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Governo Gentiloni: nono mese (pagelle)

Governo Gentiloni: nono mese (pagelle)

Marco Minniti e Paoloo Gentiloni

Andrea Orlando (7 1/2), ministro della Giustizia. La Camera dei Deputati approva (con 267 voti a favore, 136 contrari e 24 astenuti) la riforma del codice penale, del codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario, sulla quale il governo aveva posto la fiducia. Il provvedimento (composto di 40 articoli), nel testo approvato dalla Commissione Giustizia del Senato, contiene una serie di importanti novità con riferimento al codice penale (in particolare estinzione del reato per condotte riparatorie e modifiche ai limiti di pena per i delitti di scambio elettorale politico mafioso, furto e rapina), al codice di procedura penale (in particolare sull’incapacità irreversibile dell’imputato di partecipare al processo, sulla disciplina delle indagini preliminari e del procedimento di archiviazione e dei riti speciali, e sulla semplificazione delle impugnazioni), all’ordinamento penitenziario (accesso alle misure alternative e ai benefici penitenziari, incremento delle opportunità di lavoro retribuito sia interno che esterno nonché di attività di volontariato) e all’organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero. Le forze dell’ordine li hanno torturati e lo Stato italiano non li ha né protetti né gli ha garantito giustizia. Perché in Italia non esiste una legge sul reato di tortura che sanzioni con pene adeguate questa gravissima violazione, facendo cosi anche da deterrente. Due anni dopo la prima condanna dell’Italia per quanto subito da Arnaldo Cestaro alla fine del G8 di Genova la notte del 21 luglio del 2001 alla scuola Diaz, la Corte europea dei diritti umani torna a condannare il Paese per gli stessi fatti e per non aver assolto i suoi obblighi verso altre 29 vittime di “violenze che hanno raggiunto un livello di gravità assoluta”. L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il ddl che introduce il reato di tortura nell’ordinamento italiano. I sì sono stati 198 (Pd e Ap), i no 35 (Fi, Cor, Fdi e Lega), gli astenuti 104 (M5S, Si, Mdp, Scelta civica e Civici e innovatori). Le pene previste sono pesanti: la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, che salgono fino a un massimo di 12 se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei suoi doveri. Ci sono voluti quattro anni perché il Parlamento approvasse la legge. Quattro anni di stop, di divisioni tra le forze politiche e di tentativi di insabbiamento. L’iter del provvedimento, frutto della sintesi di 11 diverse proposte di legge, è stato particolarmente complicato: iniziato al Senato il 22 luglio del 2013, per poi essere licenziato un anno dopo, è approdato alla Camera nel 2015 per poi tornare nuovamente all’esame di palazzo Madama e, infine, essere licenziato da Montecitorio. Più volte modificato nei passaggi tra i due rami del Parlamento, il testo non ha subito ulteriori modifiche durante l’ultimo esame.

Pier Carlo Padoan (7), ministro dell’Economia. Fisco, lavoro, trasporti, banche, sport, scuola e terremoto. Sono questi i grandi capitoli della manovra correttiva, la cosiddetta ‘Finanziaria di primavera‘ varata dal governo per rispondere alla richiesta europea di aggiustare i conti. L’esecutivo ha incassato la fiducia al Senato con 144 sì, 104 no e 1 astenuto, per cui la manovra è diventata legge. Il CdM approva un decreto legge che proroga il termine di scadenza delle obbligazioni subordinate emesse da una banca che abbia chiesto di accedere a una ricapitalizzazione precauzionale. La proroga si applica esclusivamente ai titoli in scadenza nei sei mesi successivi alla richiesta di intervento dello Stato e fino al termine dello stesso periodo di sei mesi e si rende necessaria per assicurare la parità di trattamento tra creditori subordinati per la condivisione degli oneri nel caso di intervento pubblico secondo quanto previsto dal decreto legge n. 237 del 2016 (cosiddetto decreto “salva-risparmio”). Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza. “Un intervento a favore di correntisti e risparmiatori” e “delle economie del territorio” per evitare “un fallimento disordinato”, ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al termine del cdm. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha fornito i dettagli dell’operazione, sottolineando che l’importo complessivo delle risorse mobilitate è di 17 miliardi, anche se l’esborso immediato nei confronti di Intesa, che ne rileverà le parti “sane”, ammonta a 5,2 miliardi. Le cifre non impattano sui saldi di finanza pubblica, ha spiegato, perché sono già incorporate nel cosidetto decreto salva-banche. “Il governo ha utilizzato le regole europee nel migliore modo possibile”, ha concluso Padoan. Tutte le cartelle di pagamento inviate porteranno la firma Agenzia delle entrate-Riscossione. Le procedure, i tempi, le modalità di recupero delle tasse non pagate non cambiano. Sarà invece più facile per i debitori evitare sgradevoli conseguenze in caso di pignoramento del conto corrente. Aleggia sul processo l’incertezza legata al richiamo della Corte dei Conti, che – come raccontato da Repubblica nei giorni scorsi – ha espresso “perplessità” circa la nomina di Ernesto Maria Ruffini alla guida del nuovo soggetto; e d’altra parte si attende il verdetto del Consiglio di Stato (per il 27 luglio) sul passaggio senza concorso dei dirigenti di Equitalia (formalmente una società privata) alle Entrate stesse.

Marianna Madia (7), ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione. Partiranno da settembre le novità sui controlli e sulle visite fiscali connessi alle assenze per malattia dei dipendenti #statali in vista del rinnovo del contratto 2017. Le regole sono state già scritte: il primo cambio riguarderà chi farà i controlli che non saranno più a carico delle Asl, ma dei medici dell’Inps. Il passaggio tra le due strutture avverrà proprio a partire dal 1° settembre 2017. E’ questa una delle novità previste proprio dalla riforma della Pubblica amministrazione del ministro Madia. Ma occorreranno ancora altri passaggi come, ad esempio, l’armonizzazione di orario delle visite fiscali tra il settore pubblico e quello privato.E, inoltre, i dipendenti del pubblico impiego dovranno porre attenzione alle varie procedure in caso di malattia, proprio nel periodo in cui riprenderà il tavolo per il rinnovo dei contratti statali.

Marco Minniti (7), ministro degli Interni. E’ entrato in vigore il “Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare” messo a punto dal Viminale con il benestare dell’Unione europea. Nell’ultima riunione convocata dal ministero dell’Interno Medici senza frontiere e la tedesca Jugend Rettet non hanno firmato il testo, l’unica presente a dare l’ok è stata Save the Children. Sì anche da Moas e Proactiva Open Arms che ha manifestato la sua decisione con una comunicazione. Il Codice, una seconda versione, è del tutto uguale alla prima stesura, eccezion fatta per qualche correzione sulle due questioni più discusse: la presenza della polizia a bordo delle navi e il divieto di trasbordo dei migranti su altre unità. Non ci sono le condizioni per approvare la legge sullo ius soli prima dell’estate, ma “si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”. Le attività delle organizzazioni non governative che promuovono la migrazione “spesso collaborando con le reti di trafficanti di esseri umani” costituiscono una minaccia per la sicurezza interna. Lo ha dichiarato il consigliere principale del primo ministro ungherese Viktor Orban per la sicurezza interna, Gyorgy Bakondi. “Queste organizzazioni sono riluttanti a firmare un codice di condotta che l’Italia ha chiesto alle Ong che operano con le loro navi nelle attività di salvataggio di migranti nel Mediterraneo e non vogliono rispettare le leggi ungheresi”, ha detto Bakondi. L’Ungheria tuttavia, ha aggiunto il consigliere del primo ministro, “è del parere che le attività delle Ong che aiutano i migranti debbano essere trasparenti”. Bakondi ha affermato che se le organizzazioni in questione rispettano le leggi, “le autorità non potranno impedire loro di perseguire le loro attività, ma almeno saranno trasparenti e questo è molto importante”. Settanta militari austriaci arrivano al Brennero, al confine con l’Italia, per coadiuvare la polizia nei controlli, anche sull’immigrazione. Dopo le minacce (l’ultima nei primi giorni di luglio) arriva l’annuncio del comandante militare territoriale Herbert Bauer. «Ciò non significa – tiene a precisare il capo della polizia locale Helmut Tomac – che al Brennero saranno messi in azione i panzer». Quindi niente mezzi blindati ma il supporto di 7o militari. I responsabili, civile e militare, hanno detto che la situazione al Brennero al momento è stabile ma che nel mese di luglio è stato registrato un notevole aumento dei migranti irregolari trovati a bordo di treni merci. La collaborazione dei militari – è stato detto – è volta ad accrescere l’intensità e la qualità dei controlli. Come è stato spiegato in una conferenza stampa a Innsbruck, poiché al Brennero gli accordi di Schengen sono in corso di validità, rimane soltanto la possibilità di controlli a ridosso delle frontiere.

Maurizio Martina (7), ministro dell’Agricoltura. Il CdM approva in esame preliminare un decreto legislativo che, in attuazione della legge sulla semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154) e della legge di delegazione europea 2015 (legge 12 agosto 2016, n. 170), introduce nuove norme volte all’armonizzazione, la razionalizzazione e la regolazione del sistema dei controlli e di certificazione del settore biologico.

Dario Franceschini (7), ministro dei Beni Culturali. I direttori stranieri dei musei tornano (per ora) al loro posto: il Consiglio di Stato ha infatti accolto la richiesta di sospensiva del Mibact e ha congelato le sentenze del Tarche avevano bocciato la norma Franceschini sui musei. La Sesta sezione del Consiglio, con le ordinanze 2471 e 2472, ha fissato per il 26 ottobre l’udienza pubblica per decidere con sentenza le questioni relative alla legittimità delle nomine dei direttori dei musei.

Beatrice Lorenzin (7), ministro della Salute. Dieci e non dodici vaccini obbligatori per iscrivere i bambini a scuola, la possibilità di prenotarli in farmacia (ma non di farli come chiedeva il senatore di Fi che è pure presidente dell’ordine farmacisti), poi sanzioni più basse e nessuna minaccia alla patria potestà per chi non rispetta la norma. Ma anche l’introduzione delle formulazioni monocomponenti per chi è già immunizzato. Palazzo Madama ha dato il via libera al decreto Lorenzin con una lunga serie di modifiche che adesso dovranno passare all’esame della Camera. 171 i voti a favore, 63 quelli contrari, mentre 19 senatori si sono astenuti. Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 6 agosto. “Il decreto esce cambiato ma non depotenziato”, ha commentato la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Mentre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha twittato: “Passo avanti per la tutela della salute degli italiani”. Durante le dichiarazioni di voto della mattinata, il senatore di Ala Vincenzo D’Anna, dopo diversi richiami, è stato espulso dal presidente di turno Rosa Maria Di Giorgi. Il parlamentare intervenendo ad alta voce in una discussione tra il presidente del suo gruppo, Lucio Barani, e Paolo Romani di Forza Italia, impediva alla senatrice Cecilia Guerra di Mdp di proseguire il suo intervento. I verdiniani di Ala hanno votato a favore del provvedimento pur definendolo “pessimo”. Via libera definitivo della Camera al decreto legge sui vaccini. Montecitorio ha dato il sì finale al testo che, diciotto anni dopo, riporta in vigore l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola e introduce multe per i genitori dei bimbi che non avranno effettuato la profilassi. Il testo è stato approvato con 296 voti a favore, 92 contrari e 15 astenuti, mentre fuori dall’aula, in piazza, un centinaio di No Vax tenevano un presidio al grido di “assassini” e “libertà”. Su un cartello, la scritta #non finisce qui”. Tre deputati del Pd sono stati aggrediti e insultati da alcuni manifestanti.

Paolo Gentiloni (6 1/2), presindente del Consiglio dei ministri. A pochi giorni dal G20 di Amburgo, i leader di Italia, Francia e Germania hanno avuto un nuovo incontro a Trieste. Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron e Angela Merkel si sono ritrovati per un trilaterale a margine del vertice sui Balcani nella città del Friuli Venezia Giulia. All’incontro, che si è svolto sulla nave scuola Palinuro della Marina Militare, si è parlato soprattutto di migranti. “L’Italia chiuda i suoi porti“, consiglia l’Ungheria. E ipotizza: se Austria e Germania ripristineranno i controlli ai confini, tutti i migranti che arrivano da sud resteranno in Italia. “No alle minacce e alle improbabili lezioni“, replica Paolo Gentiloni. Sale la tensione tra Roma e i Paesi che in Europa si rifiutano di collaborare nel ricollocamento e nell’accoglienza dei richiedenti asilo: giovedì era stato il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz a chiedere di “interrompere i trasferimenti dei migranti da Lampedusa“. Di fronte ai flussi di migranti in arrivo dal mar Mediterraneo, Roma ha due opzioni: “chiudere” i porti o accettare l’assistenza europea che però è inefficace, ha detto il premier ungherese Viktor Orban in un’intervista a Kossuth Radio, ripresa dal sito ufficiale del governo. Orban ha chiesto una divisione razionale dei compiti all’interno dell’Ue, affermando che Bruxelles non possa fermare i flussi di migranti: “Non abbiamo bisogno di una politica comune europea sui migranti, e non abbiamo bisogno di un’agenzia comune europea per i migranti, perché porteranno soltanto caos, difficoltà e sofferenza. «Serve più sensibilità nei confronti dell’Italia». Lo ha detto il cancelliere austriaco Christian Kern al quotidiano viennese Presse am Sonntag dopo una telefonata con il premier italiano Paolo Gentiloni. Il leader dei socialdemocratici ha ammonito il suo ministro degli Esteri e leader dei popolari Sebastian Kurz: <Così non va, non possiamo posizionarci contro l’Italia», ha affermato, anche in riferimento alla funzione tutrice di Vienna nei confronti dell’Alto Adige. Kern ha poi definito «comprensibile» il rammarico di Roma. Il cancelliere austriaco ha detto che il tema migranti, «va tenuto fuori dal dibattito pubblico e dalla campagna elettorale austriaca». In Austria si voterà il prossimo 15 ottobre. «La politica estera e la diplomazia vanno fatte a porte chiuse», ha aggiunto. Kern ha comunque criticato il sindaco di Lampedusa, definendo «inaccettabile» il paragone del ministro degli Esteri Sebastian Kurz con “un naziskin”. Il premier, Paolo Gentiloni, dopo le polemiche che hanno fatto temere per la stabilità del governo, prende tempo e rinvia l’approvazione del ddl. “Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva”, si legge in una nota del presidente del Consiglio. “L’Italia chiuda i suoi porti“, consiglia l’Ungheria. E ipotizza: se Austria e Germania ripristineranno i controlli ai confini, tutti i migranti che arrivano da sud resteranno in Italia. “No alle minacce e alle improbabili lezioni“, replica Paolo Gentiloni. Sale la tensione tra Roma e i Paesi che in Europa si rifiutano di collaborare nel ricollocamento e nell’accoglienza dei richiedenti asilo: giovedì era stato il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz a chiedere di “interrompere i trasferimenti dei migranti da Lampedusa“. Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha proposto di lanciare nel Paese un “dialogo interno” alla societa’ sulla questione del Kosovo per affrontare in modo “concreto” e “realistico” un problema che rischia di condizionare per molto tempo ancora la politica di Belgrado e la sua posizione internazionale. Vucic, che ha lanciato il suo appello in un articolo apparso in questi giorni sulla stampa, non ha precisato i termini e i possibili ‘paletti’ di tale dibattito, dando adito con cio’ a una serie di reazioni politiche e di critiche, in particolare da parte delle opposizioni nazionaliste. “E’ tempo per il nostro Paese di smetterla di nascondere le nostre teste nella sabbia e di cercare di essere realisti”, ha detto Vucic secondo il quale “la Serbia di oggi non e’ piu’ quella di una volta, non e’ un Paese debole come nel 1999, nel 2004, nel 2008. Ma la Serbia non e’ arrogante come lo e’ stata in altre occasioni”. Il silenzio sui problemi, a suo avviso, “significa che non ci preoccupiamo di dare risposte” e che “abbiamo cessato di sperare”. Cambia la governance per la ricostruzione post terremoto nel centro Italia: Vasco Errani, il commissario straordinario nominato dall’ex premier Matteo Renzi poco meno di un anno fa, lascia l’incarico, che sarebbe comunque scaduto il prossimo settembre, e si profila l’ipotesi di una cabina di regia con i quattro presidenti di Regione interessati – di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo – che sarebbe coordinata da Palazzo Chigi, direttamente dal premier Paolo Gentiloni o un ministro o sottosegretario. A Roma coltivano un auspicio: che l’impronta al vertice l’abbia data Angela Merkel. “Tutti in Europa devono accettare che il vecchio sistema-Dublino non è sostenibile – ha detto alla vigilia la cancelliera in una intervista alla Welt am Sonntag – non può essere che Grecia e Italia debbano sopportare da sole tutto il carico, soltanto a causa del fatto che la loro posizione geografica è tale che i profughi arrivano da loro. Per questo i profughi vanno distribuiti in modo solidale”. In attesa di vedere cosa ne pensino l’Austria e i Paesi del Gruppo di Visegrad, a Parigi si è aperto il vertice sull’immigrazione voluto dal presidente francese Emmanuel Macron. La riunione sarà un incontro a quattro con i leader di Italia, Germania e Spagna, esteso ai rappresentanti di tre Paesi africani, cioè Ciad, Niger e Libia. Presente inoltre l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini. Focus principale: come portare sotto controllo la crisi migratoria in Europa. “I lavori serviranno a riaffermare l’appoggio dell’Europa a Ciad, Niger e Libia a favore del controllo e della gestione dei flussi migratori”, afferma la presidenza francese.

Carlo Calenda (6), ministro dello Sviluppo Economico. Valore strategico degli investimenti in progetti infrastrutturali di alta qualità, innovazione come strumento per il sostegno alla crescita economica, riconoscendone il valore sociale per garantire la crescita del benessere collettivo, impegno a facilitare l’accesso ai servizi per la salute e l’educazione e di agevolare l’integrazione delle persone, riducendo il rischio di esclusione sociale: sono i punti fondamentali contenuti nella dichiarazione finale congiunta di ministri dei sette Paesi e della commissaria europea Violeta Bulc al termine del G7 Trasporti ospitato nell’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari. Particolare attenzione viene riservata alla selezione basata su una corretta analisi costi-benefici dei progetti che garantiscano maggiori benefici in termini di valore aggiunto, agevolando la partecipazione e il coinvolgimento nelle differenti fasi decisionali di stakeholder e comunità locali. Nel rispetto delle rispettive esperienze, il documento prevede poi l’avvio di un gruppo di lavoro sullo sviluppo delle infrastrutture per lo scambio di best practice in tema di pianificazione, finanziamento e implementazione di progetti infrastrutturali.

Giuliano Poletti (6), ministro del Lavoro. Il CdM, su proposta del ministro Poletti, approva in esame definitivo tre decreti legislativi di attuazione della legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (legge 6 giugno 2016, n. 106) riguardanti il nuovo Codice riordina tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini, la revisione della disciplina in materia di impresa sociale e l’istituzione del “cinque per mille” dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).  Con il via libera definitivo dopo il secondo esame in consiglio dei ministri decolla ufficialmente il Reddito d’inclusione (ReI), lo strumento di contrasto alla povertà che sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e anche l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione e che partirà il prossimo primo gennaio. La misura consiste in un assegno mensile di importo variabile dai 190 fino ai 485 euro in caso di famiglie molto numerose per una durata massima di 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente. Beneficiarie della misura saranno le famiglie con un Isee non superiore ai 6mila euro, un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 20 mila euro e un patrimonio mobiliare massimo tra i 6 mila e i 10 mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo. Priorità, almeno nella fase iniziale di introduzione, alle famiglie con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati over 55.

Maria Elena Boschi (5 1/2), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e delle Pari Opportunità. Chissà cosa avrà pensato Maria Elena Boschi nel firmare quel decreto. Dopo aver combattuto per mesi per il referendum costituzionale che prevedeva, tra l’altro, l’abolizione del Cnel, ha dovuto siglare, in quanto sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, il decreto di nomina di 48 nuovi consiglieri, che resteranno in carica fino al 2022. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro si rinnova, quindi, per il prossimo quinquennio. I componenti, scelti su indicazioni delle principali associazioni legate al mondo del lavoro – Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Cisal, Ciu, Cida, Coldiretti, Confartigianato-Cna, Copagri, Legacoop, Confcooperative, Confindustria, Confcommercio, Conftrasporti, Confetra, Confitarma, Confagricoltura, Confservizi, etc – avranno il compito di aiutare il presidente Tiziano Treu, nominato lo scorso maggio, a rilanciare l’attività dell’ente, che finora ha proposto al Parlamento appena 14 proposte di legge, nessuna delle quali poi è stata approvata in via definitiva.

Claudio De Vincenti (5), ministro alla Coesione sociale e del mezzogiorno. Giovani, futuro, opportunità: questi i temi dell’incontro tra il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e i rappresentanti dell’Opera torinese del Murialdo, tenutosi a Etikø-Diversamente bistrot, una della imprese sociali dei murialdini. Dopo essere stato accolto nel locale dal direttore generale dell’Opera, don Danilo Magni, dal presidente della Regione Sergio Chiamparino e dal sindaco di Torino Chiara Appendino, al premier sono state illustrate da don Magni le attività promosse, tutte incentrate sui più giovani, con particolare attenzione alle fasce più deboli o emarginate. Successivamente il premier si è recato in visita al Sermig di Ernesto Olivero e quindi alla ‘Cooperativa Piergiorgio Frassati’ dove, insieme al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha incontrato associazioni ed enti del terzo settore. Tra gli interventi previsti anche quello della portavoce del Forum Claudia Fiaschi.

Luca Lotti (5), ministro dello Sport con delega all’editoria. Sospensione delle deleghe al ministro dello Sport Luca Lotti da parte del premier Paolo Gentiloni e revoca dell’incarico all’ad di Consip Luigi Marroni da parte del ministero dell’Economia. E’ quanto chiede la mozione che Mdp presenta, a quanto si apprende, sul Caso Consip. “È del tutto evidente che la vicenda di Luca Lotti – si legge nella mozione – e quella dell’ad Luigi Marroni siano indissolubilmente intrecciate, che uno dei due abbia mentito davanti all’autorità giudiziaria e davanti all’opinione pubblica”.

Graziano Delrio (4 1/2), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti. ll rinvio della legge sullo ius soli al Senato è “un atto di paura grave”. Graziano Delrio rompe il fronte della maggioranza, incalza sulla legge sulla cittadinanza e tocca un nervo scoperto nel Pd. Con parole che fanno irritare non poco i senatori Dem e chi, nel governo, si sta adoperando per costruire una difficile maggioranza, superando le resistenze di Ap. Tanto che interviene Matteo Renzi, con una nota del Nazareno, per precisare che “la posizione del Pd è in piena sintonia” con quella del premier Paolo Gentiloni. Dopo aver espresso il suo “rammarico” ieri, Delrio torna a incalzare sullo ius soli in un’intervista all’emittente cattolica Tv2000. “Non dobbiamo farci dominare dalla paura, nessun male ci può venire dal riconoscere i diritti di ragazzi che sono già italiani”, dice il ministro, che in estate aveva espresso dubbi sulla linea dura di Minniti sui migranti. Delrio aggiunge che a dare “speranza” è il lavoro che sta facendo Luigi Zanda per “costruire le condizioni per i voti in Senato”. Ma le sue parole irritano non poco i senatori Dem. Portare il testo, osteggiato dalle destre, “in Aula in questi giorni avrebbe significato affossarlo perché non c’erano i numeri”, scrivono in una nota i senatori renziani Andrea Marcucci e Franco Mirabelli.

Angelino Alfano (4 1/2), ministro degli Esteri. Alfano riapre il cantiere dello ius soli, la discussa legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Più volte finito nell’occhio del ciclone, il provvedimento ha incassato il via libera della Camera, ma si è poi arenato al Senato prima della pausa estiva. Il premier Paolo Gentiloni aveva assunto l’impegno di riesaminare la questione in autunno, ma la situazione non è cambiata alla ripresa dei lavori a settembre: la norma, allo stato, non disponeva di una maggioranza certa in grado di approvarlo. Nei giorni scorsi era arrivato l’appello della presidente della Camera Laura Boldrini a votare al più presto la riforma della cittadinanza e oggi commentando proprio quelle parole, il ministro Alfano ha detto di credere che lo ius soli vada emendato e che di questo parlerà il 26 settembre nella direzione del suo partito.

Roberta Pinotti (4 1/2), ministro della Difesa. “Arrivando a Livorno ho chiesto di potervi salutare e ringraziare. Oltre ovviamente a incontrare le autorita’ della citta’ che e’ stata ferita cosi’ recentemente. Io sono di Genova quindi l’esperienza di citta’ ferita dall’alluvione l’ho vissuta direttamente con i cittadini della mia citta’ e ho visto come in quei momenti di disperazione in cui la natura prende cosi’ il sopravvento su quella che e’ la normalita’ della vita dove non esistono piu’ certezze e sicurezze, i luoghi del tuo quotidiano vengono spazzati via e tu ti senti completamente solo, avere vicino il volto dello Stato che ti aiuta e’ fondamentale“: queste le parole pronunciate nel piazzale dell’Accademia Navale di Livorno dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha così ringraziato i militari impegnati a sostegno della popolazione livornese colpita dall’alluvione nella notte tra il 9 e il 10 settembre.

Gianluca Galletti (4 1/2), ministro dell’Ambiente. Il CdM delibera lo stato di emergenza nel territorio della Regione Puglia in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 5 all’11 gennaio 2017, nel territorio della Regione Basilicata in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 5 al 18 gennaio 2017, nel territorio della Regione Molise in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nel mese di gennaio 2017; prorogando inoltre lo stato d’emergenza nel territorio delle province di Imperia e di Savona in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 24 e 25 novembre 2016, nel territorio delle province di Cuneo e di Torino, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 23 e 24 novembre 2016 e nel territorio dei comuni afferenti le aste fluviali dei fiumi Tanaro e Bormida delle province di Alessandria ed Asti, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 21 al 25 novembre 2016. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle Province di Parma e Piacenza, in conseguenza della crisi idrica in atto, dovuta a un lungo periodo di siccità a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili. Lo rende noto il comunicato stampa del Cdm. E’ di sei morti e due dispersi il bilancio provvisorio del nubifragio che si è abbattuto su Livorno. La pioggia ha cominciato a cadere a partire dalle 20 di sabato e non ha smesso fino all’alba provocando esondazioni dei torrenti e allagamenti. Una famiglia intera è stata spazzata via mentre si trovava nella propria casa che, nel cuore della notte, si è allagata. Le vittime sono state trovate in un appartamento seminterrato di via Nazario Sauro a Livorno: padre, madre un bambino di quattro anni ed il nonno. La procura di Livorno ha avviato indagini. Il Campidoglio, a seguito dei nubifragi, ha invitato «i cittadini a limitare gli spostamenti solo in caso di urgenza e ad evitare parchi ed aree verdi». La sindaca di Roma Virginia Raggi ha convocato il Centro Operativo Comunale per monitorare la situazione. E sui social si è scatenta subito la polemica per i gravi disagi causati dal maltempo nella Capitale. «Roma: domani piove. Gonfiate i gommoni!». È il testo di un tweet datato 14 settembre 2015, in cui l’allora consigliere M5s e oggi sindaco di Roma Virginia Raggi, polemizzava con il sindaco Marino sull’allerta meteo nella capitale e sui possibili allagamenti. Il tweet è stato rilanciato in queste ore su Twitter da diversi utenti, tra cui alcuni esponenti del Pd come il deputato Ernesto Carbone, con il commento «I consigli del sindaco di Roma». Stefano Esposito, senatore Dem, ha rilanciato un altro tweet del M5s Roma, datato 23 luglio 2014, che così recitava: «Con noi al governo di Roma nei primi sei mesi azione devastante per pulizia tombini chiusi scoli e fogne #Marinosturailtombino».

Valeria Fedeli (4), ministro dell’Istruzione. Smartphone a scuola. “Subito una commissione per stabilire come usarli. Entro Natale chiuderemo il contratto dei prof. Per insegnare è importante l’esperienza in classe, ma è meglio avere una laurea. E all’università bisogna rivedere il reclutamento”. Con il nuovo anno scolastico la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha avviato una riflessione che riguarderà durata, programmi e metodi di studio e potrebbe incidere anche sugli ultimi due anni della primaria. Ma non sono le uniche novità in arrivo: dalla sperimentazione dell’Erasmus alle superiori al rilancio della lingua italiana e riconoscimenti economici per i docenti, la ministra promette di porre la conoscenza al centro delle politiche del governo.

Anna Finocchiaro (3 1/2), ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento. .”La legge elettorale diventa strumento necessario .Il Pd ha il dovere di fare sentire la propria autorevolezza e raccogliere la sfida della Corte Costituzionale che dopo nove anni ha sentenziato che il porcellum di Calderoli non era conciliabile con la  Costituzione. Il Pd deve cercare di raccogliere intorno alla propria proposta il maggiore consenso possibile ,per dare respiro ad una grande democrazia. Abbiamo molti mesi davanti- spiega la senatrice rossa- prima delle elezioni di primavera. La classe dirigente del PD  tra la legge sullo ius soli e quella possibile sul fine vita, deve approvare la riforma elettorale, fondamento prioritario. Falliti  i progetti del bipolarismo che hanno creato solo governi fragili da Prodi a Berlusconi, il PD non è riuscito a dare corpo al sogno e alla nostra ambizione di diventare il forte partito capace di aggregare  un unico disegno, che attiene al nostro compito, che è quello di governare”.

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