Centrodestra

Giornata di cortei. A Roma e Palermo in piazza l’antifascismo. A Milano Lega, FdI e i centri sociali

Giornata di cortei. A Roma e Palermo in piazza l'antifascismo. A Milano Lega, FdI e i centri sociali

Giornata di cortei. A Roma e Palermo in piazza l’antifascismo. A Milano Lega, FdI e i centri sociali

Giornata di manifestazioni a Roma, Milano e Palermo a otto giorni dal voto del 4 marzo.

A Roma sfila unita la sinistra, rispondendo alla ‘chiamata’ dell’Anpi contro tutti i fascismi e le violenze. Liberi e Uguali e Partito democratico si ritrovano fianco a fianco in piazza del Popolo: ci sono tutti, dal premier Paolo Gentiloni al segretario dem Matteo Renzi, dal leader di Leu Pietro Grasso a Laura Boldrini, e poi Walter Veltroni, Pierluigi Bersani e diversi ministri. Oggi nessuno scontro tra gli ex compagni di partito, ma un’unica parola di unità: “No alla violenza e ai neofascismi”. Per Gentiloni “quello di oggi è un bellissimo messaggio, un messaggio costituzionale. E’ un messaggio che rassicura”.

A Milano le manifestazioni di Fratelli d’Italia e Lega A Milano, invece, sfila il centrodestra: FdI in un corteo in via Padova, la Lega si ritrova in piazza Duomo per il comizio di Matteo Salvini sotto lo slogan “Prima gli italiani”. Per Giorgia Meloni la ‘violenza’ che sta caratterizzando questo scorcio di campagna elettorale “ha giovato a chi aveva interesse ad alzare il clima per non dover parlare dei problemi della gente. Ha giovato al Partito Democratico che su questa vicenda del fascismo, dell’antifascismo, della criminalizzazione dell’avversario ha cominciato a lavorare da mesi per provare a rimettere in piedi quella che una volta si chiamava la strategia della tensione”. Dal palco il leader, Matteo Salvini, ha inscenato un “giuramento” da premier, in mano una copia della Costituzione e un Vangelo.  “Mi impegno e giuro – ha detto – di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da molti ignorata, e giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me? Grazie, andiamo a governare e a riprenderci questo Paese”. In piazza alcune migliaia di persone, con le bandiere ‘Lega – Salvini premier’, il simbolo del sole delle Alpi, bandiere delle regioni italiane e striscioni contro il governo.  Roberto Maroni non partecipa alla manifestazione, nemmeno Bossi. Presenti Luca Zaia, Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti e il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Oltre ai candidati alle politiche.  Tafferugli al presidio antifascista Si è sciolto intorno alle 17.30 il presidio di antifascisti e antagonisti che nel primo pomeriggio si erano dati appuntamento in largo La Foppa per protestare contro la manifestazione contemporanea in largo Cairoli del movimento di estrema destra CasaPound. Dopo un tentativo di forzare il blocco delle forze dell’ordine, fermato dalla polizia con una carica, i manifestanti hanno tentato inutilmente di essere autorizzati a muoversi in corteo, ma alla fine hanno desistito. Unica concessione è stata la possibilità di raggiungere la metropolitana procedendo in massa. “Al termine di questa giornata scandalosa, noi responsabilmente e tranquillamente abbiamo deciso di andare in piazza 25 Aprile, ma lo facciamo collettivamente e in modo organizzato. Questo non ce lo possono impedire. Andiamo a casa sereni e tranquilli”, hanno detto i manifestanti prima di procedere, scortati dalla polizia, lungo corso Garibaldi. Attimi di tensione si sono verificati anche questa mattina in centro a Milano, nel luogo dove era previsto il comizio elettorale di CasaPound.  I manifestanti avevano pensato a un’azione nell’area in largo Beltrami, sede del comizio, ma si sono resi conto dell’impossibilità di metterla in atto e hanno deciso un’azione dimostrativa, salendo sul monumento con uno striscione. La dimostrazione però non era autorizzata e la polizia ha intimato loro di scendere. Al loro rifiuto, gli agenti sono intervenuti, senza cariche, trascinandoli giù mentre loro facevano opposizione tenendosi gli uni con gli altri per le braccia.   Di Stefano: china pericolosa da figli di papà annoiati  “Sono dispiaciuto per il disagio creato da altri, non certo da noi che facciamo la nostra campagna elettorale perché decine di migliaia di italiani ci hanno concesso questo diritto ponendo la firma sulle nostre liste”. Così Simone Di Stefano, candidato premier di CasaPound, al comizio a Milano dove ribadisce di non volere ”cadere nel tranello” di una organizzazione criminale che ” sta prendendo una china pericolosa”. ”Nel pieno delle regole e nel pieno della democrazia oggi ci candidiamo alle elezioni nazionali. Dall’altra parte – fa notare- abbiamo invece una organizzazione anonima, che non si candida alle elezioni, che pensa di avere diritto con la violenza di fermare la campagna elettorale altrui. Una organizzazione criminale – insiste – fatta di pupazzi e cialtroni, figli di papà annoiati in attesa di essere parcheggiati in qualche banca”. ”Ma è vero anche – sottolinea Di Stefano – che ultimamente hanno preso una china pericolosa, si sta passando il segno”.

Palermo, i centri sociali sfilano con le mani legate I manifestanti dei centri sociali che hanno partecipato al corteo antifascista a Palermo, per un tratto, hanno sfilato con i polsi legati con del nastro adesivo per imballaggi. “E’ con questo che è stato legato il militante di Forza Nuova. Il nostro era solo un intento dimostrativo, non c’è stata alcuna violenza”, affermano i manifestanti. Il corteo si è svolto senza incidenti: un dispiegamento di forze dell’ordine si è posizionato per evitare che il corteo procedesse oltre per andare in piazza Croci dove si sarebbe dovuto tenere il comizio di Forza Nuova. Fiore: rispettiamo il fascismo per le cose buone fatte “Noi rispettiamo il fascismo in tutta una serie di aspetti fondamentali che sono gli stessi per cui molti cittadini rispettano il fascismo”. Così Roberto Fiore, davanti all’hotel a Palermo dove si è tenuto l’incontro elettorale. “Non possiiamo rinnegare le cose buone del fascismo ma anche se ci sono state delle cose negative”, ha aggiunto.  Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ha seguito per tutta la giornata dal Viminale lo svolgimento delle manifestazioni, ha chiamato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, per esprimere  apprezzamento alle donne agli uomini delle Forze di Polizia che, con “tranquilla fermezza”, hanno consentito che tutte le manifestazioni previste, al di là di qualche singola e limitata tensione, si svolgessero serenamente. Complessivamente nella giornata di oggi si sono tenute 119 manifestazioni in 30 province che hanno visto impegnate circa 5.000 unità delle Forze dell’Ordine. “A conclusione di una giornata decisamente impegnativa per l’ordine e la sicurezza pubblica si conferma, ancora una volta, la forza della democrazia italiana”, ha detto Minniti.

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