Centrodestra

Il simbolo elettorale della quarta gamba del centrodestra

Il sinmbolo elettorale della quarta gamba del centrodestra

Il sinmbolo elettorale della quarta gamba del centrodestra

Con l’entrata di Lorenzo Cesa, segretario Udc, nella “quarta gamba” del centrodestra,  il simbolo di “Noi con l’Italia” si arricchisce dello scudocrociato portato in dote dall’ex Dc. Questa mattina il nuovo logo del soggetto politico di Raffaele Fitto e Maurizio Lupi è stato presentato a Roma.

Nella variegata amalgama liberal popolare ci sono anche Enrico Costa, ex ministro degli Affari Regionali nel governo Renzi, il già verdiniano Saverio Romano, l’ex leghista Flavio Tosi ed Enrico Zanetti, segretario di Scelta civica. Ed è da poco rientrato nella compagine centrista anche Gaetano Quagliariello, fondatore di Idea, inizialmente favorevole ma che si era poi defilato.

Sull’uso del simbolo storico della Dc in questo caso (a differenza di quanto è successo fra Civica popolare di Lorenzin e la Margherita di Rutelli), non c’è alcuni rischio di controversie o diffide. Gianfranco Rotondi, detentore legale del logo dello scudocrociato, ha infatti benedetto l’iniziativa. Il logo presenta la scritta “Noi con l’italia” e sotto lo scudocrociato attraversato da un arcobaleno tricolore. Il tutto su sfondo blu e con, in trasparenza, anche la scritta Udc.

Con il suo ingresso nella lista assieme in Noi con l’Italia Cesa conferisce alla quarta gamba una più spiccata matrice cattolica: “La persona e la famiglia debbono essere al centro di ogni scelta politica”, afferma. E assicura: “Saremo quelli che determineranno la vittoria del centrodestra”. Fitto promette: “Puntiamo al 6 per cento”.

Ma intorno alla formazione centrista si è infittita una ridda di voci su personaggi pubblici che avrebbero intenzione di schierarsi, in particolare alcuni volti noti del mondo del Calcio, come il presidente della Lazio, Claudio Lotito e Massimo Ferrero, l’eccentrico presidente della Sampdoria soprannominato “viperetta”. Il presidente della Lazio ha smentito, quello della Samp ha lasciato un dubbio: “Io non mi posso candidare se non a parlare di calcio – ha detto oggi Ferrero – ; non  sono un politico, faccio calcio, cinema, cultura, mi diverto, sono un uomo  libero e voglio la mia libertà però con qualcuno che stimo e mi può insegnare qualcosa, se potessi fare qualcosa per questa Italia che adoro.. perché no? Ma dovrei iniziare dalle sedie rotte. Tutti avevate pensato che Berlusconi è andato in pensione: ma lui morirà a 150 anni e farà del bene se lo fate lavorare”.

Lo stesso Cesa ha infine smentito nettamente le voci di una candidatura della giornalista sportiva della Rai Paola Ferrari.

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