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Discorso fine anno, Mattarella: “Penso ai diciottenni che voteranno, i partiti guardino al futuro”

Discorso fine anno, Mattarella: "Penso ai diciottenni che voteranno, i partiti guardino al futuro"

Sergio Mattarella

“Mi auguro una grande partecipazione al voto, che nessuno rinunci a concorrere a decidere le sorti del nostro Paese”.  L’Italia “non è un Paese in presa al risentimento, io conosco un’Italia della solidarietà, generoso”. I problemi ci sono, ma “possono essere superati, soprattutto con l’impegno di chi occupa i posti più alti ai vertici della Repubblica”.

Parla Sergio Mattarella, e, nel suo discorso di fine anno (commentato positivamente dal mondo della politica), manda un fiducioso abbraccio a tutti gli italiani che si preparano alla nuova tornata elettorale, da guardare con “serenità e con speranza”. Da una “prova alta di democrazia” come appunto quella dell’esercizio del voto, il nostro Paese ne uscirà di sicuro rafforzato, migliore. “Le elezioni sono una pagina bianca, saranno gli elettori a scriverla”. Se, come chiede e auspica il presidente della Repubblica, ci sarà “la più ampia partecipazione di tutti”.

Con il dovere di “proposte adeguate, richiesto fortemente dalla dimensione dei problemi del nostro Paese”, chiede ai partiti. In un discorso di dieci minuti, a reti unificate dallo studio alla Vetrata, Mattarella in qualche modo ribalta allarmi e preoccupazioni che aleggiano sull’esito del test del 4 marzo, e spedisce al Paese una cartolina di auguri in positivo per il 2018. Ma non possiamo vivere “nella trappola di una sorta di eterno presente, bisogna guardare al futuro, anche se può evocare incertezze, ma i cambiamenti vanno governati per evitare che si creino diseguaglianze”.

È proprio questo “il compito della politica, il dovere di proposte adeguate, concrete, come richiesto dal Paese. Non è mio compito formulare indicazioni ma il lavoro è la prima questione, soprattutto per i giovani”. “Così come va garantita la sicurezza per tutti quelli che lavorano”. Ed è questo, insomma, l’antidoto al populismo, all’antipolitica. Appello ad una alta affluenza alle urne, più lavoro, giovani, un futuro da costruire insieme, il compleanno dei 70 anni della Costituzione, la “casa comune” e la “cassetta degli attrezzi del nostro Paese”, che ci garantisce tutti quanti.

Questi i temi del messaggio del presidente della Repubblica, che tre giorni fa in questo suo studio al Quirinale ha firmato il decreto di scioglimento del Parlamento e controfirmato la chiamata al voto indetta dal governo fra un paio di mesi. Il presidente ha voluto parlare soprattutto ai concittadini, agli italiani, che sa bene quanta “fatica e difficoltà” abbiano incontrato in questi ultimi anni così duri per la crisi economica. Mattarella crede soprattutto nella partecipazione “dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta”. E ricorda che nell’anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande Guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto.

“In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del ’99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee. “Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo. Assistiamo, persino, al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare”. E aggiunge: “Non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente, quasi in una sospensione del tempo, che ignora il passato e oscura l’avvenire, così deformando il rapporto con la realtà. La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro”.

“Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante; e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere”. Cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri, e la organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono. I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre “ingiustizie e creare nuove marginalità”.

Quindi, l’appello ai partiti che saranno impegnati nella campagna elettorale: “L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre”. “La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro, è la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita. L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale”. Con un augurio particolari agli italiani che nell’anno che si chiude hanno sofferto di più. “Tanti nostri concittadini vivono queste festività in condizioni di disagio, per le conseguenze dei terremoti, che hanno colpito larga parte dell’Italia centrale. A loro desidero far sentire la vicinanza di tutti”.

“Gli interventi per la ripresa e la ricostruzione proseguono e, talvolta, presentano difficoltà e lacune. L’impegno deve continuare in modo sempre più efficiente fino al raggiungimento degli obiettivi. Esprimo solidarietà ai familiari delle vittime di Rigopiano e della alluvione di Livorno; ai cittadini di Ischia, che hanno patito gli effetti di un altro sisma. E a tutti coloro che, nel corso dell’anno, hanno attraversato momenti di dolore come i nostri concittadini vittime dell’attentato di Barcellona”.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha telefonato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver ascoltato il suo discorso di fine anno. E poi ha ringraziato con un tweet il capo dello Stato delle sue parole. Tra le prime reazioni al discorso di Mattarella, quella dei presidenti di Camera e Senato. “Parole che fanno bene alla nostra democrazia e nelle quali tutti possono riconoscersi e sentirsi coinvolti”, ha detto Laura Boldrini. “Come afferma Mattarella – chiosa Pietro Grasso, leader di ‘Liberi e Uguali’ – la democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro”. “Un lavoro in ogni famiglia. Un lavoro dignitoso che abbia sempre diritti e sicurezza”, è l’auspicio della leader Cgil Susanna Camusso. “Un augurio condivisibile ed equilibrato – sottolinea Renato Brunetta, Fi – che le elezioni del 2018 siano partecipate, che ci sia un grande bagno di democrazia, e che il Parlamento sappia esprimere una maggioranza in grado di governare”. “Da Mattarella arriva la speranza che nel nostro Paese torni la logica del buon senso che, credo, non ha età, sesso né fazione politica”, afferma Lorenzo Cesa, leader della nuova coalizione di centro democratico cristiana, alleata con Berlusconi. “Impegno nel presente con sguardo già rivolto al futuro – sostiene Beatrice Lorenzin, ministra della Salute e leader di Civica popolare – per preparare il domani dei nostri figli: un invito chiaro alla responsabilità e alla lungimiranza politica” Per il segretario del Pd, Matteo Renzi, è stato “un discorso bello e condivisibile”: “Il presidente della Repubblica ha accompagnato con equilibrio e senso delle istituzioni questa fase e a lui va il sentito ringraziamento mio e di tutto il Partito democratico”. “Mattarella si è richiamato alla Costituzione – è il commento del leader della Lega Matteo Salvini – piccolo problema: gli ultimi governi la Costituzione se la sono dimenticata, l’hanno tradita”.

Mentre Mattarella parlava alla nazione, il fondatore e garante del M5s, Beppe Grillo, pronunciava in contemporanea il suo controdiscorso di fine anno in diretta social. “Guardate – ha esordito – noi affrontiamo questo 2018 con un po’ più di allegria, di serenità, un po’ più di respiro. Abbiamo fatto una nuova associazione perché quella che avevamo era un po’ confusa. Stiamo diventando adulti. Dovete anche avere pazienza. Stiamo diventando adulti. Stiamo passando la fase da bambino e stiamo diventando adulti con una nuova società di cui io sono ancora il garante”. “Una nuova società che dà la possibilità adesso di fare le parlamentarie e quindi selezionare le persone in modo più limpido, trasparente e regolare senza avere processi, contro processi. Mi sembra un fatto interessante”, ha spiegato Grillo. “Un altro fatto che vedrete tra qualche giorno – ha aggiunto Grillo – è il cambiamento proprio di fisionomia del blog beppegrillo.it. Perché, mentre il blog delle stelle si occuperà sempre di politica locale e internazionale, quindi dei nostri parlamentari e dei nostri portatori di beneficio alla nazione, i nostri portavoce, il blog beppegrillo.it, ossia io, andrò a un po’ in giro per il mondo con video e conferenze sulle smartcity: parleremo di robotica, di intelligenza artificiale, e di Internet. Insomma, un po’ di visione”.

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