Corea del Nord: "Abbiamo testato con successo missile intercontinentale"

Missile coreano: Usa, Russia e Cina in allarme

Corea del Nord: "Abbiamo testato con successo missile intercontinentale"
Corea del Nord: “Abbiamo testato con successo missile intercontinentale”

L’ennesima sfida al mondo è adesso anche tra le più inquietanti: innanzitutto perché il lancio sembra il più pericoloso avvenuto fin qui, probabilmente un nuovo test dell’Hwasong-12 già provato a maggio, e che stavolta con l’inclinazione giusta – dicono gli esperti Usa – avrebbe potuto raggiungere l’Alaska. E poi perché dimostra la volontà del regime di andare avanti malgrado le aperture di Moon Jay-in, il nuovo leader di Seul, che ospite a Washington pochi giorni fa aveva strappato a Trump l’appoggio alla linea morbida, sottolineando l’opportunità di tenere aperta la porta al dialogo “sotto le giuste circostanze”.

Le circostanze non ci sono tant’è che il neopresidente convoca subito una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale e le forze armate invitano all’allerta “in vista di nuove possibili provocazioni”. Anche perché il lancio arriva alla vigilia dell’incontro tra i due presidenti in Germania per il G20 e poche ore dopo la telefonata tra Donald Trump e Xi Jinping durante la quale, come scrive il Nyt, citando alti dirigenti dell’amministrazione, Trump, frustrato dall’apparente riluttanza di Pechino ad intervenire ha detto che gli Usa sono pronti ad agire da soli per fare pressioni contro il programma nucleare militare di Pyongyang.

Un tempismo da brividi insomma: il missile lanciato verso il mar del Giappone casca infatti nel bel mezzo della tensione orma evidente tra Usa e Cina, con Trump che accusa apertamente Xi di fare troppo poco per trattenere il vicino riottoso e il Cinese che rimprovera invece agli yankees lo sconfinamento nel mare delle isole contese e la vendita a Taiwan di oltre un miliardo e mezzo di armi.

A complicare le cose la notizia che stavolta il razzo sarebbe partito proprio da una provincia vicino al confine della Cina. “La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico non ancora identificato verso il mare del Giappone vicino a Banghyon, nella provincia del Nord Pyongan Province, intorno alle 9,40”, dice il primo scarno comunicato del comando sudcoreano.

L’allarme è scattato ovviamente altissimo in Giappone, dove negli ultimi tempi la popolazione è stata invitata a testare piani di emergenza e fuga. Il missile è caduto infatti nelle acque territoriali di lì, dicono i media di Tokyo, dopo aver volato per una quarantina di minuti. Ma la scelta di una località vicino al confine cinese, oltre che a significare una provocazione diretta a Xi, è indice anche di un’altra allarmante novità: ormai il regime sta diversificando non solo i tipi di missili (medio raggio, terra-nave, a combustibile solido) ma anche i siti dei lanci: per rendere insomma sempre più imprevedibile e difficile da individuare (e magari stoppare) il test.

E Trump che fa? Quello che finora gli riesce meglio: twitta. “La Corea del Nord ha appena lanciato un altro missile. Ma questo tizio non ha di meglio da fare nella vita?” scherza. E poi: “Difficile credere che Corea del Sud e Giappone potranno sopportare tutto questo ancora più a lungo”.

Ok Corea e Giappone. Ma l’America? Al solito: il presidente rovescia tutto sulla Cina. “Forse la Cina dovrebbe dare una mossa alla Corea del Nord e mettere fine a questa insensatezza una volta per tutte”. E Pechino chiede “moderazione” da tutte le parti dopo il nuovo test missilistico. Attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, la Cina si offre di risolvere pacificamente le tensioni con Pyongyang; e, in risposta a Trump, assicura di aver compiuto “sforzi incessanti” per tenere a bada il suo bellicoso alleato.

Moderazione è anche quanto chiedono, in una dichiarazione congiunta, il leader cinese Xi Jinping e il presidente russo, Vladimir Putin. Dopo il loro incontro a Mosca hanno rilasciato un comunicato in cui si dicono “seriamente preoccupati” per il test missilistico della Corea del Nord e lo ritengono “inaccettabile”. Poi rilanciano “l’iniziativa congiunta” sul ‘doppio congelamento’ – l’attività missilistica nucleare della Corea del Nord e le esercitazioni massicce degli Stati Uniti e della repubblica Coreana – e chiedono a tutte le nazioni coinvolte di mostrare “moderazione e rinunciare alle provocazioni e alla retorica bellica”.

Intanto è la voce di uno dei più ascoltati esperti americani a levarsi contro il suo presidente: “Né il Giappone né la Corea del Nord possono affrontare il problema della Corea del Nord e ci sono dei limiti in quel che può fare la Cina” dice Richard Haas, presidente del Council Of Foreign Relations. Tocca all’America esplorare la possibilità di un negoziato. Bisogna provarci di passare a qualunque azione militare”. Buon Independence day, America: i fuochi d’artificio sono appena cominciati.

Annunci

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...