Rapporto europeo sulle droghe, è allarme per gli oppioidi sintetici

Rapporto europeo sulle droghe, è allarme per gli oppioidi sintetici
Rapporto europeo sulle droghe, è allarme per gli oppioidi sintetici
Rapporto europeo sulle droghe, è allarme per gli oppioidi sintetici

Aumentano i decessi dovuti all’abuso di droga in Europa, mentre in Italia registrano un leggero calo. Il dato emerge dalla Relazione europea sulla droga 2017: tendenze e sviluppi, il rapporto annuale dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze presentato a giugno a Bruxelles.

Il rapporto è fornito annualmente dall’Oedt, agenzia decentrata dell’Unione europea-  conosciuta anche con la sigla Emcdda, European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction  – che da oltre 20 anni si preoccupa di raccogliere, analizzare e diffondere informazioni circa droghe e tossicodipendenza, conseguenze del loro utilizzo, interventi adottati dai vari Stati.

Il rapporto 2017 contiene dati che riguardano soprattutto il 2015 (o comunque l’anno più recente per il quale sono disponibili) e fa riferimento alla situazione europea in generale, con una sezione di documenti specificamente dedicati a ciascun Paese.  accompagnata da ulteriori 30 documenti che si concentrano sui singoli Stati. Uno di questi documenti è interamente dedicato all’Italia. In quello relativo all’Italia, emergono luci e ombre: nel nostro Paese sono infatti  in controtendenza, come già accennato, i dati relativi alla mortalità per overdose,  Se, infatti, con 8.441 decessi, nel 2015, il numero in Europa è aumentato per il terzo anno di fila, segnando un +6%, rispetto ai 7.950 dell’anno precedente, in Italia il numero è calato, con 7,8 morti per milione di abitanti, contro una media europea di 20,3. Le fasce d’età in cui si registra il maggior numero di morti sono quella 35-39; 40-44 e 45-49. Le morti sono, invece, aumentate in Paesi – considerati più virtuosi – come Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia, con l’eroina e altri oppioidi tra i principali responsabili.

L’Italia, però, è il secondo Stato in Europa, dopo la Francia per il consumo (almeno una volta nell’ultimo anno) di cannabis nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni (Italia 19%, Francia 22,1%, dati 2015)

Le sostanze più usate almeno una volta nell’ultimo anno tra i giovani del nostro Paese  (15-34 anni) sono cannabis (19%),  cocaina (1,8%), MDMA (1%) e anfetamine (0,6%). Il numero stimato di consumatori problematici di oppiacei è 205.200, con un tasso di prevalenza del 5 per mille, dato che colloca l’Italia come quarto Paese europeo.

Il nostro Paese è invece all’ottavo posto per consumo di cocaina, con l’1,8% per la  fascia di età 15-34 anni.

Per il 52% delle persone che nel 2015 hanno iniziato un trattamento terapeutico per la dipendenza, la sostanza primaria di abuso è l’eroina; risulta in crescita la percentuale di persone sotto trattamento la cui sostanza primaria d’abuso è la cannabis (20%), preceduta dalla cocaina (25%).

Ma si registra anche un aumento delle persone sotto trattamento per la prima volta per poli-abuso di sostanze e i trend a lungo termine indicano un costante aumento dell’età dei consumatori di eroina che entrano in trattamento, e l’età media delle nuove persone trattate è la più alta in Europa (27 anni).

Sugli interventi di riduzione del danno e di riduzione dei rischi, la relazione dell’Oedt rileva che tali programmi e servizi tendono a essere concentrati nei maggiori centri urbani dell’Italia del Nord e del Centro e prevedono la distribuzione di siringhe sterili e di naloxone (antagonista degli oppiacei, utilizzato per la prevenzione delle overdose).

Dall’agenzia europea e dal commissario europeo per le Migrazioni e gli Affari interni  Dimitris Avramopoulos (nella foto), che lavorano a un nuovo piano d’azione per contrastare il fenomeno, parte anche un allarme, rivolto a tutti i Paesi, sui nuovi oppioidi sintetici. Sono 25 i tipi segnalati in Europa tra il 2009 e il 2016. Alcuni di questi, estremamente potenti, imitano gli effetti di eroina e morfina, diventando una minaccia crescente per la salute, oltre che una vera sfida per le società di controllo antidroga.

Pur rappresentando ancora una piccola quota di mercato, sempre più fonti riferiscono della comparsa di queste sostanze – in arrivo principalmente dalla Cina – e dei danni che provocano, fra cui morti e intossicazioni. Per produrre molte migliaia di “dosi da strada” ne bastano piccole quantità: facili da nascondere e trasportare. Disponibili in varie forme, soprattutto in polvere, compresse e capsule, ma ce ne sono anche in versione liquida e sotto forma di spray nasali. Tra questi, i fentanili, potenti analgesici narcotici, circa 80 volte più potenti della morfina o dell’eroina, hanno pesato per oltre il 60% dei 600 sequestri di nuovi oppioidi sintetici nel 2015 in Europa.

“L’impatto del problema della droga continua a rappresentare una sfida significativa per le società dell’Unione. Oltre 93 milioni di europei hanno provato una droga illecita nella loro vita e i decessi per overdose continuano ad aumentare”avverte Avramopoulos che sottolinea come quello della droga rappresenti “un mercato da 24 miliardi di euro l’anno nell’Unione europea”, col consumo di cocaina più diffuso nei Paesi dell’Europa occidentale e meridionale, e quello delle anfetamine più comune in Europa settentrionale e orientale.

Basti pensare che a Spagna, Italia e Regno Unito sono riconducibili tre/quarti (74%) di tutte le richieste di trattamento per dipendenza da cocaina nell’Ue.

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