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Israele, l’ambasciata Usa passa a Gerusalemme il 14 maggio

Israele, l'ambasciata Usa passa a Gerusalemme il 14 maggio

Israele, l’ambasciata Usa passa a Gerusalemme il 14 maggio

L’ambasciata americana sarà trasferita da Tel Aviv a Gerusalemme il 14 maggio: nell’edificio nel quartiere di Arnona che oggi ospita il consolato americano. Lo annunciano i media israeliani che citano fonti politiche secondo cui l’ambasciatore David Friedman ha scelto quel giorno per trasferirsi a Gerusalemme insieme a un ristretto gruppo di funzionari. Un atto per ora meramente simbolico, visto che, almeno inizialmente, nella sede si assicureranno solo le funzioni consolari che già vengono svolte in loco. “Mi congratulo con Donald Trump per la sua decisione di trasferire l’ambasciata Usa nella nostra capitale nel 70/o anniversario dell’Indipendenza” esulta via twitter, il ministro dell’intelligence Israel Katz confermando così la notizia. “Non c’è regalo più grande di questo. La mossa più corretta e giusta. Grazie amico”.

Intanto da Chicago l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite Nikky Haley, parlando all’Institute of Politics della locale università fa sapere che il piano di pace dell’Amministrazione Trump per il Medioriente è “quasi pronto”. Spiegando che i negoziatori Usa Jason Greenblatt e Jared Kushner – il genero del presidente Donald Trump – stanno ancora “facendo la spola tra le parti” senza indicare scadenze per eventuali futuri annunci. “Stanno mettendo a punto un piano. Non sarà amato da tutti, ma neanche odiato”, ha detto la Haley.

Le prime reazioni palestinesi allo spostamento dell’ambasciata però non fanno certo presagire niente di buono. “Qualsiasi atto unilaterale non contribuisce al raggiungimento della pace e non offre legittimità” ha detto Nabil Abu Rudeinah, portavoce del presidente Abu Mazen. “Qualsiasi iniziativa incoerente con la legittimità internazionale – ha spiegato – impedisce ogni tentativo di raggiungere accordi nella regione e crea un clima negativo e dannoso”. Non solo: la data scelta dagli Stati Uniti per il trasferimento dell’ambasciata in Israele a Gerusalemme dai palestinesi è considerata una  “provocazione” visto che ricade nel giorno della Dichiarazione d’indipendenza di Israele che gli arabi chiamano Nakba, la “catastrofe”. Lo ha detto chiaramente il segretario generale del comitato esecutivo dell’Olp, Saeb Erekat in una nota: “Il fatto che l’Amministrazione americana abbia scelto il giorno dell’anniversario della Nakba per trasferire l’ambasciata a Gerusalemme è una provocazione per tutti gli arabi e i musulmani e lo condanniamo con il massimo della forza. Anche per questo l’amministrazione Usa non può più svolgere il ruolo di sponsor nel processo di pace. Con questa decisione è diventata parte del problema e non può essere parte della soluzione”

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