Stx, Italia e Francia con il 50% a testa. Ma Fincantieri in maggioranza per dodici anni

Stx, Italia e Francia con il 50% a testa. Ma Fincantieri in maggioranza per dodici anni

Stx, Italia e Francia con il 50% a testa. Ma Fincantieri in maggioranza per dodici anni
Stx, Italia e Francia con il 50% a testa. Ma Fincantieri in maggioranza per dodici anni

Fincantieri avrà soltanto una “maggioranza in prestito” dei cantieri navali Stx di Saint Nazaire: è questo l’esito che emerge dal vertice franco-italiano di Lione. Una soluzione anticipata dal quotidiano Le Monde e poi confermata da ambo le fonti governative: il gruppo di Trieste otterrà il 50% di Stx France a cui si aggiungerà un 1% che lo Stato francese presterà a Fincantieri per un periodo di 12 anni. Questo pacchetto in prestito “prevede appuntamenti regolari tra francesi e italiani nel corso di questo periodo. Ogni volta, i due partner esamineranno lo stato di salute della loro azienda comune nonché il rispetto degli impegni assunti da entrambe le parti. Se le promesse non saranno mantenute la Francia potrà recuperare il prezioso 1% e ritirare a Fincantieri il suo ruolo predominante”.

“Su Stx e e sulla Lione-Torino l’Italia e Francia hanno vinto insieme”, dice il presidente francese, Emmanuel Macron durante la conferenza stampa con il premier Paolo Gentiloni. “E’ un accordo win-win – ha aggiunto – e chi dice che è un accordo terribile voglio ricordare che fino a pochi mesi fa l’azionista di maggioranza dei cantieri era coreano”. “Ci sarà una cooperazione militare intensa ma che sarà migliorata con l’avvio con le nostre industrie per un campione a livello mondiale navale, la cooperazione sarà rafforzata sul campo”. Sull’alta velocità, “siamo entrambi impegnati affinchè il troncone transfrontaliero della Torino-Lione sia portato a buon fine. Il tunnel di base deve essere concluso”, dice Macron. “Abbiamo deciso di istituire un tunnel di lavoro attraverso i ministeri dei trasporti con l’obiettivo di fare proposte comuni coingiunte entro la fine dell’anno”. Macron ha parlato anche di immigrazione. “Abbiamo stabilito una road map
sulla Libia
: prevenire il traffico degli esseri umani, un’azione congiunta per lottare contro l’insediamento di gruppi terroristici in Libia e infine stabilizzare la pressione migratoria”. Così il presidente francese Emanuel Macron indica la collaborazione con l’Italia sulla Libia.

“L’Italia e Francia sono accomunate da uno slancio europeista che io ho riconosciuto nel discorso che Macron ha fatto alla Sorbona e di cui noi abbiamo un grande bisogno ora che l’Eurozona tornata a crescere”, afferma il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Lione. Su Stx, è “un accordo molto positivo, ottimo. Abbiamo trovato lavorando in amicizia una soluzione che consente al socio industriale, come è giusto che sia, di gestire” l’azienda “e alla Francia, come è giusto che sia, dà le garanzie su lavoro e tecnologia che aveva chiesto. Questa soluzione garantisce queste due esigenze”. Questo, ha aggiunto, “è solo il primo passo di un ambizioso progetto che è quello di creare un grande player mondiale dell’industria navale civile e militare. E’ un’ambizione che non si risolve dopodomani, il gruppo di lavoro che abbiamo creato lavorerà per sette otto mesi. E’ un percorso che inizia e che se si concluderà positivamente, e ci sono tutte le condizioni, creerà una grande novità nell’industria globale”.

L’AFFARE STX
Dopo mesi di trattative su Fincantieri-Stx, vince dunque questa soluzione di compromesso che sarebbe frutto, secondo Le Monde della creatività del presidente Macron e della sua esperienza come banchiere d’affari in Rothschild. L’Italia però non avrà imbarazzi a firmare l’intesa. Questo 1% in prestito diventerà pienamente italiano allo scadere dei 12 anni. Non solo. Fincantieri avrà 4 consiglieri di amministrazione. Quanti ne avranno i francesi. Ma l’amministratore delegato sarà italiano, e così anche il presidente. Proprio il presidente avrà in mano un voto doppio, decisivo dunque in caso di parità tra i consiglieri di amministrazione (grazie al meccanismo del “casting vote”).

Peraltro Fincantieri – se costretta dai francesi a restituire l’1 per cento in prestito – avrà il diritto di trasferire alla Francia anche il suo 50 per cento, con grave aggravio per le casse transalpine. Per questo, l’azienda italiana, il Tesoro e il Mise considerano questa intesa molto migliore di quella raggiunta con l’ex presidente francese Hollande. Hollande voleva concedere a Fincantieri solo il 48 per cento delle azioni mentre il 3 per cento sarebbe finito in portafoglio a una Fondazione finanziaria italiana.

La quota di azioni francesi sarà ripartita tra lo Stato al 34,4%, il gruppo pubblico militare Naval Group al 10%, i dipendenti dei cantieri di Saint-Nazare al 2% e le imprese locali al 3,6%. Quanto al nuovo consiglio di amministrazione di Stx, la parte francese verrà nominata per due amministratori dallo Stato francese, uno da Naval Group e uno dai lavoratori. Le fonti dell’Eliseo ritengono invece che Laurent Castaing sarà invece confermato come presidente e direttore generale. Il titolo Fincantieri alla Borsa di Milano – che stamattina ha preso il volo – in tarda mattinata ha attenuato la sua crescita per chiudere poi in lieve ribasso (-0,3%).

L’ad di Fincantieri Bono: “Ora grande tra grandi”. “Un gruppo coeso e ormai grande fra i grandi”. Lo scrive l’amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono, in una lettera ai dipendenti nella quale sottolinea che “la crisi ci ha spronato ancora. La nostra strategia di resistenza – ha aggiunto – è diventata un piano di espansione che ci ha visti sbarcare negli Usa, in Norvegia, sul mercato borsistico, più recentemente in Cina, e ora guardiamo con fiducia all’Australia. Tutto questo anche grazie alla partecipazione e alla condivisione di ciascuno di voi”.

“L’annuncio dei Governi di Italia e Francia di dare avvio a un percorso condiviso per giungere a un’alleanza a tutto campo nel settore navale, rappresenta senza alcun dubbio una pietra miliare per la nostra azienda”, scrive Bono ai dipendenti sottolineando che l’accordo di ieri “grazie all’eccellenza delle tecnologie e del know how di Fincantieri e dei nostri partner francesi, dà il via alla creazione di un leader europeo della cantieristica civile e militare, destinato a diventare uno dei principali operatori a livello globale nell’industria navale, il primo operatore al mondo nel comparto delle navi da crociera e uno dei player principali negli altri segmenti ad alto valore aggiunto, come ad esempio il segmento offshore, dell’energia, dei sistemi e componenti per applicazioni marine e dei servizi”.

“Dall’integrazione di Fincantieri, Naval Group ed STX France – ricorda Bono – emergerà il leader mondiale nella costruzione di navi complesse ad alto valore aggiunto, con ricavi annui totali di circa 10 miliardi di euro, un carico di lavoro (backlog) di circa 50 miliardi di euro, un portafoglio tecnologico all’avanguardia e una forte presenza internazionale (in oltre 20 paesi) con circa 35.000 dipendenti e un indotto in Europa stimato in oltre 120.000 persone”.

Bono sottolinea che “si presentano nuove occasioni di valorizzazione e arricchimento delle nostre competenze interne, inedite opportunità di crescita, sviluppo e occupazione che sapremo certamente cogliere proseguendo il percorso di cambiamento avviato da tempo, senza timori. Negli ultimi 15 anni – ricorda Bono – lo abbiamo fatto prima per difendere quanto conquistato con fatica, poi per affermarci nel panorama internazionale. Così nei primi anni del 2000 abbiamo abbandonato la dimensione di azienda monocliente in ambito crocieristico e militare. Abbiamo imparato a competere attraverso un patrimonio di idee e collaborazioni forte e vario, frutto della capacità di progettare guardando al futuro. La crisi ci ha spronati ancora. La nostra strategia di resistenza è diventata un piano di espansione che ci ha visti sbarcare negli Stati Uniti, in Norvegia, sul mercato borsistico, più recentemente in Cina, e ora guardiamo con fiducia all’Australia. Tutto questo anche grazie alla partecipazione e alla condivisione di ciascuno di voi”.

“Ora – conclude Bono – la prova che ci si presenta davanti è, naturalmente, ancora più complessa. Gli scenari in cui lavoriamo sono in continua evoluzione, e il nostro compito è sempre di anticipare e accompagnare le dinamiche che governano questi mutamenti per presentarci preparati. Sono certo che ognuno di noi farà propria questa opportunità con tutte le sue energie, rinnovando il senso di appartenenza a Fincantieri, come un gruppo coeso e ormai grande fra i grandi”.

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