Europa

Vince la Merkel, ma non convince. Nazisti e liberali in Parlamento. Bene Linke e Verdi. Spd al peggior risultato di sempre.

Vince la Merkel, ma non convince.

Vince la Merkel, ma non convince.

Una vittoria a metà per Angela Merkel e la sua Cdu, un trionfo per l’estrema destra dell’Afd, una sconfitta secca per i socialdemocratici di Martin Schulz. La Germania esce dal voto per il Bundestag con meno certezze, con un partito xenofobo per la prima volta in Parlamento e che si afferma come terza forza, e si dirige verso un governo retto da una maggioranza spuria (centristi più liberali più verdi) che rischia di non essere d’accordo su molti punti del programma di governo.

Lo spoglio ha confermato le previsioni di exit poll e proiezioni: la Cdu di Angela Merkel si conferma primo partito con il 32,9% dei consensi e 246 seggi, ma perde più di 8 punti percentuali rispetto a 4 anni fa. Brutto risultato per la Spd, che supera di poco il 20% (era al 26%) e si ferma a 153 seggi. Per entrambi i partiti storici – attualmente alleati di governo – è il risultato peggiore dal 1950 a oggi. L’estrema destra dell’Afd prende il 12,6% (erano sotto il 5%). Successo anche per i liberali dell’Fdp, al 10,7%, ma in netto recupero rispetto a quattro anni fa, quando rimasero fuori dalla Camera. Tengono la Linke (sinistra) e i Gruenen (verdi), sulle stesse percentuali del 2013.

Il fatto che siano sei i partiti ad entrare in Parlamento è una novità nel sistema politico tedesco, novità che spezzetterà la maggioranza e potrebbe costringere Merkel a una difficile ‘navigazione’. Scontata la conferma di Merkel come cancelliera, anche se non è chiaro quali partiti sosterranno il suo governo.

“È una pesante sconfitta per l’SPD, oggi finisce per noi la grande coalizione”, ha detto Manuela Schwesig, una delle esponenti di spicco dell’SDP. Parole confermate poco dopo dal leader del partito: “Andremo all’opposizione”. Con questi numeri infatti, e vista la posizione dei socialdemocratici, unica coalizione possibile sarebbe la coalizione cosidetta Giamaica (dai colori dei partiti), la coabitazione insieme alla Cdu dei liberali dell’Fdp e dei verdi. Alleanza alla vigilia considerata complessa, visto che le posizioni di Fdp e Gruenen sono molto lontane su molti punti di programma. Tanto che la leader dei Verdi, Catrin Goering-Eckardt, ha detto a caldo: “I colloqui per il governo saranno difficili”. Il leader dell’Fdp, Christian Lindner, da parte sua ha ribattuto: “Siamo pronti a intesa di governo, ma serve un cambio di direzione” rispetto alle politiche messe in atto dalla Große Koalition.

‘Giamaica’ ha 393 deputati su un totale previsto di 709 (la maggioranza è quindi 355): 246 seggi a Cdu/Csu, ai liberali 80 e ai verdi 67. L’altra opzione, la Große Koalition, con i 153 deputati dell’Spd vedrebbe una maggioranza più ampia con 399 deputati.

Merkel e Lindner non sembranno arrendersi però, e fanno appello al “senso di responsabilità” dell’Spd per il paese, che vive in “tempi tempestosi” e “difficili”, sollecitando i socialdemocratici a prendere in considerazione anche una Grosse Koalition. Ipotesi che Schulz sembra escludere: “Sono certo che alla fine una coalizione Giamaica verrà fuori”. Cancelliera incalza: “Spd dice no? Vediamo domani”.

Il vincitore, senza se e senza ma, di questa tornata elettorale è l’estrema destra dell’Afd: “Siamo nel parlamento tedesco e cambieremo questo paese”. Ha detto il candidato di punta del partito, Alexander Gauland. “Qualsiasi governo si formerà dovremo fare attenzione. Combatteremo contro Merkel o chiunque sarà alla guida del governo”, ha aggiunto, sottolineando che “da oggi c’è di nuovo un partito di opposizione nel Bundestag”. Una delle prime iniziative in parlamento, ha fatto sapere la leader del partito Alice Weidel, sarà una commissione d’inchiesta sui migranti.

Al di là delle situazioni opposte – Cdu che mantiene la posizione di primo partito e di governo, Spd che vuole passare all’opposizione – come detto per entrambi i partiti storici tedeschi questo è il peggior risultato di sempre. “Speravo meglio”, ha ammesso Merkel. “Giorno amaro”, dice il leader socialdemocratico. Un crollo dei partiti storici che conferma l’avanzata delle destre in Europa e la crisi dei partiti ‘classici’, come già visto in Italia, Spagna e Francia.

“Abbiamo bisogno di una Europa più forte”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel nel suo discorso post voto. Merkel ha riconosciuto che è stata una elezione difficile, e che “dopo 12 anni di governo la vittoria non era scontata. Non dobbiamo tanto girarci intorno. Speravamo in un risultato migliore, mi sembra chiaro, ma non dobbiamo dimenticare che dietro di noi c’è stato un periodo importante e di sfida. Abbiamo comunque raggiunto gli obiettivi strategici, siamo il più forte partito come Cdu/Csu e noi dovremo formare un governo”.

Secondo le stime, sono un milione i voti passati dalla Cdu a Afd. Merkel aggiunge: “Abbiamo un nuovo compito, far tornare gli elettori che hanno votato per l’Afd. Faremo una accurata analisi: vogliamo che quegli elettori tornino a noi”. E il primo passo sembra essere nella promessa fatta durante il discorso: “Combatteremo l’immigrazione illegale”, ha annunciato la cancelliera

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