’opposizione sono stati uccisi negli scontri o in circostanze poco chiareAltri sono stati arrestati oppure costretti a fuggire dal paese. La situazione economica venezuelana, poi, è praticamente disperata: l’inflazione è a due cifre, mancano beni di consumo e di prima necessità, c’è poco cibo e quello che si trova al mercato nero ha prezzi altissimi.

Viola Carofalo, leader della lista di estrema sinistra Potere al Popolo, ha dato un’intervista al giornale locale Salto.bz in cui ha chiarito cosa intendeva quando ha parlato dell’«esperienza venezuelana», che in un’intervista a un giornale argentino aveva indicato come «ispirazione» per il suo movimento. Carofalo ha detto che non intendeva «il modello Maduro», cioè quello dell’attuale presidente autoritario del Venezuela, ma il sistema politico che «idealmente è costituito da piccole comunità, piccoli centri di rappresentanza».

Di recente è saltato fuori un punto molto controverso. Lei, infatti, avrebbe detto che applicherebbe volentieri il “Modello Maduro”, ovvero il modello venezuelano, all’intera Italia, come fonte d’ispirazione. La notizia è circolata in fretta e varie testate l’hanno riportato in termini molto duri, penso per esempio al “Foglio” di Claudio Cerasa. Smentisce?

Non smentisco ma chiarifico. Ho rilasciato un’intervista a un giornale argentino di settore, un giornale che si occupa solo di politica e in particolar modo di modelli politici. Quello che ho detto al giornalista argentino non è che avrei voluto portare il “Modello Venezuela” in Italia con tutte le sue conseguenze: ovviamente no! Si stava discutendo di modelli politici e quello venezuelano, che idealmente è costituito da piccole comunità, piccoli centri di rappresentanza, potrebbe essere un modello esportabile in un paese come il nostro. Così si costruire la democrazia dal basso, non chiediamo i clic ma la partecipazione delle comunità. Insomma, nessun “Modello Maduro”.

Nella precedente intervista, Carofalo non aveva parlato di “modello Maduro”, ma aveva detto che «specialmente l’esperienza venezuelana, si può considerare come la nostra ispirazione», dicendo di riferirsi alla «relazione con il potere, cioè l’idea che non esista un aut-aut, una scelta definitiva tra una costruzione dal basso o dall’alto, ma che si possa, dove queste due forme di costruzioni politiche si incontrano, creare quello che noi chiamiamo potere popolare». Aveva detto che «il Venezuela, al di là del risultato di quell’esperienza, è un esempio della prospettiva di questa costruzione».

Carofalo era stata però criticata per aver citato quel modello senza soffermarsi troppo sulla situazione attuale del Venezuela, che è governato in modo autoritario e violento dal presidente Nicolas Maduro, che ha voluto un’Assemblea costituente per togliere i poteri al Parlamento controllato dalle opposizioni. Con Maduro, che è succeduto nel 2013 a Hugo Chavez, il paese è arrivato in una situazione economica praticamente disperata: l’inflazione è molto alta, mancano beni di consumo e di prima necessità, c’è poco cibo e quello che si trova al mercato nero ha prezzi altissimi. A partire dalla scorsa primavera, in Venezuela ci sono state moltissime proteste organizzate contro Maduro, che si stima abbiano causato 125 morti e 2000 feriti. Negli ultimi mesi, poi, diversi leader dell’opposizione sono stati uccisi negli scontri o in circostanze poco chiareAltri sono stati arrestati oppure costretti a fuggire dal paese.

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