Libia, Macron fa siglare tregua

Libia, Macron fa siglare tregua
Libia, Macron fa siglare tregua
Il presidente francese Emmanuel Macron tra Fayez al-Serraj e il generale Khalifa Haftar che si stringono la mano

“Oggi la causa della pace in Libia ha fatto un  grande progresso. Voglio ringraziarvi per gli sforzi fatti”. Lo ha detto il presidente Emmanuel Macron, annunciando che il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez al-Serraj e il comandante dell’Esercito nazionale libico Khalifa Haftar, riuniti nel pomeriggio al castello di La Celle-Saint-Cloud, alle porte di Parigi, in presenza dell’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Ghassan Salamé, hanno adottato la dichiarazione congiunta sull’avvenire del Paese, che prevede il cessate il fuoco ed elezioni “la prossima primavera”.

“Oggi vi siete impegnati a rinunciare alla lotta armata, tranne quella che riguarda i gruppi terroristici, lavorerete per elezioni presidenziali e parlamentari. Tramite questo cammino la pace e la riconciliazione nazionale potranno essere ricostruite” ha dichiarato Macron, rivolgendosi ad al-Serraj e ad Haftar. Si tratta di una “dichiarazione che traccia il cammino, la via verso la riconciliazione nazionale” in Libia, ha affermato ancora il presidente francese, sostenendo che “Serraj e Haftar possono diventare simboli dell’unità nazionale” ed elogiando il loro “coraggio storico di assumervi il rischio di lavorare insieme per la riconciliazione nazionale e una pace durevole”. “Oggi la pace può vincere”, ha aggiunto Macron, parlando di “impegno storico” e ringraziando il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni “con cui ci siamo sentiti in vista di questo incontro, per l’impegno dell’Italia in Libia”.

La dichiarazione comprende 10 punti, in cui i due leader libici si “impegnano per un cessate il fuoco e per evitare il ricorso alla forza armata per qualsiasi motivo che non sia di antiterrorismo”. Fin dall’inizio dell’operazione dignità, lanciata nel 2014, il generale libico ha sempre dichiarato di combattere contro i terroristi. Haftar e Serraj si sono anche impegnati a “costruire lo Stato di diritto” in un Paese dove operano decine di gruppi armati. “La soluzione alla crisi libica – si legge nella dichiarazione – non può che essere politica e passa per una processo di riconciliazione nazionale che lega tutti i libici, e comprende gli attori istituzionali, di sicurezza e militari dello Stato che sono pronti a parteciparvi pacificamente con il rientro in tutta sicurezza degli sfollati e dei rifugiati, con la messa in pratica di un processo di giustizia di transizione, di compensazione e di amnistia nazionale”.

Ma l’accordo riguarda essenzialmente un immediato cessate il fuoco tra le parti in Libia. Ed era la firma di una dichiarazione congiunta su questo punto essenziale, ossia che non c’è soluzione militare possibile per il Paese, a cui ambiva il presidente francese Emmanuel Macron, regista dell’incontro tra i due leader rivali libici. Nel testo si parla quindi di elezioni la prossima primavera. Sarraj ha recentemente proposto di indire un voto per il rinnovo del presidente e del parlamento nel marzo 2018.

Per Macron l’importanza del processo di riconciliazione che porterà ad “elezioni nella primavera” 2018 deve avere come obiettivo a breve “eliminare traffici d’armi che alimentano il terrorismo, e il traffico di esseri umani che alimentano le vie migratorie. Le centinaia di migliaia di migranti che si trovano in Libia destabilizzano sia la Libia che l’Europa ed alimentano i traffici i cui soli beneficiari sono i terroristi. Questo è essenziale per tutta l’Europa, perché se non portiamo a buon fine questo processo, il rischio terrorismo le conseguenze migratorie, sarebbero conseguenze dirette sui nostri Paesi”.

Quanto all’assenza di una delegazione italiana, prima dei ringraziamenti di Macron all’Italia, ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, aveva rassicurato il suo omologo Angelino Alfano dicendo che, sulla Libia, Roma e Parigi “non possono fare nulla senza l’altro, poiché è un tema condiviso” tra i due Paesi. Concetto ribadito ancora da Macron: “L’Italia è pienamente associata” nell’iniziativa per la stabilizzazione e la pacificazione della Libia, “ieri il ministro degli Esteri Le Drian era a Roma. Non esistono divergenze tra la posizione italiana e la posizione francese. E’ un lavoro in comune che facciamo anche con l’Unione europea”.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...