Europa

La Spagna estromette Puidgemont e revoca l’autonomia alla Catalogna

La Spagna estromette Puidgemont e revoca l'autonomia alla Catalogna

Mariano Rajoy

Alla presenza di tutti i ministri del suo governo, Mariano Rajoy ha annunciato la decisione di applicare, per la prima volta nella storia della Spagna, l’articolo 155 della Costituzione. “Non era nostro desiderio ma nessun governo può accettare che la legge venga violata”, ha spiegato il premier spagnolo che ha poi aggiunto: “La Catalogna ha cercato lo scontro avviando un processo unilaterale e illegale. Ci hanno obbligato ad accettare un referendum indipendentista che non potevamo accettare”. Quattro gli obiettivi della scelta: “Tornare alla legalità, recuperare la normalità e la convivenza, continuare con la ripresa economica e andare a nuove elezioni in Catalogna”.

A sera, la replica del leader catalano indipendentista Carles Puidgemont che ha accusato Rajoy di aver portato a compimento “il peggior attacco dai tempi del franchismo, un golpe”, e si è rivolto all’Europa per avere solidarietà: “Se i valori fondanti europei sono stati messi a rischio qui in Catalogna, sappiate che lo saranno anche in Europa. Noi siamo europei e siamo convinti che l’Europa pacifica dovrebbe proteggere ognuno di noi, stare al nostro fianco”. E convoca per lunedì il plenum del parlamento catalano.

E intanto in piazza a Barcellona quasi 500 mila persone si sono radunate sin dal primo pomeriggio chiedendo la liberazione di due attivisti pro-indipendenza ma, soprattutto, scandendo slogan anti Madrid. Una imponente mobilitazione cui hanno partecipato anche Puidgemont e il suo governo.

La prima misura richiesta al Senato, che si esprimerà venerdì prossimo, 27 ottobre, riguarda l’indizione delle elezioni in Catalogna che, secondo la volontà del governo, dovrebbe avvenire entro un massimo di sei mesi. E ancora: “Intendiamo richiedere al Senato, come previsto dall’art. 155, di autorizzare il governo ad adottare queste decisioni: procedere alla rimozione del capo della Generalitat, dei consiglieri e dei vicepresidenti che formano il governo della Catalogna. Il parlamento della Catalogna eserciterà la sua funzione rappresentativa ma per garantire che tutto avvenga nella legalità non può proporre nessun candidato alla Generalitat”. E ha poi concluso: “Con queste iniziative non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge”.

n sintesi sono quattro le misure richieste:
– La facoltà di sciogliere il Parlamento della Catalogna passa al presidente del governo. Verranno convocate nuove elezioni entro un massimo di sei mesi.
– Si chiede al Senato l’autorizzazione di destituire il presidente Carles Puigdemont e il suo governo; l’esercizio delle loro funzioni verrà assunto dai ministeri corrispondenti.
– La Generalitat continuerà a funzionare e a svolgere l’amministrazione ordinaria della comunità autonoma.
– Il Parlament manterrà la sua funzione rappresentativa ma non potrà proporre il candidato alla Generalitat, né portare avanti iniziative contrarie alla costituzione o al Estatut.

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