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Governo Gentiloni: decimo mese

Governo Gentiloni: decimo mese

Angelino Alfano e Graziano Delrio

La propaganda del regime fascista e nazifascista anche attraverso la produzione, la distribuzione o la vendita di beni che raffigurano persone o simboli ad essi chiaramente riferiti è a un passo dal diventare un reato previsto dal codice penale. L’Aula della Camera approva la proposta di legge di Emanuele Fiano che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chi fa saluti romani o vende gadget che richiamino i regimi totalitari di destra, con 261 sì, 122 no e 15 astenuti.

La proposta di legge Fiano, approvata alla Camera e ora al vaglio del Senato, mira a punire la propaganda di contenuti e immagini del regime fascista e nazifascista. Ma cosa succederà alle opere d’arte relative al ventennio e ai documenti storici dell’epoca? Distinte le diverse situazioni, è auspicabile che un’eventuale applicazione del disposto della legge Fiano riesca a scernere i due diversi contesti, marcando una differenza tra oggetti prodotti, esposti e venduti come propaganda del ventennio, e altri invece (seppur richiamanti ugualmente la simbologia e le immagini del partito fascista) aventi un intento didattico e di ricostruzione storica.

“Il disegno di legge sullo ius soli deve essere emendato perché ci sono alcune cose che non funzionano”, ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano. “Lo abbiamo votato nel 2015 e l’ho sostenuto con forza. E’ diventato un problema di logistica temporale, non di merito, anche se dal nostro punto di vista servono degli emendamenti perché alcune cose non funzionano. Ne parleremo nella direzione nazionale di Area Popolare il 26 settembre”, ha chiarito Alfano dalla sede dell’Onu, a New York, dopo l’appello lanciato dalla presidente della Camera Laura Boldrini a votare al più presto la riforma della cittadinanza. “Per noi lo Ius soli finisce qui, se ne riparli alla prossima legislatura”. Angelino Alfano e Alternativa popolare affossano le ultime speranze di veder approvato il provvedimento sulla cittadinanza, dopo che già il Pd si era di fatto arreso ai numeri assenti all’interno della maggioranza. Ora Ap, che aveva votato a favore del provvedimento alla Camera, si tira fuori: “Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata”, ha detto Alfano al termine della direzione nazionale del partito. E ancora: “Può diventare un favore alla Lega“. Tradotto, di fronte ai sondaggi, anche Alfano si nasconde dietro il mantra per cui “i tempi non sono maturi”: “Cosa ci differenzia a questo punto dal Carroccio di Salvini? La differenza è assoluta, loro trasformano un tema fondamentale in una battaglia elettorale”si sono difesi da ApGli effetti, però, saranno identici, così sullo Ius soli si rischia di dover ricominciare da zero. “Se il premier Gentiloni chiedesse al Consiglio dei ministri di mettere la fiducia sullo Ius Soli? Non lo farà. E nel caso noi voteremmo no. Questa è la nostra posizione e ce ne assumiamo la responsabilità”, ha concluso il neo coordinatore nazionale Maurizio Lupi. «Allo sciopero della fame a staffetta che inizia per sostenere la discussione in Aula e la fiducia sul provvedimento dello Ius Soli, aderiscono anche il ministro Graziano Delrio e i sottosegretari Benedetto Della Vedova e Angelo Rughetti. E decine e decine di senatori e deputati». Lo rende noto il senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della commissione diritti umani a Palazzo Madama e tra i promotori, assieme a Elena Ferrara e Paolo Corsini, della protesta alla quale hanno aderito molti parlamentari e insegnanti.

E’ un discorso all’insegna del multilateralismo quello del presidente del Consiglio al Palazzo di Vetro a New York. “Il futuro dell’Europa è in Africa” dice Paolo Gentiloni nel suo intervento all’assemblea generale dell’Onu. “L’Italia è già promotrice di un vero partenariato con i paesi africani. È investendo in Africa che si affrontano anche le cause profonde delle migrazioni, in primis le disuguaglianze economiche e demografiche. L’approccio integrato e strutturale in cui crede l’Italia sta già dando i primi risultati positivi”.

Ryanair cancella 2.000 voli da oggi fino alla fine di ottobre. La compagnia aerea low cost irlandese ha annunciato che, per garantire la puntulità dei suoi voli e consentire al suo personale di andare in ferie, sarà costretta a cancellare dai 40 ai 50 voli al giorno per le prossime 6 settimane, fino alla fine del mese di ottobre. Potrebbero essere coinvolti quasi 400mila passeggeri, che hanno già acquistato biglietti per voli Ryanair in partenza nelle prossime settimane e moltissimi di questi sono viaggiatori italiani. Entro la fine della settimana Ryanair conta di trovare una soluzione, con la riprotezione dei passeggeri su altri voli o con i rimborsi, per il 95% dei 315 mila passeggeri coinvolti dalle cancellazioni di 2.100 voli degli oltre 103 mila programmati nelle prossime sei settimane. E’ questa l’indicazione fornita dall’aviolinea in occasione dell’assemblea degli azionisti che si è svolta oggi a Dublino.

Fincantieri avrà soltanto una “maggioranza in prestito” dei cantieri navali Stx di Saint Nazaire: è questo l’esito che emerge dal vertice franco-italiano di Lione. Una soluzione anticipata dal quotidiano Le Monde e poi confermata da ambo le fonti governative: il gruppo di Trieste otterrà il 50% di Stx France a cui si aggiungerà un 1% che lo Stato francese presterà a Fincantieri per un periodo di 12 anni. Questo pacchetto in prestito “prevede appuntamenti regolari tra francesi e italiani nel corso di questo periodo. Ogni volta, i due partner esamineranno lo stato di salute della loro azienda comune nonché il rispetto degli impegni assunti da entrambe le parti. Se le promesse non saranno mantenute la Francia potrà recuperare il prezioso 1% e ritirare a Fincantieri il suo ruolo predominante”.

Crescita più forte delle attese, sopratutto per i prossimi anni, debito in calo a partire dal 2017 e uno spazio di 10 miliardi di maggior deficit a disposizione per la prossima legge di Bilancio. È quanto prevede la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, approvata oggi dal consiglio dei ministri. Il nuovo testo rivede sensibilmente al rialzo le previsioni formulate ad aprile e stima per il 2017 una crescita del Pil dell’1,5%. Stessa previsione confermata per il 2018 e il 2019. Nel testo approvato in primavera veniva messa in conto una crescita dell’1,1% nel 2017 e dell’1% nel 2018 e nel 2019. “Qualcuno potrà dire che è una previsione troppo ottimistica, ma credo che sia pienamente giustificata dalle politiche che metteremo in atto. Un discreto grado di ottimismo è giustificato”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo PadoanLe Aule del Senato e della Camera hanno approvato lo scostamento sui conti pubblici previsto dal Def, che fissa l’aggiustamento strutturale per il 2018 allo 0,3%. A Palazzo Madama i voti favorevoli sono stati 181 voti, quindi un’ampia maggioranza. Per questa votazione, secondo l’articolo 81 della Cotituzione, serviva la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea, che è pari a 161 voti. I no sono stati 107. L’Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera anche alla risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento al Def. I sì sono stati 164, 108 i voti contrari e un solo astenuto. A Montecitorio i voti a favore dello scostamento di bilancio richiesto dal governo sono stati 358 e 133 i contrari. Per questo voto era necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea: 316 su 630. Subito dopo è arrivato anche il via libera della Camera alla risoluzione della maggioranza sulla nota di aggiornamento al Def: i voti a favore sono stati 318 e i voti contrari 135.

Il codice antimafia è legge. La Camera ha approvato il ddl di modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione con 259 sì e 107 no. La riforma punta a velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale, rende più trasparente la scelta degli amministratori giudiziari, ridisegna l’Agenzia per i beni sequestrati e include corrotti, stalker e terroristi tra i possibili destinatari dei provvedimenti.Su quest’ultimo punto, che è stato molto contestato, è passato anche un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere l’equiparazione mafioso-corrotto. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando parla di una svolta che fornisce più strumenti contro la mafia e più trasparenza. “Da oggi ci sono più strumenti per combattere la mafia, più trasparenza nella gestione dei beni confiscati, più garanzie per chi è sottoposto a misure di prevenzione. Una buona notizia per la lotta alla criminalità organizzata e per lo Stato di diritto”. Si allarga la cerchia dei possibili destinatari di misure di prevenzione: oltre a chi è indiziato per aver aiutato latitanti di associazioni a delinquere, la riforma inserisce anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione (ma solo nel caso di reato associativo) – anche in atti giudiziari – e concussione. L’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali è resa “più veloce e tempestiva” prevedendo una “trattazione prioritaria”. Nei tribunali dei capoluogo sede di corte d’Appello si istituiranno sezioni o collegi specializzati per trattare in via esclusiva i procedimenti. Si estendono i casi di confisca allargata, quando viene accertato che il patrimonio dell’autore del reato è sproporzionato rispetto al reddito e il condannato non è in grado giustificare la provenienza dei beni. Quando non viene applicata la confisca si può avere l’amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario. Confisca allargata obbligatoria per alcuni ecoreati e per l’autoriciclaggio e si applica anche in caso di amnistia, prescrizione o morte di chi l’ha subita.

Il testo sui piccoli comuni è legge. L’ok definitivo al ddl che ha come primo firmatario primo firmatario Ermete Realacci (Pd) è arrivato oggi dal Senato che si è espresso con 205 voti favorevoli (2 astenuti). Praticamente l’unanimità. Il provvedimento è un pacchetto di misure che sostengono e valorizzano 5.835 piccoli centri del nostro Paese, e ne favoriscono la riqualificazione e il recupero. Ecco cosa prevede nel dettaglio la legge, definita “storica” dalla Coldiretti, fortemente sollecitata anche da Legambiente. La legge promuove la residenza nei piccoli comuni, con incentivi per chi vi abita e per il turismo. Innanzitutto definiamo chi sono i destinatari. Per piccoli comuni si intendono i centri fino a 5.000 abitanti ma anche i comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione una fino a 5.000 abitanti. Per beneficiare dei finanziamenti, i centri devono rientrare almeno in una di queste categorie: devono essere comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica, comuni soggetti a spopolamento o con disagio insediativo, sulla base di specifici parametri dati dall’indice di vecchiaia, dal numero di occupati ecc.).

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano annuncia che l’ambasciatore nord coreano dovrà lasciare l’Italia: «E’ un elemento di conforto quel che dice Tillerson (i contatti tra Washington e Pyongyang, ndr) ed è più di una clausola di stile. Noi abbiamo preso una decisione forte e cioè di interrompere la procedura di accreditamento dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea. L’ambasciatore dovrà lasciare l’Italia. La Corea del Nord ha effettuato nelle scorse settimane un ulteriore test nucleare, di potenza superiore a tutti quelli precedenti, e ha continuato con lanci di missili balistici. L’Italia, che presiede il Comitato Sanzioni del Consiglio di Sicurezza, chiede alla comunità internazionale di mantenere alta la pressione sul regime».

Due membri del governo a vario titolo oggi si sono dimessi. La prima è un’uscita singola a causa di una vicenda giudiziaria innescata da una nota trasmissione televisiva; la seconda invece è un’uscita di partito che implica il passaggio all’appoggio esterno da parte di Mdp e la futura opposizione. Certo una caduta anticipata del governo non spaventa più doi tanto e l’Mdp è cosa nota che non sarà alleato del Pd nella prossima campagna elettorale. Dispiace, invece per l’approvazione della Finanziaria.

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