Europa

Puigdemont lascia il Belgio per la Danimarca e la Spagna riattiva l’ordine di arresto

Puigdemont lascia il Belgio per la Danimarca e la Spagna riattiva l'ordine di arresto

Carles Puigdemont

Il gip del Tribunale Supremo di Madrid Pablo Llarena ha respinto la richiesta della procura di firmare un nuovo mandato di arresto europeo contro Carles Puigdemont che oggi è giunto dal Belgio in Danimarca per partecipare ad una conferenza sulla Catalogna. Puigdemont da 80 giorni era fuggito in Belgio per evitare l’arresto.

Fu sempre lo stesso Pablo Llarena che il 5 dicembre scorso ritirò i mandati d’arresto internazionali a carico di Puigdemont e degli altri quattro ex ministri catalani destituiti che si trovano in Belgio, lasciando però in vigore il mandato d’arresto per la Spagna.

Raggiunto al suo arrivo al Consiglio Ue, il ministro spagnolo degli Esteri Alfonso Maria Dastis Quecedo aveva spiegato: Puigdemont “è soggetto a un provvedimento” d’arresto “in Spagna, c’è la libera circolazione nell’Ue, però vedremo, preferisco non pronunciarmi, è piuttosto una questione che competete ai giudici” che “devono valutare e decidere”.

In attesa di processo invece l’altro leader indipendentista catalano Oriol Junqueras: rimarrà in carcere dopo che i tre giudici della Camera dei ricorsi del Tribunale Supremo hanno respinto all’unanimità la sua richiesta di scarcerazione per poter esercitare i suoi diritti di deputato, dopo le elezioni del 21 dicembre. Assieme a lui dietro le sbarre a Madrid altri tre dirigenti indipendentisti.

Nel frattempo il presidente del Parlamento catalano, Roger Torrent, ha proposto Carles Puigdemont come presidente della Generalitat, sostenendo che dopo i colloqui avuti la scorsa settimana, il leader catalano è l’unico candidato proposto e quello che ha “più sostegno”.

“Consapevole della situazione personale e giudiziaria” di Puigdemont, fuggito a Bruxelles alla fine di ottobre dopo essere stato incriminato da Madrid per sedizione, Torrent ha assicurato che farà “tutto quelle che è in mio potere” per proteggere i diritti alla “partecipazione politica” di tutti i deputati della Camera.

Torrent ha definito “assolutamente legittima” la candidatura di Puigdemont per ricoprire nuovamente l’incarico di presidente della regione, dal quale Madrid lo aveva destituito, nonostante il leader indipendentista sia perseguito dalla giustizia spagnola per il suo ruolo nel tentativo di indipendenza della Catalogna.

La sessione di investitura del nuovo presidente catalano dovrebbe svolgersi fra il 29 e il 31 gennaio. Il suo gruppo JxCat ha indicato che potrebbe chiedere l’investitura per via ‘delegata’ o ‘telematica’ senza tornare in Spagna. Un’ipotesi contestata dai gruppi unionisti e dal governo di Madrid, che minacciano ricorsi alla corte costituzionale.

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha anche minacciato di prolungare il commissariamento della Catalogna se Puigdemont sarà eletto in esilio. Il leader indipendentista, che se sarà investito dovrà formare il nuovo governo catalano, ha detto di ritenere di “poter governare da Bruxelles, ma non dal carcere”.

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