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Legge sui piccoli comuni

Legge sui piccoli comuni

Legge sui piccoli comuni

Il testo sui piccoli comuni è legge. L’ok definitivo al ddl che ha come primo firmatario primo firmatario Ermete Realacci (Pd) è arrivato oggi dal Senato che si è espresso con 205 voti favorevoli (2 astenuti). Praticamente l’unanimità. Il provvedimento è un pacchetto di misure che sostengono e valorizzano 5.835 piccoli centri del nostro Paese, e ne favoriscono la riqualificazione e il recupero. Ecco cosa prevede nel dettaglio la legge, definita “storica” dalla Coldiretti, fortemente sollecitata anche da Legambiente.

La legge promuove la residenza nei piccoli comuni, con incentivi per chi vi abita e per il turismo. Innanzitutto definiamo chi sono i destinatari. Per piccoli comuni si intendono i centri fino a 5.000 abitanti ma anche i comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione una fino a 5.000 abitanti. Per beneficiare dei finanziamenti, i centri devono rientrare almeno in una di queste categorie: devono essere comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica, comuni soggetti a spopolamento o con disagio insediativo, sulla base di specifici parametri dati dall’indice di vecchiaia, dal numero di occupati ecc.).

I fondi stanziati complessivamente sono 100 milioni (10 milioni di euro per l’anno 2017, e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023).  Gli investimenti serviranno a riqualificare con interventi pubblici zone di particolare pregio all’interno dei centri storici. I comuni potranno anche comprare  immobili dismessi per contrastare lo stato di abbandono e degrado, acquisire o stipulare intese per il recupero di case cantoniere e di stazioni ferroviarie non più utilizzate. Nonché stipulare convenzioni con le diocesi della chiesa e altri enti religiosi riconosciuti per tutelare il patrimonio storico e artistico.

La legge prevede di destinare risorse per la banda larga a quei comuni dove gli operatori di telecomunicazioni non hanno interesse a investire e quindi non ancora attrezzati con reti di connessione veloce e ultraveloce.

Nei piccoli comuni si potranno pagare tasse  e tributitramite la rete telematica gestita dai concessionari della Agenzia delle dogane e dei monopoli. I Comuni sprovvisti di servizio postale potranno anche stipulare apposite convenzioni, di intesa con le organizzazioni di categoria e con la società Poste Italiane Spa, perché si possano pagare imposte e fare vaglia presso gli esercizi commerciali. La legge promuove anche un accordo tra Governo, Anci e Federazione italiana editori giornali e agenzie di distribuzione, perché anche nei centri più isolati sia assicurata la vendita dei giornali.

I piccoli Comuni potranno promuovere il consumo e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile, destinando specifiche aree alla vendita diretta.

Risorse vengono messe a disposizione per il piano istruzione che riguarda il collegamento delle scuole poste in aree rurali e montane, l’informatizzazione e la progressiva digitalizzazione della didattica. La legge contempla anche la promozione cinematografica e l’istituzione centri polifunzionali per servizi ambientali, scolastici ecc.

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