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Governo Gentiloni: undicesimo mese

Governo Gentiloni: undicesimo mese

Paolo Gentiloni

Il Rosatellum “bis” supera lo scoglio del voto segreto e viene approvato alla Camera. Favorevoli 375, contrari 215. Rispetto ai voti di cui avrebbe potuto disporre la maggioranza secondo i calcoli della vigilia, i franchi tiratori sarebbero stati circa 66. Si è votato a scrutinio segreto, richiesto da Mdp. Secondo fonti parlamentari, il Rosatellum bis potrebbe essere portato in Senato già domani e inviato al presidente della Commissione Affari costituzionali, Giuseppe Torrisi. Dopo ben 8 voti di fiducia, tra Camera e Senato, il Rosatellum bis incassa il via libera definitivo dell’aula di Palazzo Madama e diventa legge dello Stato. I sì sono stati 214, a fronte di 61 no e 2 astensioni. Frutto del patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega, a cui si aggiungono i voti favorevoli dei verdiniani, che a palazzo Madama risultano essere determinanti per assicurare il numero legale, e di altre forze minori come i fittiani e l’Udc, la riforma elettorale è stata invece duramente contrastata da M5S, Mdp, Sinistra italiana.

L’accordo di Dublino, che regola l’accoglienza dei richiedenti asilo in Europa è destinato a cambiare. La commissione Ue ha raggiunto a maggioranza l’accordo politico per modificarne le norme principali: tutti i paesi dell’Unione dovranno accettare i ricollocamenti, sparirà l’obbligo di domanda di asilo nel paese di approdo e chi non accetterà queste condizioni si vedrà decurtare i fondi comunitari. La riforma però non entra subito in vigore: ora le linee guida dovranno essere confermate dall’assemblea di Strasburgo e recepite dai singoli governi.  A preoccupare il ministro dell’Interno sono le migliaia di foreign fighters dislocati in Africa, sempre pronti ad abbandonare i loro paesi e imbarcarsi verso altre destinazioni: ” Un anno fa se mi avessero chiesto se i foreign fighters sarebbero potuti venire in Italia in barca, avrei risposto ‘no’. Ora invece è un’ipotesi concreta. Siamo alla fuga individuale dei foreign fighters, è una diaspora di ritorno, è cosa concreta che usino le rotte del traffico di esseri umani. Da qui l’ossessione in questi dieci mesi per il confine meridionale della Libia. Il confine meridionale della Libia è sempre più il confine meridionale dell’Italia”. “La minaccia del terrorismo internazionale – ha dichiarato Marco Minniti – è una parte fondamentale nella partita della sicurezza dell’Italia, partita che si gioca al di fuori dai confini nazionali”. “I flussi migratori non sono una partita da maghi: sono una partita che si risolve fuori dai confini d’Italia, si risolve in Africa, dall’altra parte del Mediterraneo”.

La sfida del referendum sull’autonomia lombardo-veneta si trasforma – quasi – in un plebiscito. E anche quella sul quorum, per il governatore veneto Luca Zaia, è ampiamente vinta, mentre Roberto Maroni  si mostra soddisfatto di aver sfiorato il 40% dei voti, visto che in Lombardia il quorum non era necessario. E così, fatte salve le polemiche sui dati – dai problemi del voto elettronico agli attacchi hacker – i due governatori del Carroccio, a buon ragione, cantano vittoria. Con Zaia che traccia la mappa: “Chiederemo queste 23 competenze, il federalismo fiscale, i 9/10 delle tasse, perché vogliamo essere come Trento e Bolzano”.  E Maroni: “Io non esulto, sono felice”.

Sì dell’Aula della Camera alla mozione del Pd in merito alla nomina del governatore della Banca d’Italia. I voti a favore del documento di indirizzo sono stati 213, 97 i contrari, 99 le astensioni. Ad astenersi sono stati i deputati di Fi e Mdp; contro si sono invece espressi quelli di Si, M5S e Fdi. Tutte respinte le altre mozioni, a partire da quella di M5S, che miravano direttamente a impegnare il governo a non confermare il governatore uscente Ignazio Visco alla guida di Bankitalia Il testo presentato dal Pd impegna il governo «ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto». Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni propone Ignazio Visco per un secondo mandato alla guida della Banca d’Italia. Il premier ha inviato, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la lettera al Consiglio superiore di via Nazionale, con cui si apre la procedura di nomina del nuovo governatore. Nella lettera il premier ha indicato il nome di Visco, l’attuale governatore per il quale si propone dunque di far scattare il solo rinnovo che la legge rende possibile per il suo incarico. La nomina finale spetta al Presidente della Repubblica, mentre l’organismo di via Nazionale si riunirà domattina per valutare la proposta di Gentiloni.

L’agenzia Standard & Poor’s rivede al rialzo il rating dell’Italia a ‘BBB/A-2’ con outlook stabile da ‘BBB-/A-3′ con outlook stabile. “Rivediamo al rialzo il rating dell’Italia per le migliorate prospettive di crescita, sostenute da un aumento degli investimenti e dalla crescita dell’occupazione, ma anche dalla politica monetaria espansiva”. La società di valutazione ritiene che il Pil italiano cresca quest’anno dell’1,4% e nei prossimi due anni in media dell’1,3%. E’ la prima volta che S&P promuove l’Italia: finora c’erano stati solo downgrading dal primo rating che era originariamente una tripla A, che ancora l’Italia aveva fino al ’92. Mentre nel 2002 c’era stata l’ultima promozione di Fitch e Moody’s del rating italiano. “Dopo anni finalmente S&P alza il rating dell’Italia. Il lavoro paga, il tempo è galantuomo. Adesso avanti”, twitta il segretario del Pd Matteo Renzi.

Allarme: manca la maggioranza. No, tranquilli: una maggioranza si trova sempre. Ha provato ad agitarsi Maria Cecilia Guerra, la capogruppo di Articolo 1 al Senato: ha chiesto un incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dal 3 ottobre Mdp non è più al governo, ma quello che sembrava una specie di appoggio esterno è finito dopo due settimane, il tempo che ha impiegato il Rosatellum per essere approvato alla Camera. Così da giovedì Mdp non è più neanche in maggioranza.

Sergio Mattarella ha firmato e promulgato la legge che modica il codice antimafia. Contemporaneamente ha però scritto al premier Paolo Gentiloni una lettera in cui chiede al Governo due cose: un monitoraggio degli effetti della nuova disciplina e la possibilità di reintrodurre la cosiddetta confisca allargata. Una “buona notizia” per Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, che ha commentato: “La promulgazione mette un punto fermo ai dibattiti sui ventilati profili di illegittimità costituzionale che gli venivano attribuiti”.

Il Codice dello Spettacolo è infatti definitivamente stato approvato alla Camera. E’ di fatto la prima legge dal dopoguerra a oggi che regolamenta un settore variegato e complesso come quello della musica, teatro, danza, circo. Atteso da più di mezzo secolo anni, in discussione da tre anni, sotto la ferma guida della senatrice Rosa Maria Di Giorgi a capo della Commissione che ha redatto il testo, il Codice è stato approvato con 265 voti a favore e 13 no. Nella novità tante le novità: l’Art Bonus esteso a tutti i soggetti dello spettacolo dal vivo, dalle orchestre ai festival, il tax credit per la musica, l’aumento progressivo del Fus, il Fondo unico per lo Spettacolo, cioè i contributi dello Stato al settore musica. E poi come ha sottolineato il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, “introduce maggiore trasparenza, porta sostanziali novità per il rilancio e la crescita del settore e prevede il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi».

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