Lega Nord, il Tribunale di Genova sequestra i conti bancari

Lega Nord, il Tribunale di Genova sequestra i conti bancari
Lega Nord, il Tribunale di Genova sequestra i conti bancari
Matteo Salvini

“C’è una scheggia della magistratura che fa politica e vuole mettere fuori legge la Lega, vogliono farci fuori, metterci nelle condizioni di non esistere”. E’ durissima la reazione di Matteo Salvini di fronte all’avvenuto blocco dei conti correnti intestati a diverse sezioni della Lega. Finora, riferisce lo stesso segretario in conferenza stampa alla Camera, “sono stati bloccati i conti correnti di Imperia, Bologna, Bergamo, Sanremo e Trento”.

Tutto, “a fronte di 400mila euro, presunti, utilizzati da Bossi e i suoi figli e Belsito” nella causa che è arrivata a sentenza di primo grado questa estate. L’atto, di cui i vertici della Lega non erano al corrente “perchè a noi non è stato recapitato nulla, non abbiamo nessun atto in mano”, è stato disposto dalla magistratura di Genova. La vicenda, che si trascina da anni, è quella della mancata restituzione al Parlamento di circa 59 milioni di rimborsi elettorali “spariti” sui quali sono stati chiamati a rispondere il fondatore Bossi e Francesco Belsito, ex amministratore del Carroccio, ma con un successivo, e anche drammatico, scaricabarile tra i vertici attuali ed ex, inclusi Roberto Maroni e parenti del Senatur.

Matteo Renzi attacca frontalmente: “I leghisti  si sono trovati bene a Roma… Tutti i giorni la Lega fa la morale a Roma ladrona ma nessuno che dica che c’è un partito che ha rubato i soldi del contribuente”, così ha dichiarato alla festa dell’Unità di Frascati, vicino Roma. “La Lega deve dare 48 milioni di euro del contribuente. E nessuno ne parla. Salvini è tutti i giorni sui talk show, è dappertutto tranne a Bruxelles, e nessuno che gli chieda conto dei soldi”, sottolinea il segretario del Pd. Al quale però arriva la bordata di risposta del leghista: “Renzi si vergogni. Al Pd non succede nulla perché evidentemente ha più amici dentro la  magistratura”.

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1 Comment

  1. Sentire Salvini che lamenta il complotto fa veramente ridere. Quelli che gridavano Roma ladrona si trovano a pagare il conto lasciato in sospeso dai ladri che gestivano il loro partito. Agitavano i cappi in parlamento, i duri e puri leghisti, ora si guardano intorno perplessi, fingono di non capire, fanno le vittime.

    Salvini dichiara che si tratta di un attentato alla democrazia, come se invece non fosse l’abuso di fondi pubblici perpetrato dalla Lega (48 milioni di € sono una enormità, qualcuno si ricorda dei diamanti, dei lingotti d’oro, della laurea del trota?) il vero attentato alla democrazia, subito da tutti gli italiani, a partire da coloro che per la Lega hanno votato.

    Salvini afferma che il blocco dei conti bancari impedisce la normale attività politica, ma non ci hanno sempre detto che la politica è passione, dedizione, servizio ? I numerosi parlamentari e consiglieri regionali leghisti potrebbero versare una quota sostanziosa della loro indennità nelle casse vuote del partito, sarebbe la prova del loro attaccamento alla Lega e non al denaro. Dovesse comunque saltare il raduno di Pontida per mancanza di fondi ce ne faremo una ragione.

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