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Codice dello Spettacolo

Codice dello Spettacolo

Codice dello Spettacolo

Piaccia o no, è una novità importante per il mondo dello Spettacolo dal vivo. Il Codice dello Spettacolo è infatti definitivamente stato approvato alla Camera. E’ di fatto la prima legge dal dopoguerra a oggi che regolamenta un settore variegato e complesso come quello della musica, teatro, danza, circo. Atteso da più di mezzo secolo anni, in discussione da tre anni, sotto la ferma guida della senatrice Rosa Maria Di Giorgi a capo della Commissione che ha redatto il testo, il Codice è stato approvato con 265 voti a favore e 13 no. Nella novità tante le novità: l’Art Bonus esteso a tutti i soggetti dello spettacolo dal vivo, dalle orchestre ai festival, il tax credit per la musica, l’aumento progressivo del Fus, il Fondo unico per lo Spettacolo, cioè i contributi dello Stato al settore musica. E poi come ha sottolineato il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, “introduce maggiore trasparenza, porta sostanziali novità per il rilancio e la crescita del settore e prevede il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi». E in twitt ha aggiunto:e“tra le tante cose importanti della #NuovaLeggeSpettacolo, una mi sta particolarmente a cuore, l’art. 1, comma3. “La Repubblica riconosce altresì: b) il valore delle espressioni artistiche della canzone popolare d’autore”. Un traguardo importante per il suo ministero dopo l’approvazione della legge sul cinema. E soddisfatto è anche il Direttore Generale del Mibact, Onofrio Cutaia che si richiama a sua volta all’articolo 1, “la repubblica sostiene lo spettacolo in tutte le sue forme” e lo riconosce come elemento di coesione e identità nazionale: Mi pare fondamentale stabilire il principio”.
Positiva accoglienza anche dalle varie categorie. Lo fa sapere Cresco, il coordinamento delle realtà della scena contemporanea, ma innanzitutto l’Agis e Federvivo. “Quella di oggi è, per lo spettacolo italiano, una giornata storica e attesa da anni”, è l’intervento di Carlo Fontana, Presidente dell’AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. “La nuova legge – dice -sarà fondamentale per la crescita di un settore vitale del nostro Paese come quello rappresentato dallo spettacolo dal vivo”. Anche Filippo Fonsatti, Presidente della Federazione dello Spettacolo dal Vivo, esprime apprezzamento: “Finalmente vengono riconosciute l’importanza strategica del settore e l’organicità delle nostre molteplici funzioni. È una solida legge di principi – prosegue Fonsatti – sulla quale basare, dal punto di vista normativo, decreti attuativi di prospettiva che riconoscano l’eccezione culturale alle nostre imprese e, dal punto di vista economico, un progressivo aumento del Fus che garantisca il definitivo rilancio dello spettacolo dal vivo”.

Ma vediamo nel dettaglio.
– Il Codice aumenta le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo con fondi pari a +9.5 milioni di euro per il 2018 e altrettanti per il 2019 l’aumento diventerà +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020. Il Fus di quest’anno è stato di circa 340 milioni.
– Estensione dell’ArtBonus a tutti i settori dello spettacolo.
Grazie al provvedimento anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno avvalersi del credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.
– Stabilizzazione del Tax credit musica. E’ un beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti, con oneri pari a 4.5 milioni di euro a decorrere dal 2018.
– 4 milioni di euro per spettacoli nelle zone del sisma . La legge autorizza la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del centro Italia. Questo contributo è stato ottenuto cancellando lo stanziamento di 4 degli 8 milioni al Teatro Eliseo passato nella manovrina passata che tanta polemica suscitarono nel mondo dello Spettacolo considerandolo un colpo di mano.
Il Codice prevede inoltre deleghe al governo per la promozione della diffusione delle produzioni italiane e dei giovani. Previsto anche il sostegno statale alla musica popolare contemporanea, ai carnevali storici e alle rievocazioni storiche e verrà riconosciuto il valore di diverse forme di spettacolo, tra cui le pratiche artistiche amatoriali, le espressioni artistiche della canzone popolare d’autore, il teatro di figura, gli artisti di strada.

Adesso si attendono i decreti attuativi che dovrebbero essere approvati realisticamente entro il 19, si tratta dei decreti regolamentari che dovrebbero recepire anche parte dei punti del nuovo dm che regolamenta le distribuzioni del Fus al settore per il triennio fino al 2020, una base da cui guardare tutto sommato positivamente alla salute del settore per i prossimi anni.

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