Giustizia

Lo scandalo Consip e il sospetto di eversione.

Lo scandalo Consip e il sospetto di eversione.

Matteo Renzi e Giampaolo Scafarto

L’inchiesta per falso, depistaggio e rivelazione di segreto. Tocca alla procura di Roma fare i passi successivi. Sentire nuovamente il procuratore Musti e farle quella domanda che al CSM è stata ritenuta fuori tema. Ovverosia se aveva condiviso con il collega Woodcock o il procuratore di Napoli le sue perplessità circa Scafarto e De Caprio, descritti come “in preda a un delirio di onnipotenza”, “sopra le righe”, “poco seri” con quel loro andare in giro a sventolare inchieste, segreti ed obiettivi politici. Di più: “Esagitati”. “L’informativa (quella su Cpl Concordia, ndr) era scritta “coi piedi”, piena di “frasi da bar”. Quella su Consip è invece piena di errori. Che la procura ha già qualificato come falsi, documentali e materiali: sono state alterate alcune intercettazioni per fare dire all’imprenditore Romeo che aveva incontrato Renzi; è stata sospettata di pedinamenti una parte dei servizi segreti (Aisi) mentre Scafarto passava gli sviluppi dell’indagine agli 007 dell’Aise (dove hanno lavorato fino alla rimozione di luglio alcuni suoi colleghi, tra cui De Caprio); Scafarto e un suo superiore, il colonnello Sessa, hanno ipotizzato di mettere cimici nell’ufficio del comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette. Anche ai suoi Scafarto disse: “Cercatemi quell’intercettazione, mi serve per arrivare a Renzi (Tiziano, ndr)”. L’intercettazione non fu trovata. Fu così falsificata una frase all’occorrenza. Il 20 luglio il Dis, l’ufficio a palazzo Chigi che coordina i servizi segreti, decise di “restituire” all’Arma dodici agenti dell’Aisi. Erano De Caprio e i suoi uomini che dal Noe erano passati ai servizi. Dove ricevevano informazioni di prima mano dagli ex colleghi come Scafarto. “Procediamo a loro carico per interruzione del rapporto di fiducia, ecco perché sono stati restituiti”spiegò Palazzo Chigi. “Che brutta storia, mai visto un marcio così” hanno commentato anche ieri da piazzale Clodio.

De Caprio è un mito per molti. Faulkner Bova, che gli prestò il volto nella fiction, fece il resto. Soprattutto è colui che conserva forse il segreto più segreto della storia della Repubblica: cosa è veramente successo durante e dopo l’arresto di Riina. Non tutto è stato svelato nonostante i processi.  Insomma, uno come De Caprio,  che scelse “Ultimo” perché “è agli ultimi delle terra che dobbiamo pensare”, non può certo accettare che la sua carriera e il suo nome finiscano a pezzi in questo modo. Così ieri si è sfogato con l’Ansa. E ne è  uscito quasi un manifesto politico. “Vedo che illustri esponenti politici – tra cui Franceschini, Luigi Zanda, Michele Anzaldi, Pino Pisicchio – paventano colpi di stato e azioni eversive da parte del Capitano Ultimo e di pochi disperati carabinieri che lavorano per un tozzo di pane. Stiano sereni perché mai abbiamo voluto contrastare Matteo Renzi o altri politici. L’unico golpe che vediamo è quello perpetrato contro i cittadini della Repubblica, quelli che non hanno una casa, quelli che non hanno un lavoro e quel golpe non lo hanno già fatto e non lo fanno i carabinieri”. Poi ha mandato qualche messaggio anche al procuratore Musti che “è stata supportata in tutto quello che ci ha liberamente richiesto, compresa la presenza del capitano Scafarto a Modena, compreso il fatto di non informare delle indagini il comandante provinciale dei carabinieri di Modena e la prefettura perché li considerava collusi con le cooperative rosse su cui da tempo indagava autonomamente”.

Allusioni che il procuratore Musti taglia così: “Rispondo ai pm di Roma, non certo a Ultimo”. Che a sua volta dovrà rispondere ai pm di Roma. Non è mai un buon segno quando i sospetti si allungano su pezzi delle istituzioni. La politica dovrebbe in questi casi lasciar fare alla magistratura. Mai cavalcare, nè in un senso nè nell’altro. E Renzi, che in un primo momento ha detto “il fango lanciato contro di me tornerà addosso a chi me lo ha lanciato”, in serata ha preferito tagliare corto: “Mi fido della magistratura. Le verità verrà”. Anche quella della vittima sarebbe una partita scontata e inutile.

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