Primi genitori glbt riconosciuti

Primi genitori glbt riconosciuti

Primi genitori glbt riconosciuti
immagine di repertorio

Non è facile fare il genitore in Italia. Oltre ai problemi economici, bisogna considerare anche quelli legali. Sì, perché, dal punto di vista normativo, esistono famiglie diverse. In pratica, di Serie A e di Serie B. Tra queste ultime possiamo inserire le famiglie arcobaleno. Sia chiaro: non si tratta di un giudizio di valore negativo ma di un dato di fatto se si considerano i diritti verso i figli. Oltre al problema dell’adozione, infatti, ce n’è un altro importante allo stesso modo: la doppia genitorialità, cioè il riconoscimento di entrambi i genitori dello stesso sesso sui documenti ufficiali.
Ma qualcosa sta cambiando. Il 14 luglio 2017, un Comune lombardo (non rivelato per motivi di privacy) ha riconosciuto direttamente questo diritto ai due papà di una bambina nata in Canada tramite gravidanza surrogata. Dopo aver prima registrato il certificato di nascita con il solo padre biologico, la sindaca e i funzionari hanno approfondito la richiesta della coppia e, nel documento, hanno inserito i nomi di entrambi, risparmiando lo stress di un eventuale procedimento legale.

La decisione non è stata presa a cuor leggero ma basandosi su casi simili come la sentenza della Cassazione del settembre 2016 e quella della Corte d’appello di Trento del febbraio 2017. La prima ha dato l’ok alle trascrizioni degli atti di nascita con due padri o due madri, mentre la seconda ha riconosciuto la piena genitorialità a due papà, senza far ricorso alle norme sull’adozione, per garantire ai bambini la continuità del rapporto familiare (nella tutela dell’interesse superiore del minore). Nonostante i precedenti, molti Comuni continuano a ignorarli, facendo appello al tema dell’ordine pubblico. L’ultimo caso è quello di Perugia. A maggio 2017, l’amministrazione comunale si è rifiutata di trascrivere l’atto di nascita di un bambino di due donne umbre, nato in Spagna. Senza il documento, l’intera famiglia è bloccata nella penisola iberica poiché il piccolo non ha alcuna cittadinanza: non può essere registrato come spagnolo, in quanto figlio di due italiane, e non è ancora riconosciuto come italiano dal Comune.

Oltre a questo paradosso, esistono però tantissimi genitori dello stesso sesso che, in Italia, non vengono inseriti nelle carte ufficiali. I figli delle famiglie arcobaleno, ufficialmente, hanno un solo papà o una sola mamma (quelli biologici), perché il compagno non è riconosciuto. «Essere legalmente entrambi genitori anche in Italia significa prima di tutto non dover temere per l’affidamento dei propri bimbi in caso di scomparsa prematura del genitore biologico», spiega Nicola, 35enne imprenditore di Jesi. Insieme al suo compagno, Emanuele, 39enne ricercatore, tre anni fa è diventato padre di Tommaso e un anno fa di Edoardo. Entrambi i bambini sono nati tramite maternità surrogata in Canada, grazie a donne con cui i due papà hanno stabilito «legami di profonda amicizia». Per questo hanno la doppia cittadinanza. Ma, se sul passaporto canadese ci sono due papà, su quello italiano figura solo quello biologico.

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