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Governo Gentiloni: dodicesimo mese (pagelle)

Governo Gentiloni: dodicesimo mese (pagelle)

Marco Minniti, Pier Carlo Padoan e Angelino Afano

Andrea Orlando (7 1/2), ministro della Giustizia. Il codice antimafia è legge. La Camera ha approvato il ddl di modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione con 259 sì e 107 no. La riforma punta a velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale, rende più trasparente la scelta degli amministratori giudiziari, ridisegna l’Agenzia per i beni sequestrati e include corrotti, stalker e terroristi tra i possibili destinatari dei provvedimenti.Su quest’ultimo punto, che è stato molto contestato, è passato anche un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere l’equiparazione mafioso-corrotto. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando parla di una svolta che fornisce più strumenti contro la mafia e più trasparenza. “Da oggi ci sono più strumenti per combattere la mafia, più trasparenza nella gestione dei beni confiscati, più garanzie per chi è sottoposto a misure di prevenzione. Una buona notizia per la lotta alla criminalità organizzata e per lo Stato di diritto”. Si allarga la cerchia dei possibili destinatari di misure di prevenzione: oltre a chi è indiziato per aver aiutato latitanti di associazioni a delinquere, la riforma inserisce anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione (ma solo nel caso di reato associativo) – anche in atti giudiziari – e concussione. L’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali è resa “più veloce e tempestiva” prevedendo una “trattazione prioritaria”.  Sergio Mattarella ha firmato e promulgato la legge che modica il codice antimafia. Contemporaneamente ha però scritto al premier Paolo Gentiloni una lettera in cui chiede al Governo due cose: un monitoraggio degli effetti della nuova disciplina e la possibilità di reintrodurre la cosiddetta confisca allargata. Una “buona notizia” per Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, che ha commentato: “La promulgazione mette un punto fermo ai dibattiti sui ventilati profili di illegittimità costituzionale che gli venivano attribuiti”.  La Camera approva in via definitiva la legge sul whistleblowing con 357 voti a favore, 46 voti contrari e 15 astenuti. È stata definitivamente approvata dalla Camera dei Deputati la legge a tutela del whistleblowing ovvero della denuncia da parte di un lavoratore di un collega corrotto. Il disegno di legge C.3365-B interviene sulle modifiche già apportate dalla legge n. 190 del 2012, cd. legge Severino, che aveva precedentemente introdotto nell’ordinamento forme di tutela dei whistleblowers, sia pure in relazione alla sola pubblica amministrazione.

Dario Franceschini (7 1/2), ministro dei Beni CulturaliIl Codice dello Spettacolo è infatti definitivamente stato approvato alla Camera. E’ di fatto la prima legge dal dopoguerra a oggi che regolamenta un settore variegato e complesso come quello della musica, teatro, danza, circo. Atteso da più di mezzo secolo anni, in discussione da tre anni, sotto la ferma guida della senatrice Rosa Maria Di Giorgi a capo della Commissione che ha redatto il testo, il Codice è stato approvato con 265 voti a favore e 13 no. Nella novità tante le novità: l’Art Bonus esteso a tutti i soggetti dello spettacolo dal vivo, dalle orchestre ai festival, il tax credit per la musica, l’aumento progressivo del Fus, il Fondo unico per lo Spettacolo, cioè i contributi dello Stato al settore musica. E poi come ha sottolineato il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, “introduce maggiore trasparenza, porta sostanziali novità per il rilancio e la crescita del settore e prevede il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi».

Pier Carlo Padoan (7), ministro dell’Economia. Crescita più forte delle attese, sopratutto per i prossimi anni, debito in calo a partire dal 2017 e uno spazio di 10 miliardi di maggior deficit a disposizione per la prossima legge di Bilancio. È quanto prevede la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, approvata oggi dal consiglio dei ministri. Il nuovo testo rivede sensibilmente al rialzo le previsioni formulate ad aprile e stima per il 2017 una crescita del Pil dell’1,5%. Stessa previsione confermata per il 2018 e il 2019. Nel testo approvato in primavera veniva messa in conto una crescita dell’1,1% nel 2017 e dell’1% nel 2018 e nel 2019. “Qualcuno potrà dire che è una previsione troppo ottimistica, ma credo che sia pienamente giustificata dalle politiche che metteremo in atto. Un discreto grado di ottimismo è giustificato”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.  Le Aule del Senato e della Camera hanno approvato lo scostamento sui conti pubblici previsto dal Def, che fissa l’aggiustamento strutturale per il 2018 allo 0,3%. A Palazzo Madama i voti favorevoli sono stati 181 voti, quindi un’ampia maggioranza. Per questa votazione, secondo l’articolo 81 della Cotituzione, serviva la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea, che è pari a 161 voti. I no sono stati 107. L’Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera anche alla risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento al Def. I sì sono stati 164, 108 i voti contrari e un solo astenuto. A Montecitorio i voti a favore dello scostamento di bilancio richiesto dal governo sono stati 358 e 133 i contrari. Per questo voto era necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea: 316 su 630. Subito dopo è arrivato anche il via libera della Camera alla risoluzione della maggioranza sulla nota di aggiornamento al Def: i voti a favore sono stati 318 e i voti contrari 135. L’agenzia Standard & Poor’s rivede al rialzo il rating dell’Italia a ‘BBB/A-2’ con outlook stabile da ‘BBB-/A-3′ con outlook stabile. “Rivediamo al rialzo il rating dell’Italia per le migliorate prospettive di crescita, sostenute da un aumento degli investimenti e dalla crescita dell’occupazione, ma anche dalla politica monetaria espansiva”. La società di valutazione ritiene che il Pil italiano cresca quest’anno dell’1,4% e nei prossimi due anni in media dell’1,3%. E’ la prima volta che S&P promuove l’Italia: finora c’erano stati solo downgrading dal primo rating che era originariamente una tripla A, che ancora l’Italia aveva fino al ’92. Mentre nel 2002 c’era stata l’ultima promozione di Fitch e Moody’s del rating italiano. Via libera del Senato al decreto fiscale collegato alla Manovra. La fiducia al provvedimento, chiesta dal governo, ha ottenuto 148 sì, 116 no e nessun astenuto. Il provvedimento passa ora alla Camera, per un passaggio che il relatore Silvio Lai del Partito democratico preannuncia blindato, anche Montecitorio preme per poter intervenire. Molti contenuti sono già emersi nei giorni scorsi, man mano che gli emendamenti venivano approvati: cannabis terapeutica a carico del Servizio sanitario nazionale, equo compenso per tutti i professionisti, stretta sul reato di stalking, bollette che tornano mensili e un pacchetto-sisma che rafforza gli interventi per i territori colpiti.

Marco Minniti (7), ministro degli Interni. La propaganda del regime fascista e nazifascista anche attraverso la produzione, la distribuzione o la vendita di beni che raffigurano persone o simboli ad essi chiaramente riferiti è a un passo dal diventare un reato previsto dal codice penale. L’Aula della Camera approva la proposta di legge di Emanuele Fiano che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chi fa saluti romani o vende gadget che richiamino i regimi totalitari di destra, con 261 sì, 122 no e 15 astenuti. La proposta di legge Fiano, approvata alla Camera e ora al vaglio del Senato, mira a punire la propaganda di contenuti e immagini del regime fascista e nazifascista. Ma cosa succederà alle opere d’arte relative al ventennio e ai documenti storici dell’epoca? Distinte le diverse situazioni, è auspicabile che un’eventuale applicazione del disposto della legge Fiano riesca a scernere i due diversi contesti, marcando una differenza tra oggetti prodotti, esposti e venduti come propaganda del ventennio, e altri invece (seppur richiamanti ugualmente la simbologia e le immagini del partito fascista) aventi un intento didattico e di ricostruzione storica. L’accordo di Dublino, che regola l’accoglienza dei richiedenti asilo in Europa è destinato a cambiare. La commissione Ue ha raggiunto a maggioranza l’accordo politico per modificarne le norme principali: tutti i paesi dell’Unione dovranno accettare i ricollocamenti, sparirà l’obbligo di domanda di asilo nel paese di approdo e chi non accetterà queste condizioni si vedrà decurtare i fondi comunitari. La riforma però non entra subito in vigore: ora le linee guida dovranno essere confermate dall’assemblea di Strasburgo e recepite dai singoli governi.  A preoccupare il ministro dell’Interno sono le migliaia di foreign fighters dislocati in Africa, sempre pronti ad abbandonare i loro paesi e imbarcarsi verso altre destinazioni: ” Un anno fa se mi avessero chiesto se i foreign fighters sarebbero potuti venire in Italia in barca, avrei risposto ‘no’. Ora invece è un’ipotesi concreta. Siamo alla fuga individuale dei foreign fighters, è una diaspora di ritorno, è cosa concreta che usino le rotte del traffico di esseri umani. Da qui l’ossessione in questi dieci mesi per il confine meridionale della Libia. Il confine meridionale della Libia è sempre più il confine meridionale dell’Italia”. “La minaccia del terrorismo internazionale è una parte fondamentale nella partita della sicurezza dell’Italia, partita che si gioca al di fuori dai confini nazionali”. “I flussi migratori non sono una partita da maghi: sono una partita che si risolve fuori dai confini d’Italia, si risolve in Africa, dall’altra parte del Mediterraneo”.

Maurizio Martina (7), ministro dell’Agricoltura. Il ministro Maurizio Martina ha incontrato gli allevatori e i caseifici del Parmigiano Reggiano, nella sede del Consorzio a Reggio Emilia. Una filiera composta da 3mila allevamenti e da 330 caseifici che producono un fatturato al consumo pari a 2,3 miliardi di euro. Un’occasione di confronto sulla situazione del comparto e sulle sfide per il futuro. “La filiera del Parmigiano Reggiano sta vivendo un periodo di grandi soddisfazioni su più fronti. Per il 2017 è prevista una crescita complessiva della produzione del 5% che porterà ad un totale di 3,65 milioni di forme: il livello più elevato nella storia millenaria della Dop”, ha detto Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela.

Beatrice Lorenzin (7), ministro della Salute. “Potremmo fare a metà, come con il seggio all’Onu!”. La battuta, amarissima, è riecheggiata nei contatti diplomatici serali, nelle telefonate di congratulazioni dall’Italia all’Olanda. Ma l’Agenzia europea del farmaco, assegnata ad Amsterdam per sorteggio contro Milano dopo una giornata di vorticose votazioni a Bruxelles, non è come il seggio non permanente al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Non si può dividere in due, quest’anno all’Italia, l’anno prossimo all’Olanda. L’Ema trasloca da Londra causa Brexit e si trasferisce ad Amsterdam. Milano e il sistema Italia sono fuori: per la seconda volta in una settimana. Le voci che a sera tentano di spiegare come sono andati i voti segreti al consiglio Affari generali di Bruxelles indicano Spagna e Germania come responsabili. Ci sono le loro impronte sulla sconfitta italiana: non hanno appoggiato Milano.

Paolo Gentiloni (7), presindente del Consiglio dei ministri. E’ un discorso all’insegna del multilateralismo quello del presidente del Consiglio al Palazzo di Vetro a New York. “Il futuro dell’Europa è in Africa” dice Paolo Gentiloni nel suo intervento all’assemblea generale dell’Onu. “L’Italia è già promotrice di un vero partenariato con i paesi africani. È investendo in Africa che si affrontano anche le cause profonde delle migrazioni, in primis le disuguaglianze economiche e demografiche. L’approccio integrato e strutturale in cui crede l’Italia sta già dando i primi risultati positivi”. Sì dell’Aula della Camera alla mozione del Pd in merito alla nomina del governatore della Banca d’Italia. I voti a favore del documento di indirizzo sono stati 213, 97 i contrari, 99 le astensioni. Ad astenersi sono stati i deputati di Fi e Mdp; contro si sono invece espressi quelli di Si, M5S e Fdi. Tutte respinte le altre mozioni, a partire da quella di M5S, che miravano direttamente a impegnare il governo a non confermare il governatore uscente Ignazio Visco alla guida di Bankitalia Il testo presentato dal Pd impegna il governo «ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto». Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni propone Ignazio Visco per un secondo mandato alla guida della Banca d’Italia. Il premier ha inviato, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la lettera al Consiglio superiore di via Nazionale, con cui si apre la procedura di nomina del nuovo governatore. Nella lettera il premier ha indicato il nome di Visco, l’attuale governatore per il quale si propone dunque di far scattare il solo rinnovo che la legge rende possibile per il suo incarico. La nomina finale spetta al Presidente della Repubblica, mentre l’organismo di via Nazionale si riunirà domattina per valutare la proposta di Gentiloni.  Il Senato approva, con 130 voti favorevoli, il testo relativo la risoluzione in vista del Consiglio Europeo, presentato dalla maggioranza. L’aula del Senato ha approvato con 130 sì la risoluzione presentata dalla maggioranza dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in vista del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre.

Marianna Madia ( 6 1/2), ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione. Semaforo verde all’assunzione di 50 mila precari storici della pubblica amministrazione. La ministra della Pa Marianna Madia ha firmato l’attesa circolare per la stabilizzazione del cosiddetto precariato storico, come previsto dalla riforma che porta il suo nome. La circolare dà indicazioni alle amministrazioni pubbliche che potranno partire subito con le assunzioni, a partire da gennaio 2018, per il triennio 2018-2020. Senza aspettare, dunque, il piano triennale dei fabbisogni, tenendo conto però dei limiti derivanti dalle risorse finanziarie a disposizione e delle figure professionali già presenti nella pianta organica. Sarà opportuno che le amministrazioni operino, comunque, una ricognizione del personale potenzialmente interessato e delle esigenze di professionalità da reclutare.

Carlo Calenda (6 1/2), ministro dello Sviluppo EconomicoRyanair cancella 2.000 voli da oggi fino alla fine di ottobre. La compagnia aerea low cost irlandese ha annunciato che, per garantire la puntulità dei suoi voli e consentire al suo personale di andare in ferie, sarà costretta a cancellare dai 40 ai 50 voli al giorno per le prossime 6 settimane, fino alla fine del mese di ottobre. Potrebbero essere coinvolti quasi 400mila passeggeri, che hanno già acquistato biglietti per voli Ryanair in partenza nelle prossime settimane e moltissimi di questi sono viaggiatori italiani. Entro la fine della settimana Ryanair conta di trovare una soluzione, con la riprotezione dei passeggeri su altri voli o con i rimborsi, per il 95% dei 315 mila passeggeri coinvolti dalle cancellazioni di 2.100 voli degli oltre 103 mila programmati nelle prossime sei settimane. E’ questa l’indicazione fornita dall’aviolinea in occasione dell’assemblea degli azionisti che si è svolta oggi a Dublino. Fincantieri avrà soltanto una “maggioranza in prestito” dei cantieri navali Stx di Saint Nazaire: è questo l’esito che emerge dal vertice franco-italiano di Lione. Una soluzione anticipata dal quotidiano Le Monde e poi confermata da ambo le fonti governative: il gruppo di Trieste otterrà il 50% di Stx France a cui si aggiungerà un 1% che lo Stato francese presterà a Fincantieri per un periodo di 12 anni. Questo pacchetto in prestito “prevede appuntamenti regolari tra francesi e italiani nel corso di questo periodo. Ogni volta, i due partner esamineranno lo stato di salute della loro azienda comune nonché il rispetto degli impegni assunti da entrambe le parti. Se le promesse non saranno mantenute la Francia potrà recuperare il prezioso 1% e ritirare a Fincantieri il suo ruolo predominante”.

Giuliano Poletti (6), ministro del Lavoro. Da diversi giorni è sempre più massiccio il numero delle richieste d’informazioni sul Reddito d’inclusione in tutti i Comuni d’Italia. Intanto, dal sito web del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, titolare dello stesso dicastero, fa sapere che il Rei ‘da luglio sarà a tutti gli effetti universale’. Ciò “grazie alle modifiche della legge di bilancio”, perché “potrà ampliare la sua portata grazie al venir meno dei requisiti familiari”. In tal modo, si prevede una platea di circa 2 milioni e mezzo di potenziali beneficiari. La prima misura di livello nazionale di contrasto alla povertà potrà interessare oltre 700 mila famiglie. Nell’attuale, prima, fase d’applicazione il Rei si rivolge a circa 500 mila nuclei familiari, pari a un milione e 800 mila persone, di cui 700 mila con un’età inferiore ai 18 anni.

Maria Elena Boschi (5), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e delle Pari Opportunità. Maria Elena Boschi tira dritto dopo che il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha detto in commissione banche di aver parlato con lei di Banca Etruria. Istituto di cui il padre era vicepresidente. E a “Otto e mezzo” su La7 dice di non aver intenzione di dimettersi. “Si, ho incontrato Vegas – afferma Boschi -, ci sono stati più incontri e il 29 maggio 2014, in una di quelle occasioni, Vegas mi chiese in modo inusuale di incontrarci a casa sua alle 8 di mattina, e io risposi che ci dovevamo vedere al ministero o in Consob, non a casa sua”. “Io non ho interferito con l’attività di Consob – continua Boschi -. Vegas non lo ha detto, anzi ha detto il contratto ovvero che non ho mai fatto pressioni”. E spiega: “Non c’è nessun conflitto di interessi perché mio padre non ha mai avuto nessun trattamento di favore. Quale è il favore di essere stato mandato a casa dal governo?”.

Claudio De Vincenti (5), ministro alla Coesione sociale e del mezzogiorno. La sfida del referendum sull’autonomia lombardo-veneta si trasforma – quasi – in un plebiscito. E anche quella sul quorum, per il governatore veneto Luca Zaia, è ampiamente vinta, mentre Roberto Maroni  si mostra soddisfatto di aver sfiorato il 40% dei voti, visto che in Lombardia il quorum non era necessario. E così, fatte salve le polemiche sui dati – dai problemi del voto elettronico agli attacchi hacker – i due governatori del Carroccio, a buon ragione, cantano vittoria. Con Zaia che traccia la mappa: “Chiederemo queste 23 competenze, il federalismo fiscale, i 9/10 delle tasse, perché vogliamo essere come Trento e Bolzano”.  E Maroni: “Io non esulto, sono felice”.

Luca Lotti (4 1/2), ministro dello Sport con delega all’editoria. Il decreto di Via firmato dal ministro Galletti per il potenziamento dell’aeroporto di Firenze, e la Vas per l’area di Castello, sono “due belle notizie”, anche per i riflessi positivi su un progetto di nuovo stadio. Lo ha affermato Luca Lotti, ministro dello Sport, a margine di una iniziativa della Fondazione Tommasino Bacciotti. “Ci aspettiamo che ora i lavori si facciano presto – ha spiegato – perché Firenze ha bisogno di un aeroporto con queste caratteristiche. Se questo aiuta, libera e sblocca con ancora più velocità lo stadio, da tifoso del calcio, da fiorentino, mi auguro che sia una cosa che può aiutare velocemente a sbloccare la situazione. Io mi auguro che anche la Fiorentina possa sfruttare questa norma che crediamo faccia il bene dello sport in generale, dai palazzetti alle piste di atletica, fino ad arrivare agli impianti di calcio”.

Graziano Delrio (4 1/2), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti. «Allo sciopero della fame a staffetta che inizia per sostenere la discussione in Aula e la fiducia sul provvedimento dello Ius Soli, aderiscono anche il ministro Graziano Delrio e i sottosegretari Benedetto Della Vedova e Angelo Rughetti. E decine e decine di senatori e deputati». Lo rende noto il senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della commissione diritti umani a Palazzo Madama e tra i promotori, assieme a Elena Ferrara e Paolo Corsini, della protesta alla quale hanno aderito molti parlamentari e insegnanti.

Angelino Alfano (4 1/2), ministro degli Esteri. “Il disegno di legge sullo ius soli deve essere emendato perché ci sono alcune cose che non funzionano”, ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano. “Lo abbiamo votato nel 2015 e l’ho sostenuto con forza. E’ diventato un problema di logistica temporale, non di merito, anche se dal nostro punto di vista servono degli emendamenti perché alcune cose non funzionano. Ne parleremo nella direzione nazionale di Area Popolare il 26 settembre”, ha chiarito Alfano dalla sede dell’Onu, a New York, dopo l’appello lanciato dalla presidente della Camera Laura Boldrini a votare al più presto la riforma della cittadinanza. “Per noi lo Ius soli finisce qui, se ne riparli alla prossima legislatura”. Angelino Alfano e Alternativa popolare affossano le ultime speranze di veder approvato il provvedimento sulla cittadinanza, dopo che già il Pd si era di fatto arreso ai numeri assenti all’interno della maggioranza. Ora Ap, che aveva votato a favore del provvedimento alla Camera, si tira fuori: “Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata”, ha detto Alfano al termine della direzione nazionale del partito. E ancora: “Può diventare un favore alla Lega“. Tradotto, di fronte ai sondaggi, anche Alfano si nasconde dietro il mantra per cui “i tempi non sono maturi”: “Cosa ci differenzia a questo punto dal Carroccio di Salvini? La differenza è assoluta, loro trasformano un tema fondamentale in una battaglia elettorale”si sono difesi da ApGli effetti, però, saranno identici, così sullo Ius soli si rischia di dover ricominciare da zero. “Se il premier Gentiloni chiedesse al Consiglio dei ministri di mettere la fiducia sullo Ius Soli? Non lo farà. E nel caso noi voteremmo no. Questa è la nostra posizione e ce ne assumiamo la responsabilità”, ha concluso il neo coordinatore nazionale Maurizio Lupi. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano annuncia che l’ambasciatore nord coreano dovrà lasciare l’Italia: «E’ un elemento di conforto quel che dice Tillerson (i contatti tra Washington e Pyongyang, ndr) ed è più di una clausola di stile. Noi abbiamo preso una decisione forte e cioè di interrompere la procedura di accreditamento dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea. L’ambasciatore dovrà lasciare l’Italia. La Corea del Nord ha effettuato nelle scorse settimane un ulteriore test nucleare, di potenza superiore a tutti quelli precedenti, e ha continuato con lanci di missili balistici. L’Italia, che presiede il Comitato Sanzioni del Consiglio di Sicurezza, chiede alla comunità internazionale di mantenere alta la pressione sul regime». Angelino Alfano annuncia il passo indietro. “Ho scelto di non candidarmi alle prossime elezioni e non farò nemmeno il ministro”, ha comunicato durante la registrazione di ‘Porta a Porta’. Poi precisa: “Non lascio la politica ma non guiderò io il partito. Dal 5 di marzo, se si voterà il 4, non sarò né ministro né deputato”. Sulle motivazioni della decisione, spiega, “hanno influito anche gli attacchi ingiusti contro di me”, ha rivelato riferendosi alle accuse di essere legato alla poltrona. E difatti spiega: “Voglio così dimostrare che quanto ho fatto in questo anni è stato dettato da sincera convinzione”, e non da convenienza.

Roberta Pinotti (4 1/2), ministro della Difesa. La Difesa europea procede, è vietato fermarsi. Ma guai a fare figli e figliastri, tutti i Paesi membri devono avere pari opportunità. A cominciare dall’Italia che non è certo il “brutto anatroccolo” della Difesa. Roberta Pinotti detta la linea dell’Italia sul progetto comunitario per la sicurezza del Vecchio Continente, incardinato sulla Pesco. D’altronde i rischi non mancano. A cominciare da Leonardo, che rischia l’estromissione dalla partita per la Difesa europea, se l’Italia non sarà abile ad arginare lo strapotere delle industrie francese e tedesca. La responsabile della Difesa, ascoltata in audizione al Senato, è partita da un punto: l’Italia spende meno degli altri Paesi in Difesa. Vale a dire che se la Germania destina il 2% del Pil agli armamenti, l’Italia fa molto meno. E questo può diventare un problema quando si gareggia con gli altri Paesi membri per aggiudicarsi le risorse del Fondo europeo. Non è la prima volta che la Pinotti lancia l’allarme, già lo aveva fatto alla Camera un paio di mesi fa. Ma il fatto che oggi lo abbia ribadito al Senato conferma come la Difesa Ue e la spesa militare siano due elementi legati a doppio filo.

Gianluca Galletti (4 1/2), ministro dell’Ambiente. Impianto di compostaggio a Battipaglia, Galletti: Non si è fatta attendere la risposta di Gianluca Galletti alla manifestazione di protesta organizzata, ieri, da circa diecimila cittadini della Piana del Sele contro la costruzione di un impianto di compostaggio nella zona industriale di Battipaglia. “Chiedo ai cittadini di collaborare perché quegli impianti di compostaggio non hanno alcuna controindicazione per l’ambiente” ha spiegato il ministro dell’Ambiente durante l’inaugurazione del villaggio della Coldiretti a Napoli. Poi ha aggiunto: “Oggi abbiamo tecnologie che ci consentono di fare impianti che non disturbano l’ambiente. La raccolta differenziata deve andare aventi e sono incoraggiato dai dati che arrivano dal Mezzogiorno”. “E sono contento di aver questo problema perché significa che la differenziata sta andando avanti in maniera sostenuta”.

Valeria Fedeli (4), ministro dell’Istruzione. «La Buona scuola? Non è fallita, anzi». Il ministro Valeria Fedeli annuncia altre novità già da questo mese: mille tutor esterni sono in arrivo negli istituti superiori. In più, entro fine legislatura, un altro obiettivo è siglare il nuovo contratto per gli insegnanti e partire con la riorganizzazione dell’università. In ogni ateneo entra il rappresentante dell’anti-corruzione: «Chiamato anche a monitorare la trasparenza nei concorsi. Un argine possibile alla fuga dei cervelli.

Anna Finocchiaro (4), ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento. Il testo sui piccoli comuni è legge. L’ok definitivo al ddl che ha come primo firmatario primo firmatario Ermete Realacci (Pd) è arrivato oggi dal Senato che si è espresso con 205 voti favorevoli (2 astenuti). Praticamente l’unanimità. Il provvedimento è un pacchetto di misure che sostengono e valorizzano 5.835 piccoli centri del nostro Paese, e ne favoriscono la riqualificazione e il recupero. Ecco cosa prevede nel dettaglio la legge, definita “storica” dalla Coldiretti, fortemente sollecitata anche da Legambiente. La legge promuove la residenza nei piccoli comuni, con incentivi per chi vi abita e per il turismo. Innanzitutto definiamo chi sono i destinatari. Per piccoli comuni si intendono i centri fino a 5.000 abitanti ma anche i comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione una fino a 5.000 abitanti. Per beneficiare dei finanziamenti, i centri devono rientrare almeno in una di queste categorie: devono essere comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica, comuni soggetti a spopolamento o con disagio insediativo, sulla base di specifici parametri dati dall’indice di vecchiaia, dal numero di occupati ecc.). Il Rosatellum “bis” supera lo scoglio del voto segreto e viene approvato alla Camera. Favorevoli 375, contrari 215. Rispetto ai voti di cui avrebbe potuto disporre la maggioranza secondo i calcoli della vigilia, i franchi tiratori sarebbero stati circa 66. Si è votato a scrutinio segreto, richiesto da Mdp. Secondo fonti parlamentari, il Rosatellum bis potrebbe essere portato in Senato già domani e inviato al presidente della Commissione Affari costituzionali, Giuseppe Torrisi. Dopo ben 8 voti di fiducia, tra Camera e Senato, il Rosatellum bis incassa il via libera definitivo dell’aula di Palazzo Madama e diventa legge dello Stato. I sì sono stati 214, a fronte di 61 no e 2 astensioni. Frutto del patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega, a cui si aggiungono i voti favorevoli dei verdiniani, che a palazzo Madama risultano essere determinanti per assicurare il numero legale, e di altre forze minori come i fittiani e l’Udc, la riforma elettorale è stata invece duramente contrastata da M5S, Mdp, Sinistra italiana. Con il titolo Il canto degli italiani, l’inno di Mameli, conosciuto universalmente come Fratelli d’Italia, diventa inno ufficiale della Repubblica italiana. La commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama ha infatti appena approvato, in sede deliberante, il ddl per la sua istituzionalizzazione, dopo che l’omologa commissione alla Camera aveva dato il suo ok al provvedimento il 25 ottobre scorso.  Goffredo Mameli scrisse Il canto degli Italiani il 10 settembre 1847, Michele Novaro lo musicò il 24 novembre dello stesso anno.  Il 12 ottobre 1946, il Consiglio dei ministri coordinato da Alcide De Gasperi, ne autorizzò “provvisoriamente” l’uso come inno nazionale della Repubblica Italiana. Da allora in poi nessuna legge lo aveva reso definitivo.

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