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L’Italia è popolare, nuova scissione Udc

L'Italia è popolare, nuova scissione Udc

L’Italia è popolare, nuova scissione Udc

Parte da Napoli il nuovo percorso politico di Giuseppe De Mita e di quegli esponenti dell’Udc che non condividono la linea dettata dal segretario nazionale Lorenzo Cesa, intenzionato a riposizionare lo Scudocrociato all’interno della coalizione di centrodestra in occasione delle elezioni politiche del prossimo anno. Scelta che le elezioni regionali siciliane di domenica scorsa indicano come premiante. Che il divorzio tra le due anime sia ormai inevitabile sembra confermarlo anche il titolo dell’iniziativa organizzata per domani mattina al Palapartenope: “L’Italia è popolare. Una nuova voce per chi non ha più voce”.

Del resto la rottura tra Cesa e De Mita era apparsa in tutta la sua gravità già in occasione dell’ultima riunione della direzione regionale dell’Udc campana, con la maggioranza del partito – quattro i voti contrari alla mozione proposta da De Mita –  pronto a  rigettare il commissariamento voluto da Cesa e intenzionata a chiedere il congresso nazionale. Soluzione, quest’ultima, impraticabile visti gli equilibri nazionali interni allo Scudocrociato. Ecco, dunque, la scelta di ritrovarsi per “una occasione di confronto e di riflessione” che tuttavia vuole essere anche un “punto di avvio di un percorso che dalla Campania vuole contribuire a determinare le condizioni di convergenza per tutti coloro che vedono nel popolarismo una matrice culturale comune ed un orizzonte politico al quale tendere e che vada necessariamente ricostruito in vista delle prossime scadenze elettorali”. Un tentativo – l’ennesimo? – di rimettere insieme i tanti frammenti del popolarismo italiano, oggi dispersi in una miriade di formazioni politiche collocate tanto a sinistra che a destra della scena politica italiana.  All’incontro di domani è prevista la partecipazione di Ciriaco De Mita Marco Follini, dell’assessore regionale al Tursimo  Corrado Matera, dei consiglieri regionali Maria Ricchiuti Maurizio Petracca, di Biagio IacolareNello Palumbo, Giuseppe Del Giudice, Luigi Cobellis, Lia Pannitti Raffaele Lanni.

“Prima di un pensiero c’è bisogno di un sentimento – dichiara Giuseppe De Mita – che ci aiuti a ritrovare le ragioni della condivisione e dello stare insieme. Occorre provare a far sbocciare questo sentimento di riconciliazione. Provarci attraverso un cammino che muova rimettendo insieme le persone, il popolo, le sue voci, le sue ansie, perché è nella persona e nel popolo il fondamento e la ragione di una democrazia. Il nostro obiettivo è riprendere un cammino che non si faccia tentare da effimere vittorie o spaventare da sconfitte. Proviamo ancora a fare politica, così come la dottrina sociale della Chiesa ci ha insegnato. Fuori da schemi che si fatica a capire, ma dentro il corpo vivo delle nostre comunità. Perché il popolarismo è stato e non può che essere ancora una grande sfida”.

De Mita usa verso Cesa la metafora che Pier Luigi Bersani usò verso Matteo Renzi per accusarlo di non vedere l’avanzata delle destre. Insomma, per De Mita la mucca è la stessa, anche Cesa non vede il cappello della destra sulla coalizione siciliana messa insieme da Berlusconi. Il bello è che, nella gerarchia dell’Udc, De Mita è vicesegretario, cioè il vice di Cesa.

Aggiunge: «Dal congresso nazionale del 2014 ai congressi regionali in corso la nostra scelta è stata quella dell’autonomia e dell’argine a destra e verso i populismi, compreso quello leghista. Mi pare difficile ambire a generosi risultati elettorali offrendo l’immagine di un partito incerto finanche sulla propria identità».

Cesa ha affidato la risposta al vicesegretario Udc siciliano, Giuseppe Ruvolo, che assieme ad altri dirigenti, ha firmato un duro comunicato: «Riteniamo sia giusto seguire il principio dell’autonomia territoriale, che per noi rappresenta un punto di forza sempre e non a seconda delle convenienze e delle contingenze. Va dunque preso atto dell’ottimo lavoro svolto in Sicilia per la costruzione di una coalizione vincente e di buon governo dopo la delusione del centrosinistra».

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