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Il caos rimborsi del M5s

Il caos rimborsi del M5s

Ivan Della Valle

Ci sono alcune novità per quanto riguarda i parlamentari del Movimento 5 Stelle coinvolti nel caso dei mancati rimborsi, cioè quelli che hanno in diversi modi annullato o falsificato le ricevute di alcuni dei bonifici con cui avrebbero dovuto restituire parte del proprio stipendio a un fondo del ministero per lo Sviluppo economico destinato alle microimprese. I nomi delle persone coinvolte sono saliti a 15, su stessa ammissione del M5S, che ha anticipato la pubblicazione di un nuovo servizio della trasmissione di Italia Uno Le Iene, che aveva scoperto il caos. Si parla di 13 parlamentari e due consiglieri regionali: dieci sono stati espulsi dal M5S, per quattro che non hanno restituito cifre molto basse è stato previsto “un richiamo”, mentre un’ultima deputata, Giulia Sarti, si è autosospesa.

Le Iene sono riuscite a contattare Ivan Della Valle, uno dei deputati del Movimento 5 Stelle coinvolti nel caso dei mancati rimborsi, che non si trovava da giorni e che secondo alcune ipotesi era scappato in Marocco. Della Valle ha negato di essere andato in Marocco, ed è stato invece contattato in Toscana, dove ha ammesso di aver falsificato con PhotoShop le ricevute dei bonifici con i quali avrebbe dovuto donare parte del proprio stipendio a un fondo per le microimprese per un totale di circa 270mila euro.

Della Valle ha spiegato di avere usato il programma di fotoritocco per modificare la cifra riportata sulle ricevute dei bonifici pubblicate sul sito tirendiconto.it: in realtà restituiva cifre inferiori a quelle dimostrate sul sito. Della Valle si è scusato con gli elettori, ha detto di aver fatto «uno sbaglio» e ha detto di averlo fatto perché impegnato in una separazione: «andate da un giudice e gli vai a raccontare la favoletta che però tu hai deciso nel Movimento di fare una donazione. Il giudice ti fa dare l’assegno alla propria ex moglie in base al reale stipendio che tu prendi dalla Camera».

Il M5S ha detto che i propri politici coinvolti nel caso sono in tutto 15, mentre quelli inizialmente identificati dal leader del M5S Luigi Di Maio erano solo otto: Della Valle, Girolamo Pisano, Maurizio Buccarella, Carlo Martelli, Elisa Bulgarelli, Andrea Cecconi, Silvia Benedetti e Emanuele Cozzolino, che sono stati espulsi.

A questi, il M5S ha aggiunto il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Gianluca Sassi e il deputato uscente Francesco Cariello. Non si sa di che cifra si parli per Sassi, mentre secondo le Iene per Cariello si parla di 6000 euro trattenuti: sono stati espulsi, insieme agli altri otto.

Poi il blog del M5S cita il deputato candidato all’uninominale in Puglia Emanuele Scagliusi e la deputata candidata all’uninominale a Reggio Calabria Federica Dieni, entrambi accusati nel servizio delle Iene. Per loro si parla di cifre ancora più basse, e il M5S ha disposto solo “un richiamo”: Scagliusi ha modificato un rimborso di circa 1000 euro, e Dieni avrebbe trattenuto solo per qualche giorno un rimborso di 4400 euro, poi regolarmente effettuato con un bonifico valido.

In questi giorni si sta parlando molto anche della deputata Giulia Sarti, candidata all’uninominale in Emilia-Romagna, che si è autosospesa dal M5S dopo essere stata accusata di non aver eseguito correttamente sei bonifici, per un totale di circa 20mila euro. Sarti ha detto che la colpa è del suo ex fidanzato e collaboratore Bogdan Andrea Tibusche, che le avrebbe chiesto di trattenere quei soldi per pagare alcune sue spese mediche e promettendo di restituirli, cosa che però non ha fatto. Sarti ha denunciato Tibusche, che è stato già interrogato dalla procura di Rimini.

C’è poi un’ultima parlamentare coinvolta, la senatrice Barbara Lezzi, capolista in Puglia, per cui le Iene parlano di un bonifico di 3500 euro. Lezzi dice che il bonifico è stato rifiutato, ma le Iene hanno parlato con un dirigente della banca che sostiene che è stato invece annullato. Il M5S ha comunicato che «in accordo col Movimento verserà tre mensilità di restituzione in più al fondo per il microcredito come penale per l’errore fatto».

La quindicesima persona invece non è citata dalle Iene ma direttamente dal M5S: è Silvia Piccinini, consigliere regionale in Emilia-Romagna, che a quanto dice il M5S «sostiene che ci sia un errore della banca. Presenterà le prove». Le Iene però parlano di un ultimo deputato, che secondo il M5S non è coinvolto: è Massimiliano Bernini, per cui le Iene parlano di quattro stipendi per circa 19mila euro.

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