Società

2017, un anno di morti eccellenti

2017, un anno di morti eccellenti

Giovanni Sartori, Paolo Villaggio, Helmut Kohl, Chuck Berry e Gianni Boncompagni.

Molti politici, molti giornalisti che vi gravitavano, molti attori e molti personaggi tv. Sono questi i settori in cui sono venute a mancare più persone nell’anno che oggi volge al termine.  Tullio De Mauro è stato un importantissimo linguista e professore di linguistica e di filosofia del linguaggio. Ha insegnato Linguistica generale e ha diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio nella Facoltà di Lettere e Filosofia e successivamente il Dipartimento di Studi Filologici Linguistici e Letterari nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università la Sapienza di Roma, facoltà che ha contribuito a fondare, insieme ad Alberto Asor Rosa. Allievo di Antonino Pagliaro, ha insegnato a vario titolo in diverse altre università italiane dal 1957, come professore di prima fascia dal 1967. Era socio ordinario dell’Accademia della Crusca. Denis Mack Smith è stato il più venduto autore di storie d’Italia dopo Indro Montanelli ed è stato insignito dell’onorificenza di grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Nei suoi saggi Mack Smith si occupò di storia italiana contemporanea e dei suoi protagonisti, alcuni dei quali, come Giuseppe Garibaldi, hanno suscitato la sua ammirazione. Anche su Giuseppe Mazzini Mack Smith espresse un giudizio ampiamente positivo, ritenendolo infatti un «…repubblicano, patriota e di gran lunga il maggior profeta del Risorgimento…». Secondo Mack Smith, il politico piemontese era determinato ad impedire l’unità d’Italia se ci fosse stata qualche possibilità che il merito potesse essere attribuito a forze radicali, repubblicane, popolari o democratiche. Non meno critico fu lo storico inglese nei confronti di Casa Savoia (I Savoia Re d’Italia, 1990) e in particolare verso Vittorio Emanuele II, la cui figura fu oggetto di una biografia (Vittorio Emanuele II, 1994). Il sovrano che diede impulso all’Unità, contrariamente allo stereotipo del “re galantuomo” è da lui descritto come un personaggio moralmente discutibile (soprattutto per le numerose avventure extraconiugali) e dilapidatore di denaro pubblico. Anche gli ultimi Borbone furono oggetto di severe critiche da parte di Mack Smith, in quanto responsabili di un «…corrotto dispotismo…» e sostenitori di un sistema feudale nell’intento di costringere il Sud preunitario nell’arretratezza e nell’ignoranza. Giovanni Sartori, è stato considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale e il più importante scienziato politico italiano. In Italia si deve a lui la nascita della scienza politica come disciplina accademica. Autore di fondamentali volumi tradotti in una molteplicità di lingue, Sartori ha scritto di democrazia, di partiti e di sistemi di partito, di teoria politica e di analisi comparata, di ingegneria costituzionale. È stato insignito di otto lauree honoris causa e nel 2005 ha ricevuto il prestigioso Premio Principe delle Asturie, considerato il Nobel delle scienze sociali. Dal 1979 al 1994 ha ricoperto la prestigiosa cattedra Albert Schweitzer Professor in the Humanities alla Columbia University ed è stato professore emerito di Scienza politica all’Università di Firenze. Valentino Parlato, politico e giornalista. Lavora con L’Unità, collabora con Giorgio Amendola e diviene giornalista di economia per la rivista Rinascita. Nel giugno 1969 è tra i fondatori de Il manifesto di cui è stato, a più riprese, direttore. Il 24 novembre 1969 viene espulso dal partito comunista, assieme ad Aldo Natoli, Rossana Rossanda e Luigi Pintor in seguito alle esplicite critiche mosse al partito, che non aveva condannato l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Ha introdotto, tra le altre, l’edizione di opere di Adam Smith, Lenin, Antonio Gramsci e Mu’ammar Gheddafi. Oliviero Beha, giornalista. Un inizio a Tutto Sport e a Paese Sera per poi approdare, nel 1976, a Repubblica. Editorialista e commentatore per Il Messaggero e Il Mattino, nel 1987 Beha inizia la sua attività televisiva con Andrea Barbato dando vita a Va’ Pensiero, un contenitore culturale in onda su RaiTre tutte le domeniche. Alla stampa e alla tv affianca anche la radio e il suo programma Radio Zorro raggiunge un enorme successo tanto che, dopo tre stagioni di programmazione breve, nel 1995 si fonde con lo storico “3131” e diventa il caso radiofonico dell’anno. Dal novembre 1995 al giugno 1996 conduce anche una versione televisiva, “Video Zorro”, su RaiTre. Piero Ottone, giornalista. Approda al principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera, per il quale è corrispondente da Mosca negli anni cinquanta, e poi redattore capo. Dal 1968 è direttore responsabile del Secolo XIX di Genova; nel 1972 viene richiamato a Milano per condurre il nuovo corso del Corriere della Sera, cui il direttore editoriale Giulia Maria Crespi vuole dare una linea meno conservatrice. È Ottone a licenziare nell’ottobre 1973, d’accordo con la proprietà, Indro Montanelli, dopo lunghi mesi di dissidi e spaccature. Altre firme del Corriere seguiranno Montanelli alla nuova testata da lui fondata: il Giornale Nuovo. Quando nel 1977 Montanelli verrà gambizzato dalle Brigate rosse Ottone sarà criticato per non aver collocato la notizia in prima pagina. Sotto la sua direzione, nel gennaio 1973, inizia la collaborazione di Pier Paolo Pasolini col Corriere, anche grazie a Gaspare Barbiellini Amidei. Dopo la cessione del Corriere alla Rizzoli, Ottone viene riconfermato dal nuovo editore, ma nel 1977 rassegna volontariamente le dimissioni. Passa alla Mondadori assumendo l’incarico di consulente per i periodici e la televisione. Negli ultimi anni della sua vita ha scritto sporadicamente editoriali sul quotidiano romano la Repubblica e ha tenuto una rubrica fissa, Vizi & Virtù, sul settimanale Il Venerdì di Repubblica. Giacomno Vaciago, economista e politico. Tra il 1970 e il 1989 è prima professore incaricato e successivamente ordinario di Economia Politica presso l’Università di Ancona, ricoprendo per diversi anni il ruolo di direttore dell’istituto di economia. In seguito è diventato ordinario di politica economica e direttore dell’istituto di economia e finanza dell’Università Cattolica di Milano. Nel dicembre 2016 viene nominato professore emerito, sempre all’Università Cattolica di Milano dove ha continuato ad insegnare “economia monetaria”. Vaciago era tra i fondatori di Ref Ricerche, di cui era presidente dal 2013. Dal 1983 era editorialista de Il Sole 24 ORE. Dal 1987 al 1989 è consigliere economico del Ministro del tesoro, dal 1992 al 1993 consigliere del Presidente del Consiglio, dal gennaio 2003 al marzo 2005 è consigliere scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 1983 al 1991 è “presidente di Citinvest”. Dal 1985 al 1989 è direttore del “Progetto Finalizzato Economia” del CNR. Nel 1985 è visiting scholar alla FED di Washington. Nel 1992 è visiting fellow a Christ Church, Oxford. Nel 1994 entra nella politica attiva. Tra il 1994 e il 1998 è sindaco di Piacenza a capo di una coalizione di centrosinistra. Enzo Betiza, giornalista. Nato a Spalato (allora Jugoslavia, ora Croazia, ma pur sempre Dalmazia) da una famiglia dell’alta borghesia costretta a trasferirsi in Italia dopo la guerra in seguito alla vittoria dei partigiani rossi di Tito, Bettiza era un intellettuale dalla vocazione schiettamente mitteleuropea, estraneo ad ogni appartenenza etnica esclusiva. Così scriveva di se stesso nel libro Esilio(Mondadori, 1996): «Segnato da iniziali influssi serbi nell’infanzia, poi italiani nella pubertà, quindi croati nell’adolescenza, ai quali dovevano aggiungersi più tardi innesti germanici e russi, ho lasciato concrescere poco per volta in me multiformi radici culturali europee; non ho mai dato molto spazio alla crescita di una specifica radice nazionale». Luigi Bobbio, politologo. Figlio del filosofo Norberto Bobbio, è stato autore e ricercatore di scienze politiche, professore di prima fascia in Scienza Politica nell’Università di Torino, esperto di analisi delle politiche pubbliche, del rapporto tra amministrazione locale e statale e di processi decisionali dell’apparato statale. Fu un “leader” del movimento studentesco a Torino nel Sessantotto, fondatore ed esponente di Lotta Continua, della quale, nel 1979, scrisse una “storia” . Dal 2000 ha insegnato come professore associato presso l’Università di Torino (dal 2005 come ordinario).

Jerry Lewis fu tra i più importanti e noti comici del panorama internazionale, ha formato con Dean Martin un sodalizio artistico di grande successo, sia televisivo che cinematografico, per poi intraprendere la carriera solista (come attore e regista) a partire dagli anni 60. Al cinema ha dato un contributo originale ed eclettico, creando una maschera comica forgiata su un’inconfondibile mimica facciale, unita a una gestualità del corpo e a un’esuberanza delle gag del tutto inedite, accompagnate da testi e sceneggiature spesso surreali e graffianti. Forte è stato, altresì, il suo impegno umanitario fondando nel 1966 Telethon, famosa maratona televisiva organizzatasi in tutto il mondo allo scopo di raccogliere fondi per combattere la distrofia muscolare. Nel 1999 gli fu assegnato il prestigioso Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.  Gastone Moschin, attore .La carriera era iniziata negli anni Cinquanta a teatro, aveva lavorato con la compagnia dello Stabile di Genova, con quella del Piccolo di Milano, con quella dello Stabile di Torino. Più avanti, nel 1983, darà vita a una propria compagnia con la quale porterà in scena Goldoni (Sior Todero brontolon), Miller (Uno sguardo dal ponteErano tutti figli miei), Cechov (Il gabbiano). Al cinema approda negli anni Cinquanta, sia come doppiatore che come attore. Il debutto nel 1955 in La rivale di Anton Giulio Majano, l’esordio nella commedia all’italiana, il genere che decreterà la sua fortuna d’attore, quattro anni dopo, con L’audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy. Ma è del 1962 il ruolo che gli permette di emergere come interprete, quello del fascista Carmine Passante in Anni ruggenti, il film del 1962 diretto da Luigi Zampa, protagonista Nino Manfredi, ispirato a L’ispettore generale di Gogol. Da quel momento Moschin diventa una presenza costante nel cinema italiano: da La rimpatriata di Damiano Damiani (1963) a La visita di Antonio Pietrangeli (1965) a Sette uomini d’oro, commedia “action” che riscuote un grande successo al botteghino. Roger Moore è stato un attore britannico, noto per la partecipazione alle serie televisive Ivanhoe (1958-1959), Il Santo (1962-1969) e Attenti a quei due (1971-1972), nonché per essere stato il terzo interprete, dopo Sean Connery e George Lazenby, di James Bond nella serie ufficiale. Con un totale di sette pellicole dal 1973 al 1985, è stato l’attore più longevo nei panni dell’agente 007. Inoltre è stato ambasciatore dell’UNICEF. Paolo Villaggio è stato autore e interprete di personaggi legati a una comicità paradossale e grottesca come il professor Kranz, il timido Giandomenico Fracchia e soprattutto il ragionier Ugo Fantozzi: creazione letteraria da cui è nata una saga cinematografica di ampio e duraturo successo, tanto da elevare il personaggio a vera e propria maschera formatasi nel solco della commedia dell’arte. Inventore di una comicità inedita, priva di legami con le tradizioni e i regionalismi del cinema comico popolare, con la sua attività di attore, umorista e uomo di spettacolo è entrato nella cultura di massa di intere generazioni di italiani. Al percorso attoriale ha fatto eco quello di scrittore, iniziato con un libro su Fantozzi e seguito da varie opere di carattere satirico e da altri otto romanzi dedicati al ragioniere; molti di questi sono stati pubblicati e tradotti in numerosi paesi del mondo. Sul piano lessicale ha ideato un tipo di scrittura originale e tagliente fatta di neologismi, aggettivazioni enfatiche, errori morfologici e termini burocratici entrati nel patrimonio comune della lingua italiana. Nella sua oltre cinquantennale carriera si è cimentato in altri campi espressivi come il giornalismo, la radio e il teatro scrivendo, inoltre, testi di canzoni per l’amico e cantautore Fabrizio De André. In ambito televisivo ha dato contributi di rilievo sia nei panni di presentatore sia in quelli di artista lanciando sul finire degli anni sessanta programmi dal contenuto sperimentale e innovativo. Solvi Stubing inizia la sua carriera tra qualche servizio fotografico come modella e comparsa. Interprete anche di fotoromanzi, Stübing è ricordata per la sua avvenenza (occhi chiari e capelli biondi e un fisico da pin-up) e per essere stata testimonial negli anni sessanta (dal 1967 al 1972) di una celebre pubblicità televisiva ideata da Armando Testa (prima in bianco e nero, poi a colori) di una marca di birra, la Peroni (con il celebre slogan “Chiamami Peroni, sarò la tua birra!” ) che l’ha resa celebre. Per il cinema ha recitato in diversi film del cinema di genere (prettamente film thriller, commedie erotiche, spaghetti-western, poliziotteschi, film comici con Franco e Ciccio), e negli anni settanta è stata ritratta sulla copertina di Playmen e Playboy edizione italiana. Uno dei suoi ruoli più rilevanti è quello della vendicatrice in Nude per l’assassino di Andrea Bianchi. Ha poi lasciato il cinema per entrare in politica. Ha partecipato alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Roma del 29 e 30 ottobre 1989 nella lista dei pensionati. È stata membro della Commissione delle donne europee al tempo in cui Bettino Craxi era presidente del consiglio dei ministri italiano e nelle elezioni del 12 giugno 2004 è stata candidata al Parlamento europeo nelle liste di Alleanza Nazionale. Dopo due film girati negli anni ottanta (Liebeskonzil, 1982, e Delitti, 1987), ha interpretato nel 2006 Il punto rosso. Elsa Martinelli, negli anni cinquanta – appena ventenne – approda a Hollywood per la prima volta con il film western Il cacciatore di indiani (1956) accanto a Kirk Douglas, che la scelse personalmente dopo aver visto una sua foto su una rivista americana, e a Walter Matthau. Viene apprezzata subito anche dalla critica, grazie all’interpretazione nel film Donatella di Mario Monicelli. che la porta a vincere a soli ventuno anni l’Orso d’Argento per la migliore attrice al Festival di Berlino nel 1956. Diventando negli anni un’icona di eleganza e di stile, ha lavorato con molti grandi registi in Italia, dove si è fatta notare nell’amaro La notte brava (1959) diretto da Mauro Bolognini e sceneggiato da Pier Paolo Pasolini, ma anche in Francia dove è stata protagonista di Il sangue e la rosa (1960) di Roger Vadim e negli Stati Uniti d’America, essendo infatti una delle poche attrici italiane ad aver lavorato con successo anche a Hollywood. È apparsa al fianco di John Wayne in Hatari! (1962) di Howard Hawks, e accanto ad Anthony Perkins in Il processo (1962) diretto e sceneggiato da Orson Welles sulla base dell’omonimo romanzo di Franz Kafka. Ha affiancato molti attori famosi come Charlton Heston in Pranzo di Pasqua di Melville Shavelson (1962), Robert Mitchum in Il grande safari (1963) di Phil Karlson, Elizabeth Taylor e Richard Burton in International Hotel (1963) per la regia di Anthony Asquith, e Marcello Mastroianni in La decima vittima (1965) di Elio Petri. Dal 1970 ha cominciato a diradare l’attività cinematografica, dedicandosi maggiormente alla televisione – soprattutto in miniserie e telefilm di produzione italiana ed europea, oltre ad aver presentato il Festival di Sanremo 1971 accanto a Carlo Giuffré – e posando nuda per l’edizione italiana di Playboy. Nel 1995 la casa editrice Rusconi ha pubblicato la sua autobiografia Sono come sono. Dalla dolce vita e ritorno. Jeanne Moreau, Interprete tanto incisiva quanto versatile, a vent’anni era già una delle più famose attrici francesi. Grazie soprattutto al riconoscimento del suo talento da parte di Louis Malle, fu celeberrima negli anni cinquanta. Giorgio Capitani, non ancora diciannovenne, si forma collaborando a film di cassetta a basso costo che gli forniscono le basi per cominciare a dirigere in proprio a partire dai primi anni cinquanta. Realizza melodrammi e film di genere, prima di passare alla commedia all’italiana con titoli quali L’arcangelo (1969), Pane, burro e marmellata (1977), Vai avanti tu che mi vien da ridere (1982) e Missione eroica – I pompieri 2 (1987). L’esperienza del racconto semplice e per tutti, privo di velleità pseudoautoriali, gli apre le porte della televisione per la quale firma numerose fiction di successo a partire dalla fine degli anni Ottanta. Nel 2008 ha partecipato al documentario Il falso bugiardo di Claudio Costa, dedicato allo sceneggiatore Luciano Vincenzoni che una trentina di anni prima collaborò al suo film Bruciati da cocente passione.

Cino Tortorella, una vita passata in tv, come autore e regista, ma anche appassionato ed esperto di enogastronomia, Tortorella lega la popolarità a quel personaggio di mago che lo fa diventare un’icona televisiva. Per due volte, nel 2007 e nel 2009, il suo cuore smise di battere: due ischemie dalle quali, ironizzava “sono partito più forte di prima”. Lo Zecchino d’Oro era una sua creatura, era stato con quello show per bambini che, vestito da mago, con tanto di mantella azzurra, aveva conquistato il grande pubblico. “Sono molto addolorato”, aveva spiegato “lo Zecchino d’Oro l’ho inventato io cinquant’anni fa. Dei frati dell’Antoniano non è rimasto nessuno, un nuovo direttore ha deciso di eliminare tutti quelli che avevano costruito la storia dello Zecchino e anche Topo Gigio è stato considerato troppo vecchio”. Nel 2002, in occasione della 45ma edizione, entra nel guinness dei primati per aver presentato lo stesso spettacolo. Dalla collaborazione con l’Antoniano nascono anche altre trasmissioni: Il primo giorno di scuola (Festa dei Remigini), La Festa della MammaCanzoni per Alpha CentauriViva le vacanzeTre farseun soldoLe due Befane. Sino a Una magica notte Aspettando il Natale, condotta nel 2000 con Ettore Bassi e Ada Tourè. Per cercare di far dimenticare Mago Zurlì realizza Chissà chi lo sa? (1961), Nuovi incontri, Scacco al Re (1972), Il Dirodorlando2 (1975), Classe di ferroLa luna nel pozzo2 (1984), Bravo bravissimo (1991), condotto da Mike Bongiorno. Aveva scritto anche libri per ragazzi. Quest’anno la doccia fredda: per Mago Zurlì non c’è più spazio in tv, e l’ultima accusa: “Alla Rai non importa più della tv dei ragazzi”. Il suo grande rammarico era legato al fatto che la tv avesse cancellato gli adolescenti. “Non ci sono più trasmissioni fatte a misura di ragazzo. Oggi i giovani sono dimenticati dalla televisione e questo è un vero peccato”. Gianni Boncompagni, vinse nel 1964 il concorso RAI per programmatore di musica leggera e incominciò a lavorare nella radiofonia RAI, dove ebbe un grandissimo successo assieme a Renzo Arbore grazie a programmi culto a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta come Bandiera Gialla e Alto gradimento, determinanti per la diffusione della musica beat in Italia. La coppia creò un nuovo modo di fare intrattenimento, basato sul non-sense, sulla creazione di tormentoni, sull’improvvisazione e l’imprevedibilità. Seguirono tante trasmissioni di successo; Discoring, Domenica In in Rai, Non è la Rai in Mediaset e poi ancora Macao in Rai e Bombay su La7. Daniele Piombi è famoso soprattutto per aver condotto il Cantagiro, Un disco per l’estate, l’edizione del Festivalbar del 1967 e molti altri programmi degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. È stato anche l’ideatore del “Premio Regia Televisiva”, noto come “gli Oscar della Tv”. Piombi aveva anche interpretato un presentatore nella parodia dei Promessi sposi fatta da Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez. È stato anche citato nel film L’allenatore nel pallone di Lino Banfi. Negli ultimi anni aveva collaborato con Rai International, realizzando il programma “Made in Italy” e il documentario L’itinerario di Colombo nella Repubblica Dominicana. Paolo Limiti come paroliere collaborò soprattutto con Mina per la quale scrisse canzoni di grande successo come Bugiardo e incosciente o La voce del silenzio. Era stato sposato con Justine Mattera e da circa un anno lottava con un cancro. Grande divulgatore di memorie collettive, Limiti è stato un protagonista indiscusso della televisione. In seguito Limiti ha lavorato con numerose star italiane e internazionali tra cui Ornella Vanoni, Jula De Palma, Dionne Warwick, Donovan, Peppino di Capri, Loretta Goggi, Mia Martini, Al Bano e Romina Power e tanti altri. Gero Caldarelli collaborò con Antonio Ricci già in Drive In, nei panni di Gawronski e Pendulus, e nel 1990 venne scelto per interpretare il Gabibbo, il Pupazzo di Striscia la notizia che da allora ha sempre animato. Nel 2003 uscì il suo libro Una vita da ripieno – Cronache dall’interno del Gabibbo (Rizzoli) e nel maggio scorso ha pubblicato una raccolta di fiabe intitolata Belandi, che storie! Tre mega avventure nel mondo dei besughi (Mondadori).  Aldo Biscardi, presentatore, de ‘Il Processo del Lunedì’, lanciato nel 1980, che è stata una delle trasmissioni calcistiche più popolari della televisione italiana, una formula inedita che ebbe un successo straordinario puntando sull’uso ‘processuale’ della moviola. Biscardi ne assunse anche la conduzione dal 1983, sostituendo al timone Marino Bartoletti. Nel corso degli anni il programma di Biscardi cambiò fino a trasformarsi alla fine in una sorta di show (divenne Il processo di Biscardi) dove i commentatori diventavano spesso personaggi e quasi macchiette. La lenta metamorfosi del programma portò negli anni a un aumento esponenziale dei toni delle polemiche in studio, che contribuì alla fine del rapporto con la Rai. Nel 1993, con uno strascico legale di liti sulla titolarità dei diritti sul programma, Biscardi cambiò rete, passando a Tele+ e poi a Telemontecarlo e 7Gold. Everardo Dalla Noce lavorò per oltre 30 anni in Rai, per cui ha curato i collegamenti dalla Borsa di Milano per il Tg2 e fu anche una delle voci storiche di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Si occupava in particolare di calcio e automobilismo. Tra il 1993 e il 1996 partecipò con grande successo al programma sportivo “Quelli che… il calcio” condotto da Fabio Fazio.

Alfredo Reichlin si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti per circa trent’anni. Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l’Unità, di cui dopo un anno diventò vice-direttore. Promosso a direttore nel 1958, negli anni sessanta si avvicina alle posizioni di Pietro Ingrao, le più a sinistra nel partito. Quando l’attrito tra Togliatti e la corrente di Ingrao diventa inconciliabile, Reichlin è allontanato dai quadri de l’Unità per far spazio alla nuova direzione di Mario Alicata. Da segretario regionale del PCI in Puglia fu molto attento alla questione meridionale, alla quale dedicò anche le sue opere Dieci anni di politica meridionale. 1963-1973 (1974) e Classi dirigenti e programmazione in Puglia (1976). Deputato nazionale fin dal 1968, durante gli anni settanta entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò gomito a gomito con Enrico Berlinguer. In seguito – ritenendo che il compito storico del PCI era stato quello di «conciliare per la prima volta la classe con la nazione e di insegnare alle masse povere intrise di sovversivismo che cos’è la democrazia e perché è interesse degli sfruttati e dei ceti subalterni difendere lo stato democratico» – fu favorevole alle trasformazioni del partito da PCI in Partito Democratico della Sinistra prima, da PDS in Democratici di Sinistra poi, ed infine da DS in Partito Democratico. Dal 1989 al 1992 fu “Ministro dell’Economia” del governo ombra del Partito Comunista Italiano. Alfredo Reichlin è stato il presidente della commissione per la stesura del “Manifesto dei Valori” del Partito Democratico. Helmut Kohl è stato Cancelliere della Germania dal 1º ottobre 1982 al 27 ottobre 1998. Fino al 3 ottobre 1990, data dell’unificazione delle due Germanie, fu cancelliere della sola Germania occidentale, poi della Germania unita. È stato anche leader del partito dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU) dal 1973 al 1998. Con 16 anni di permanenza in carica Helmut Kohl fu il più longevo Cancelliere della storia dopo Otto von Bismarck, e di gran lunga il più lungo di qualsiasi Cancelliere democraticamente eletto. Kohl ha supervisionato la fine della Guerra fredda, ed è ampiamente considerato come il principale artefice della Riunificazione tedesca. Insieme con il presidente francese François Mitterrand, Kohl è anche considerato l’architetto del Trattato di Maastricht, trattato che ha istituito l’Unione Europea (UE). Dai presidenti degli Stati Uniti George H. W. Bush e Bill Clinton, venne descritto come “il più grande leader europeo della seconda metà del XX secolo”. Controverso rimase lo scandalo delle donazioni al partito, dopo la divulgazione di cui perse la presidenza onoraria nel 2000, anno in cui Kohl ricevette numerosi premi nazionali e internazionali. Dalla fine della sua carriera politica Kohl è divenuto un lobbista, ricoprendo diverse posizioni nel mondo degli affari, tra le quali, per il Credit Suisse e per KirchMedia. Fu inoltre fondatore di una società di strategia politica. Stefano Rodotà, dopo essere stato iscritto al Partito Radicale di Mario Pannunzio, rifiuta nel 1976 e nel 1979 la candidatura nel Partito Radicale di Marco Pannella. È eletto deputato nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, diventando membro della Commissione Affari Costituzionali. Nel 1983 viene rieletto e diventa presidente del gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente. Deputato per la terza volta nel 1987, viene confermato nella commissione Affari Costituzionali e fa parte della prima Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nel 1989 è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal PCI di Achille Occhetto e successivamente, dopo il XX Congresso del partito comunista e la svolta della Bolognina, aderisce al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale, carica che ricoprirà fino al 1992. Nell’aprile del 1992 torna alla Camera dei deputati tra le file del PDS, viene eletto vicepresidente e fa parte della nuova Commissione Bicamerale. Nel maggio del 1992 in qualità di vicepresidente della Camera sostituisce il presidente Oscar Luigi Scalfaro alla presidenza del Parlamento convocato in seduta comune per l’elezione del presidente della Repubblica: Scalfaro, che prevedeva l’elezione al Quirinale, aveva infatti preferito lasciare lo scranno della presidenza. Nel 1994, al termine della legislatura durata solo due anni, Rodotà decide però di non ricandidarsi, preferendo tornare all’insegnamento universitario. Altero Matteoli, è stato un esponente del Movimento Sociale Italiano. Cresce politicamente accanto a Beppe Niccolai, storico esponente pisano dell’MSI. È eletto deputato nel 1983 (IX Legislatura) e riconfermato nel 1987, nel 1992 e nel 1994. Aderisce ad Alleanza Nazionale nel 1995, nelle cui fila è eletto alla Camera dal 1996. Nel 2006 è eletto in Senato. Fra le attività parlamentari, è stato membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali e similari, redigendo una relazione sulla collusione tra mafia e politica. Oscar Mammi fu eletto per la prima volta in Parlamento nel 1968 con il Partito Repubblicano Italiano e continuò a fare il deputato fino alla decima legislatura. Nel 1990 fu il primo firmatario della legge che regolamentò il sistema radiotelevisivo in Italia dopo che erano emerse le televisioni private, stabilendo dei massimi per quanto riguarda l’antitrust, con limiti sulla proprietà di emittenti e sistemi per l’editoria tradizionale. Manuel Noriega è stato per oltre due decenni, nel periodo della guerra fredda, una figura chiave nei rapporti tra l’America centrale e gli Stati Uniti. Condannato a 40 anni di carcere, ha scontato parte della pena negli Stati Uniti ed in Francia. Dal 2011 a Panama.  Noriega, detto poi “Faccia d’ananas”(Cara de Piñas) butterato dal vaiolo, è stato un personaggio centrale nella storia che tra gli anni Settata e i primi Novanta travolse ogni equilibrio, dalla sponda meridionale del Rio Bravo fino alla jungla guerrigliera e alle montagne che segnavano i confini della Colombia e del Venezuela. Alle spalle di questo scenario c’era, naturalmente, la memoria forte della Revolucion di Fidel e del Che, ma soprattutto vi si incastrava il progetto berzneviano di intorbidare la vecchia ordinanza di Monroe (dell’America, tutta, agli americani di Washington) e innestare focos di ribellione fin laggiù, all’Argentina dei Montoneros e dell’Erp e al Cile di Corvalán e del Mir. Giorgio Guazzaloca è stato il primo sindaco non comunista della storia della città. Da tempo lontano dalla ribalta, Guazzaloca fu per anni sotto i riflettori di tutto il mondo. La sua elezione, nel ’99 con una lista civica sostenuta allora dalla destra berlusconiana, finì sulle pagine d’Europa, e arrivò fino a quella del New York Times. Il “Guazza”, come lo chamavano in tanti sotto le Torri, aveva sbaragliato a sorpresa una sinistra profondamente divisa, coi Ds lacerati da battaglie intestine e una candidata, Silvia Bartolini, scelta con le primarie prima ancora che le primarie fossero state inventate, che tuttavia non resse l’urto del sindaco “macellaio”. Guazzaloca vinse di pochissimo, ma si portò via il mito della sinistra invincibile, e come scrisse la stampa di allora “abbattè il muro di Bologna”, dieci anni dopo la caduta di quello di Berlino.

Al Jarreau è stato un cantante statunitense di jazz, rhythm and blues e soul. Al Jarreau è l’unico cantante ad aver vinto Grammy Award in tre diverse categorie: jazz, pop, e R&B. Cantante moderno, capace di esplorare con la voce tutte le timbriche su ritmi swing, pop, jazz e R&B, era un baritono naturale ed è noto per la sua capacità di evoluzione timbrica e per il modo di saltare fra le ottave. È stato accostato a Bobby McFerrin per i suoni vocali percussivi, che aggiunge a linee bop alla Hendricks. Chuck Berry è stato un cantautore, chitarrista e compositore statunitense, in particolare di musica rock and roll. Considerato uno dei padri del rock, oltre a essere stato uno dei primi miti del rock and roll, le sue canzoni furono tra le prime ad avere la chitarra come strumento principale. Berry (autore e interprete delle sue canzoni) è stato anche il primo, utilizzando sempre toni semplici e ironici, a inserire nei suoi testi tematiche riguardanti gli adolescenti e la rivolta che stava interessando loro in quegli anni, quando i giovani cominciarono a ribellarsi agli ideali degli adulti quali la famiglia, il lavoro e la morale. A Chuck Berry è attribuita anche la cosiddetta “Duck Walk” (o passo dell’anatra), caratteristica camminata eseguita mentre suona la chitarra e diventata suo tratto caratteristico. Bruno Canfora, paroliere volto notissimo della Rai degli anni Sessanta e Settanta, nel quale faceva spesso coppia con il regista Antonello Falqui.  Con le sue canzoni sono cresciute generazioni e hanno fischiettato e ballato motivi straordinari, all’epoca cantati da altrettanti straordinari interpreti come Mina, Rita Pavone, Rocky Roberts e le Gemelle Kessler.   Per Mina, il maestro arrangiò, tra le altre, Mi sei scoppiato dentro il cuore, Due note, Sono come tu mi vuoi, Vorrei che fosse amore, Zum zum zum, e Brava, di cui Canfora scrisse anche le parole. Sua la direzione d’orchestra dei più popolari programmi televisivi degli anni Sessanta, da Studio Uno, a Senza Rete, Sabato Sera, e varie edizioni di Canzonissima. Ma fu anche direttore artistico del Festival di Sanremo. Lando Fiorini ha dedicato la sua vita alla canzone romana, era stato interprete di tutti i grandi classici della tradizione che aveva portato in tv, dove aveva partecipato a tanti varietà, e a teatro, protagonista di numerosi musical. Fausto Mesolella è stato un chitarrista, compositore, componente storico della Piccola Orchestra Avion Travel guidata da Peppe Servillo con cui vinse al Festival di Sanremo nel 2000 con SentimentoLuis Bacalov è stato premio Oscar nel ’95 per la colonna sonora di Il postino. Originale, appassionato, curioso ed eclettico è stato un grande musicista, compositore e direttore d’orchestra, un personaggio fondamentale del panorama musicale del nostro Paese dagli anni Sessanta in poi. Bacalov portava con sé la sua anima argentina, l’eredità del tango, la tradizione classica che aveva studiato a fondo, e la innestava in un rinnovamento del quale fu uno dei motori essenziali. Lavora con Claudio Villa, con Milva e altri alla Fonit Cetra, poi passa alla Rca dove conosce il successo come arrangiatore di alcune canzoni di grandissimo successo e altre di notevole bellezza. La sua firma appare su brani passati alla storia, come Cuore e Che mi importa del mondo di Rita Pavore, Il mio mondo di Umberto Bindi, Legata a un granello di sabbia di Nico Fidenco, ma è con Sergio Endrigo che  Bacalov forma un sodalizio straordinario che porterà alla realizzazione di moltissimi brani, tra i quali Era d’estateLontano dagli occhi ma soprattutto di Io che amo solo te, inarrivabile gioiello scritto dalla penna di Endrigo e arrangiato in maniera magistrale da Bacalov. Con lo pseudonimo di Luis Enriquez realizzava al tempo stesso innumerevoli colonne sonore come autore, mettendo la sua musica anche al servizio, tra gli altri, di Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Ettore Scola, Francesco Rosi. Negli anni seguenti Bacalov ha continuato la sua attività di autore, compositore, direttore d’orchestra e pianista con notevole successo, ha collaborato Fabrizio De André, ha visto la sua musica utilizzata da Quentin Tarantino e ha vinto moltissimi premi.

Emma Morano è stata una supercentenaria italiana vissuta 117 anni e 137 giorni. Ha detenuto il titolo di decana d’Italia e d’Europa dal 2 aprile 2013 e di decana dell’umanità dal 12 maggio 2016. Inoltre, è stata l’ultima persona vivente nata prima del 1900. Laura Biagiotti collabora con alcuni famosi creatori di moda come Roberto Capucci e Rocco Barocco. Nel 1972, dopo aver fondato l’omonima casa di moda, presenta, a Firenze, la sua prima collezione personale e si impone all’attenzione della stampa e dei compratori di moda per il suo stile straordinariamente femminile. La sua fama è legata soprattutto alla sua donna “bambola”, alla linea ampia delle sue creazioni, quasi danzanti attorno al corpo. Dal 1980 viveva al Castello di Marco Simone di Guidonia vicino a Roma, un monumento nazionale dell’XI secolo da lei fatto restaurare insieme al marito Gianni Cigna, deceduto nell’agosto del 1996; dal matrimonio è nata nel 1978 la figlia Lavinia, sua erede nel campo della moda. Carla Fendi, con le sue sorelle ha avuto un ruolo importante nella moda sopratutto nel settore pellicceria. Nessuna delle cinque sorelle sapeva disegnare. Quando, nel 1965, cominciarono l’attività delle pellicce, si affidarono a degli stilisti. Ma nessuno le soddisfaceva. La svolta fu quando un loro amico, il conte Franco Savorelli di Lauriano, introdusse Karl Lagerfeld, che dopo cinquant’anni è ancora in azienda. Uno dei modelli che portò alla sua prima collezione fu cincillà color albicocca. Negli Anni ’90 la rivoluzione della borsa baguette. La borsa fino allora era piccola, rigida, c’entrava poca roba. «Noi ci siamo dette: oggi le donne lavorano, qui bisogna cambiare tutto. Era il momento dei materiali poveri. Non ci aveva ancora pensato nessuno alla borsa a tracolla, pratica, comoda, morbida, leggera». Nel 2000 le Fendi vendono al colosso francese Lvmh. Poi l’avventura era continuata nel mondo della musica e dell’arte. Dal 2007 si dedicava a tempo pieno alla Fondazione che porta il suo nome e alle arti. Dionigi Tettamanzi, religioso. Tettamanzi aveva terminato nel 2011 la propria esperienza da pastore della diocesi ambrosiana, iniziata ricevendo il pesantissimo pastorale dalle mani di Carlo Maria Martini. Al suo posto, Benedetto XVI volle Angelo Scola, allora patriarca di Venezia. Tettamanzi era stato precedentemente a Genova come successore del cardinale Canestri e ancor prima, dal 1989 al 1991, vescovo di Ancona-Osimo. Nel 2012, dopo il pensionamento milanese, fu nominato amministratore apostolico di Vigevano, chiamato a mettere ordine in una diocesi con gravi problemi finanziari. Nel messaggio di cordoglio, il Papa ha ricordato la “peculiare attenzione ai temi della famiglia, del matrimonio e della bioetica, dei quali era particolarmente esperto”. Salvatore Riina è stato un mafioso e criminale italiano, legato a Cosa nostra e considerato il capo dell’organizzazione dal 1982 fino al suo arresto, avvenuto il 15 gennaio 1993. Veniva indicato anche con i soprannomi û curtu, per via della sua bassa statura, e La Belva, adottato per indicare la sua ferocia sanguinaria. Charles Manson, serial killer è stato un criminale statunitense, famoso per essere stato il mandante di due dei più efferati omicidi della storia degli Stati Uniti d’America: quello di Cielo Drive, in cui furono assassinati Sharon Tate e quattro suoi amici, e quello ai danni di Leno La Bianca e sua moglie. Gualtiero Marchesi viene unanimamente considerato il fondatore della “nuova cucina italiana”, ed è a parere di molti lo chef italiano più noto nel mondo, e che sicuramente ha contribuito allo sviluppo della cucina italiana, ponendo la cultura culinaria italiana tra le più importanti del mondo.

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