Politica locale

G7 Torino, Renzi e il Pd all’attacco della gestione comunale

G7 Torino, Renzi e il Pd all'attacco della gestione comunale

G7 e la ghigliottina di Renzi e di Poletti

Il giorno dopo la fine del G7 a Torino, non si placano le polemiche. Matteo Renzi – il cui fantoccio è stato ‘decapitato’ in piazza a Venaria con una ghigliottina – commenta gli scontri e su Facebook scrive: “Che vergogna qualche amministratore. Ci sono uomini delle nostre forze dell’ordine feriti. Non mi fa effetto vedere la mia testa rotolare. Mi fa effetto vedere amministratori comunali pagati da tutti i cittadini che, anziché schierarsi con le forze dell’ordine e con le istituzioni, rilanciano le immagini della rivoluzione francese e dei tempi della ghigliottina. Troppo facile prendere le distanze a parole e poi però sfilare con i violenti nei cortei. Ci avevano chiesto di portare il G7 a Torino e poi le hanno fatto fare una figuraccia”.

Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati Pd, va oltre: “Chiediamo le dimissioni del vicesindaco di Torino, Montanari. È lui il mandante morale degli scontri che hanno sconvolto la città in questi giorni dove sono stati feriti molti agenti delle forze dell’ordine. Montanari, dando una inaccettabile copertura politica ai violenti e ai teppisti con dichiarazioni e posizioni farneticanti contro i ministri e le delegazioni europee, ha rinnegato il suo ruolo istituzionale. Con questo esponente in Giunta sarà impossibile d’ora in poi per la sindaca Chiara Appendino prendere le distanze dai violenti e continuare a garantire la legalità e l’ordine pubblico”.

Il vicesindaco Montanari ha replicato in una nota. “Amministratori e consiglieri che, a Torino, hanno espresso posizioni critiche o hanno partecipato ai cortei (contro il G7, ndr) sono stati accomunati ai delinquenti che hanno bruciato cassonetti o attaccato le forze dell’ordine. Respingo questa visione provocatoria che è lontana dalla realtà”. “Secondo Renzi – dice Montanari – in questo Paese non ci deve essere espressione critica sul potere. Secondo Renzi chi ha manifestato dissenso nei confronti degli obiettivi e delle forme del G7 è un delinquente a prescindere, lontano dalle istituzioni”. “L’amministrazione – prosegue – ha garantito accessibilità e accoglienza”. Montanari esprime “un pensiero riconoscente alle forze dell’ordine e in particolare ai feriti, che spero si riprendano presto. Con il loro sacrificio e la loro competenza hanno permesso a chi lo voleva di esprimere le proprie idee nei limiti della legalità e del dettato costituzionale. Nonostante la presenza dei soliti provocatori che sono proprio utili a quelli come Renzi”.

Poi è intervenuto anche il candidato premier M5S Luigi Di Maio, che ha scritto in un post su Facebook: “Le violenze non fanno parte del Dna del MoVimento 5 Stelle ed è bene sottolinearlo. Soprattutto davanti a Renzi che perde l’occasione di tacere per attaccare l’amministrazione di Torino. Anziché sfruttare cinicamente questi episodi di violenza per una sterile polemica politica, avrebbe potuto limitarsi a solidarizzare con gli agenti e le istituzioni”.

Un altro fronte polemico si è aperto in merito all’arresto di Andrea Bonadonna, uno dei leader del centro sociale Askatasuna sospettato di avere percosso un poliziotto, procurandogli delle ferite guaribili in più di 40 anni. Francesca Frediani, consigliere regionale M5S twitta: “Sembra impossibile. Andrea libero subito”. E il Pd Emanuele Fiano va all’attacco su Facebook: “Con chi sta Cinque Stelle sindaco Appendino? Noi con il poliziotto picchiato. Non di certo con quei delinquenti che hanno decapitato i manichini di Renzi e di Poletti o che picchiavano i poliziotti”.

Da parte sua Angelo Sanna, questore di Torino, precisa che i dimostranti contro il G7 “hanno cercato lo scontro fisico” ma noi “non abbiamo mai risposto alle loro ripetute provocazioni. Volevano che reagissimo con violenza, cosa che non è stata fatta. L’illegalità si persegue applicando il codice, non con i manganelli. Chi ha commesso reati è stato arrestato”. “La nostra – spiega ancora Sanna – è stata una politica di contenimento. Non abbiamo mai risposto alle provocazioni e non siamo mai arrivati al contatto fisico. Nemmeno quando i manifestanti hanno tentato di sfondare i dispositivi di sicurezza o quando hanno bombardato i poliziotti con petardi e fuochi d’artificio”.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...