Governo Gentiloni: ottavo mese

Governo Gentiloni: ottavo mese
Governo Gentiloni: ottavo mese
Paolo Gentiloni e Beatrice Lorenzin

A pochi giorni dal G20 di Amburgo, i leader di Italia, Francia e Germania hanno avuto un nuovo incontro a Trieste. Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron e Angela Merkel si sono ritrovati per un trilaterale a margine del vertice sui Balcani nella città del Friuli Venezia Giulia. All’incontro, che si è svolto sulla nave scuola Palinuro della Marina Militare, si è parlato soprattutto di migranti.

Enrico Costa. “Me ne sono andato perché sono successi fatti nuovi nel centrodestra. Non potevo più tenere i piedi in due scarpe”, dice al Corriere della Sera, e su Silvio Berlusconi e Matteo Renzi aggiunge: “Ho lavorato con entrambi e posso testimoniare che con loro si lavora benissimo. A volte i confini delle appartenenze dividono delle persone che sono fatte per stare dalla stessa parte. Vale anche per Renzi e Berlusconi”. “Con Berlusconi – fa sapere Costa al Messaggero – ci sentiamo spesso. Al di là delle divisioni politiche è rimasto un rapporto umano e di rispetto. Dunque, è capitato e capita che ci sentiamo e abbiamo parlato anche dei recenti sviluppi. Ma in questa vicenda non c’è nulla di segreto.

“L’Italia chiuda i suoi porti“, consiglia l’Ungheria. E ipotizza: se Austria e Germania ripristineranno i controlli ai confini, tutti i migranti che arrivano da sud resteranno in Italia. “No alle minacce e alle improbabili lezioni“, replica Paolo Gentiloni. Sale la tensione tra Roma e i Paesi che in Europa si rifiutano di collaborare nel ricollocamento e nell’accoglienza dei richiedenti asilo: giovedì era stato il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz a chiedere di “interrompere i trasferimenti dei migranti da Lampedusa. Di fronte ai flussi di migranti in arrivo dal mar Mediterraneo, Roma ha due opzioni: “chiudere” i porti o accettare l’assistenza europea che però è inefficace, ha detto il premier ungherese Viktor Orban in un’intervista a Kossuth Radio, ripresa dal sito ufficiale del governo. Orban ha chiesto una divisione razionale dei compiti all’interno dell’Ue, affermando che Bruxelles non possa fermare i flussi di migranti: “Non abbiamo bisogno di una politica comune europea sui migranti, e non abbiamo bisogno di un’agenzia comune europea per i migranti, perché porteranno soltanto caos, difficoltà e sofferenza.

«Serve più sensibilità nei confronti dell’Italia». Lo ha detto il cancelliere austriaco Christian Kern al quotidiano viennese Presse am Sonntag dopo una telefonata con il premier italiano Paolo Gentiloni. Il leader dei socialdemocratici ha ammonito il suo ministro degli Esteri e leader dei popolari Sebastian Kurz: <Così non va, non possiamo posizionarci contro l’Italia», ha affermato, anche in riferimento alla funzione tutrice di Vienna nei confronti dell’Alto Adige. Kern ha poi definito «comprensibile» il rammarico di Roma. Il cancelliere austriaco ha detto che il tema migranti, «va tenuto fuori dal dibattito pubblico e dalla campagna elettorale austriaca». In Austria si voterà il prossimo 15 ottobre. «La politica estera e la diplomazia vanno fatte a porte chiuse», ha aggiunto. Kern ha comunque criticato il sindaco di Lampedusa, definendo «inaccettabile» il paragone del ministro degli Esteri Sebastian Kurz con “un naziskin”.

E’ entrato in vigore il “Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare” messo a punto dal Viminale con il benestare dell’Unione europea. Nell’ultima riunione convocata dal ministero dell’Interno Medici senza frontiere e la tedesca Jugend Rettet non hanno firmato il testo, l’unica presente a dare l’ok è stata Save the Children. Sì anche da Moas e Proactiva Open Arms che ha manifestato la sua decisione con una comunicazione. Il Codice, una seconda versione, è del tutto uguale alla prima stesura, eccezion fatta per qualche correzione sulle due questioni più discusse: la presenza della polizia a bordo delle navi e il divieto di trasbordo dei migranti su altre unità.

Non ci sono le condizioni per approvare la legge sullo ius soli prima dell’estate, ma “si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”. Il premier,  Paolo Gentiloni, dopo le polemiche che hanno fatto temere per la stabilità del governo, prende tempo e rinvia l’approvazione del ddl. “Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva”, si legge in una nota del presidente del Consiglio.

Dieci e non dodici vaccini obbligatori per iscrivere i bambini a scuola, la possibilità di prenotarli in farmacia (ma non di farli come chiedeva il senatore di Fi che è pure presidente dell’ordine farmacisti), poi sanzioni più basse e nessuna minaccia alla patria potestà per chi non rispetta la norma. Ma anche l’introduzione delle formulazioni monocomponenti per chi è già immunizzato. Palazzo Madama ha dato il via libera al decreto Lorenzin con una lunga serie di modifiche che adesso dovranno passare all’esame della Camera. 171 i voti a favore, 63 quelli contrari, mentre 19 senatori si sono astenuti. Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 6 agosto. “Il decreto esce cambiato ma non depotenziato”, ha commentato la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Mentre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha twittato: “Passo avanti per la tutela della salute degli italiani”. Durante le dichiarazioni di voto della mattinata, il senatore di Ala Vincenzo D’Anna, dopo diversi richiami, è stato espulso dal presidente di turno Rosa Maria Di Giorgi. Il parlamentare intervenendo ad alta voce in una discussione tra il presidente del suo gruppo, Lucio Barani, e Paolo Romani di Forza Italia, impediva alla senatrice Cecilia Guerra di Mdp di proseguire il suo intervento. I verdiniani di Ala hanno votato a favore del provvedimento pur definendolo “pessimo”.  Via libera definitivo della Camera al decreto legge sui vaccini. Montecitorio ha dato il sì finale al testo che, diciotto anni dopo, riporta in vigore l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola e introduce multe per i genitori dei bimbi che non avranno effettuato la profilassi. Il testo è stato approvato con 296 voti a favore, 92 contrari e 15 astenuti, mentre fuori dall’aula, in piazza, un centinaio di No Vax tenevano un presidio al grido di “assassini” e “libertà”. Su un cartello, la scritta #non finisce qui”. Tre deputati del Pd sono stati aggrediti e insultati da alcuni manifestanti. Elisa Mariano, Ludovico Vico e Salvatore Capone hanno trovato riparo dentro un’auto, circondata e presa a calci e pugni e poi messi in salvo dalla Digos. “Alcuni manifestanti” è il racconto di Mariano “hanno chiesto ai miei due colleghi se fossero deputati e come avessero votato sul decreto vaccini. Vico e Capone hanno capito che erano male intenzionati e non hanno risposto. A quel punto i manifestanti hanno cominciato ad insultare gridando ‘assassini’ e ci hanno aggredito. Noi ci siamo rifugiati nella macchina, che però è stata circondata e presa a calci e pugni. Questo è durato diversi lunghi minuti finché finalmente è intervenuta la Digos, con degli agenti in borghese”. “Inaccettabile aggressione a tre deputati davanti Montecitorio”, scrive su Twitter Laura Boldrini. “Le opinioni diverse non possono mai giustificare violenza”, aggiunge la presidente della Camera, aggiungendo l’hashtag #decretovaccini.

Giovani, futuro, opportunità: questi i temi dell’incontro tra il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e i rappresentanti  dell’Opera torinese del Murialdo, tenutosi a Etikø-Diversamente bistrot, una della imprese sociali dei murialdini. Dopo essere stato accolto nel locale dal direttore generale dell’Opera, don Danilo Magni, dal presidente della Regione Sergio Chiamparino e dal sindaco di Torino Chiara Appendino, al premier sono  state illustrate da don Magni le attività  promosse, tutte incentrate sui più giovani, con particolare attenzione alle fasce più deboli o emarginate. Successivamente il premier si è recato in visita al Sermig di Ernesto Olivero e quindi alla  ‘Cooperativa Piergiorgio Frassati’ dove, insieme al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha incontrato associazioni ed enti del terzo settore. Tra gli interventi previsti anche quello della portavoce del Forum Claudia Fiaschi.

“L’Italia chiuda i suoi porti“, consiglia l’Ungheria. E ipotizza: se Austria e Germania ripristineranno i controlli ai confini, tutti i migranti che arrivano da sud resteranno in Italia. “No alle minacce e alle improbabili lezioni“, replica Paolo Gentiloni. Sale la tensione tra Roma e i Paesi che in Europa si rifiutano di collaborare nel ricollocamento e nell’accoglienza dei richiedenti asilo: giovedì era stato il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz a chiedere di “interrompere i trasferimenti dei migranti da Lampedusa.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha proposto di lanciare nel Paese un “dialogo interno” alla societa’ sulla questione del Kosovo per affrontare in modo “concreto” e “realistico” un problema che rischia di condizionare per molto tempo ancora la politica di Belgrado e la sua posizione internazionale. Vucic, che ha lanciato il suo appello in un articolo apparso in questi giorni sulla stampa, non ha precisato i termini e i possibili ‘paletti’ di tale dibattito, dando adito con cio’ a una serie di reazioni politiche e di critiche, in particolare da parte delle opposizioni nazionaliste. “E’ tempo per il nostro Paese di smetterla di nascondere le nostre teste nella sabbia e di cercare di essere realisti”, ha detto Vucic secondo il quale “la Serbia di oggi non e’ piu’ quella di una volta, non e’ un Paese debole come nel 1999, nel 2004, nel 2008. Ma la Serbia non e’ arrogante come lo e’ stata in altre occasioni”. Il silenzio sui problemi, a suo avviso, “significa che non ci preoccupiamo di dare risposte” e che “abbiamo cessato di sperare”.

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