Cronaca

Le difficoltà aggiuntive che ha un uomo che subisce stupro


Le difficoltà aggiuntive che ha un uomo che subisce stupro

Le difficoltà aggiuntive che ha un uomo che subisce stupro

È giusto e intellettualmente corretto dire che non sono solo le donne a subire violenza sessuale e che anche gli uomini possono esserne vittima. Sì, anche i maschi vengono stuprati, checché si pensi e si dica. E le situazioni e le dinamiche in cui avviene lo stupro sono esattamente le stesse in cui si consuma la violenza sessuale ai danni delle donne.

Lo stupro non è di genere: è compiuto sia da uomini sia da donne, sia ai danni degli uomini sia ai danni delle donne, e come tale la questione dovrebbe essere affrontata.

Diversamente da quanto previsto e garantito dalla legge alle vittime femminili, però, l’uomo trova oggettive ed obiettive difficoltà nel denunciare la violenza subita, poiché non esiste nessun centro di accoglienza, non è attivo nessun numero verde, non c’è nessuno sportello di ascolto pubblico o privato. Niente di niente! “Persino in commissariato – hanno fatto notare quei pochi ricercatori che si dedicano allo studio delle violenze sugli uomini –  quando prova a sporgere denuncia, l’uomo che ammette di essere (stato) vittima di violenza carnale ha difficoltà ad essere creduto e si scontra con un atteggiamento di sufficienza, sottovalutazione del fenomeno, spesso anche derisione”.

Gli uomini violentati, dunque, non subiscono soltanto danni psicologici e fisici, ma devono affrontare anche lo stigma di una società tendenzialmente omofoba e in cui i valori predominanti sono quelli legati al concetto di macho, di maschio, di homme viril. Gli uomini che sono stati stuprati tendono a tenere nascosta la violenza e non chiedono aiuto a nessuno perché, qualora la notizia dovesse diventare pubblica, verrebbero immediatamente bollati, additati come omosessuali, emarginati dalla comunità, e, probabilmente, abbandonati dalla famiglia. L’abuso sessuale diventa una colpa che pesa come un macigno e che fa male: molti uomini violentati finiscono addirittura per suicidarsi. In una cultura come la nostra in cui l’uomo, solitamente, deve rispondere di fronte alla legge del proprio comportamento sessuale aggressivo, è assai difficile che riesca a trovare facilmente posto dall’altra parte della barricata e, quindi, come vittima. Ma la realtà è un’altra!

Andando un pò a ritroso nel tempo, uno studio del 2014 pubblicato sulla rivista dell’American Psychological Association Psychology of Men & Masculinity e riportato dettagliatamente qui, ha svelato che oltre 4 uomini su 10 (il 43%) di scuola superiore e università avevano vissuto una coercizione sessuale, che si era tradotta nella metà dei casi in un rapporto sessuale. Il 31% dei partecipanti allo studio aveva ricevuto coercizione verbale, il 18% coercizione fisica e il 7% coercizione tramite sostanze per sesso non consenziente, mentre il 26% ha riportato di aver ricevuto seduzioni sessuali non volute per lo stesso motivo. Il 95% degli intervistati ha inoltre riferito che i perpetratori di tali violenze fossero donne e l’1,6% che fossero uomini e donne contemporaneamente.

Un altro studio comparso sull’American Journal of Public Health, che riprende i dati raccolti dal 2010 al 2012 dal Bureau of Justice Statistics, dai Centers for Disease Control and Prevention e dall’FBI, rivela che proprio l’FBI sostiene che le indagini federali rilevano un’elevata prevalenza di vittimizzazione sessuale tra gli uomini in molte circostanze simile alla prevalenza trovata tra le donne. “Abbiamo identificato i fattori che perpetuano percezioni errate circa la vittimizzazione sessuale degli uomini: la dipendenza dagli stereotipi di genere tradizionali, le definizioni obsolete e incoerenti, e i pregiudizi metodologici di campionamento che escludono i detenuti”.

Fino a pochi anni fa, la definizione stessa di stupro del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti era tale da escludere gli uomini come possibili vittime. Lo stupro veniva considerato e affrontato a livello legislativo come: “Conoscenza carnale – carnal knowledge – di una femmina con la forza e contro la sua volontà”. Nel 2013, però, la definizione è stata modificata, e oggi l’FBI chiarisce che lo stupro è: “La penetrazione, non importa quanto delicata, della vagina o dell’ano con qualsiasi parte del corpo od oggetto, o la penetrazione orale da un organo sessuale di un’altra persona, senza il consenso della vittima”.

I pregiudizi e gli stereotipi che orbitano attorno al fenomeno dello stupro maschile toccano anche gli studi sulla violenza sessuale verso gli uomini. Innanzitutto, molta della ricerca si focalizza sulle prigioni e sulla popolazione carceraria ma, come ha fatto giustamente notare il New York Times,  “gli uomini sono anche violentati fuori dalle prigioni, normalmente da persone che conoscono, inclusi amici e partner intimi, ma occasionalmente anche da sconosciuti. Vengono stuprati durante aggressioni violente, quando sono ubriachi o drogati, durante interrogatori, durante aggressioni a sfondo omofobo o durante episodi di nonnismo, come nell’esercito”. In secondo luogo, si tende a pensare che superata una certa età, e quando, quindi, si smette di essere bambini, gli uomini non rischino più di essere violentati. Non è così, perché un dettagliato studio americano del 2012 su studenti universitari ha rivelato che il 51,2% era stato vittima di una qualche forma di violenza sessuale dall’età di 16 anni in poi.

C’è poi la questione degli uomini stuprati dalle donne perché sì, ci sono donne che stuprano uomini. Come si può leggere in un paper pubblicato nel 2013 sulla rivista scientifica JAMA Pediatrics e ripreso qui: “Non è raro credere che un uomo non possa essere stuprato da una donna. Gli stereotipi di genere possono rendere difficile immaginare una donna dominante costringere o forzare un uomo che non vuole a fare sesso. Di conseguenza, le vittime maschili di autori femminili sono giudicate più duramente delle vittime maschili di autori maschili. Inoltre, gli stessi comportamenti percepiti come sessualmente aggressivi quando commessi da un maschio possono essere percepiti come romantici o promiscui se commessi da una femmina. Ciò nonostante, i dati fisiologici suggeriscono che gli uomini possono essere stuprati; un’erezione non significa necessariamente eccitazione sessuale e può essere riflessogenica. Gli operatori sanitari per gli adolescenti hanno bisogno di valutare il potenziale dei propri pregiudizi di genere in questo settore in modo che possano essere più efficaci nell’identificare e nel trattare autori femminili e vittime maschili quando essi si presentano”.

È bene smentire, dunque, la radicata convinzione che sia impossibile per i maschi rispondere sessualmente quando molestati sessualmente da donne: è stato dimostrato, infatti, che l’erezione può verificarsi in una varietà di stati emotivi, tra cui la rabbia e il terroreDunque, “L’induzione di eccitazione e l’orgasmo non indicano che i soggetti vittime di violenza abbiano acconsentito alla stimolazione. La difesa dei perpetratori costruita semplicemente sul fatto che la prova di un’eccitazione genitale o dell’orgasmo dimostri il consenso non ha validità intrinseca” e deve essere ignorata quando ci si trova dinanzi a un episodio di stupro maschile.

Non è questa l’occasione per parlare di stupro maschile come strumento di guerra, ma è bene notare che durante i conflitti spesso vengono commessi stupri allo scopo di seminare il terrore tra la popolazione, di disgregare famiglie, di distruggere comunità e, in alcuni casi, di modificare la composizione etnica della generazione successiva. Come scrive Kirthi Jayakumar, avvocato specializzato in diritto internazionale pubblico e dei diritti umani, la violenza sessuale contro gli uomini in situazioni di conflitto ha l’obiettivo di distruggere l’essenza del “maschio” che dovrebbe essere custode della società, i capifamiglia di famiglie in un contesto sociale, e di sbriciolare la santità legata alla loro mascolinità.

Che lo stupro nella sua dimensione generale e globale sia una piaga da debellare è noto a tutti. Che lo stupro ai danni delle donne sia un abominio lo è altrettanto. Che le vittime di stupro possano essere e siano uomini, invece, è un fenomeno ancora sottovalutato e sottostimato. Uomini e donne non sono poi così diversi: sono potenziali vittime di violenza sessuale allo stesso modo. Lo stupro maschile non vale meno di quello femminile e non deve essere taciuto, né come fenomeno tangibile né come evidenza possibile. Solo quando si comincerà ad affrontare con fermezza ed onestà intellettuale il problema della violenza sessuale ai danni degli uomini potremmo dire di aver compiuto un ulteriore passo verso l’equiparazione tra uomini e donne.

Categorie:Cronaca, Lgbt

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