Europa

Islanda, a sorpresa possibile svolta a sinistra: favorita la leader dei Verdi

Islanda, a sorpresa possibile svolta a sinistra: favorita la leader dei Verdi

Katrin Jakobsdottir

Possibile svolta a sinistra in Islanda, secondo gli ultimi voti contati dopo le elezioni legislative anticipate che si sono svolte sabato. Un governo di centrosinistra guidato dalla carismatica leader dei Verdi, Katrin Jakobsdottir, appare possibile perché molti sembrano i partiti di vario colore disposti a parteciparvi.

Il premier dimissionario uscente, il conservatore Bjarni Benediktsson, col suo partito dell´Indipendenza resta prima forza politica ma perde consensi e seggi, al contrario dei primi risultati e proiezioni che lo facevano apparire probabile vincitore in nottata. E quel che è peggio per lui, sempre secondo i risultati si assottigliano di molto nel futuro Althingi (il Parlamento unicamerale con 63 seggi dove la maggioranza è di 32) le rappresentanze dei partiti moderati o di centrodestra minori. Mentre a sorpresa sembra possibile che il nuovo Partito del centro – fondato dall´ex premier Gunnlaugsson, travolto l’anno scorso dai Panama Papers – si allei con i Verdi di sinistra.

Islanda, a sorpresa possibile svolta a sinistra: favorita la leader dei Verdi

Islanda, a sorpresa possibile svolta a sinistra: favorita la leader dei Verdi

Il Partito dell´Indipendenza resta prima forza politica ma perde un 4% dei consensi arrivando al 25%. Il premier uscente e dimissionario Benediktsson pur rivendicando il conferimento del primo incarico per tentare di formare una maggioranza ha ammesso che sarà difficile. Ben piú ottimisti i Verdi di sinistra che aumentando consensi arrivano al secondo posto con il 17%. Mentre i loro alleati Socialdermocratici quasi raddoppiano i consensi arrivando al 12%. La popolare, dinamica Katrin Jakobsdottir (40 anni, 3 figli, un dottorato in letteratura conseguito con una tesi sui gialli nordici) ha detto di preferire di tentare una coalizione di sinistra che potrebbe arrivare a 32 seggi, ma ha aggiunto di non escludere un accordo col Centro di Gunnlaugsson. La svolta a sinistra comunque c´è.

Bjarni Benediktsson, 47 anni, dottorato in Legge e studi in Germania e Usa, quattro figli, era al potere da dopo le elezioni anticipate dell´anno scorso, quelle seguite alla caduta di Gunnlaugsson per i Panama Papers. Ma adesso si era dovuto dimettere a sua volta perché accusato di aver taciuto sullo scandaloso comportamento del padre, che copriva un pedofilo criminale. E in seguito era stato accusato di insider trading in passato. Partito in svantaggio nella campagna elettorale aveva saputo rimontare aiutato dalla forte crescita economica (piú 7,2% l´anno scorso, prevista oltre il 5 quest´anno, disoccupazione appena al 2,5%. E promettendo di non aumentare le tasse. Ma la rivale Katrin (in Islanda tutti si chiamano per nome) sembra aver convinto di piú chiedendo redistribuzioni di ricchezza per migliorare welfare scuola e sanitá.

L´Islanda, amatissima dal pubblico per i successi della sua nazionale di calcio, è sempre più attraente come meta turistica a tutto vantaggio della crescita. Con meno di 350 mila abitanti ospita ormai quasi due milioni di turisti l´anno. Il paese è membro della Nato ma ha rinunciato pochi anni fa a chiedere l´ingresso nell´Unione Europea. Ha due aerolinee affarmate (Icelandair e Wow), rock star mondiali come Björk e i Sigúr Rós e una vivacissima vita culturale specie nel mondo giovanile della capitale Reykjavík dove la Harpa, la modernissima filarmonica, ospita concerti sia rock e pop sia classici di livello mondiale attraendo pubblico persino dalla Cina.

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