Terzo settore, via libera alla riforma: fondo da 190 milioni

Terzo settore, via libera alla riforma: fondo da 190 milioni

Terzo settore, via libera alla riforma: fondo da 190 milioni
Terzo settore, via libera alla riforma: fondo da 190 milioni

Il CdM, su proposta del ministro Poletti, approva in esame definitivo tre decreti legislativi di attuazione della legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (legge 6 giugno 2016, n. 106) riguardanti il nuovo Codice riordina tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini, la revisione della disciplina in materia di impresa sociale e l’istituzione del “cinque per mille” dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Via libera ai decreti attuativi della riforma del Terzo settore, varati oggi in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. Il Ministero del Lavoro ha accolto il passo con una nota nella quale si parla di “una riforma importante che riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario”. La nuova normativa – spiega il dicastero – “mette a disposizione del Terzo settore risorse pari a 190 milioni che saranno investite in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un Fondo progetti innovativi, nello sviluppo del Social bonus, nel lancio dei Titoli di solidarietà, oltreché in un incremento della dotazione del Fondo per il Servizio civile in modo da accrescere, anche per il 2018, i posti disponibili per i giovani che lo vogliono fare”.

Presso le regioni – ma attraverso una piattaforma nazionale – sarà istituito il Registro Unico del Terzo Settore, attraverso la cui iscrizione sarà possibile domandare l’accesso al Fondo progetti, al cinque per mille, agli incentivi fiscali. Tra le attività dell’impresa sociale entrano nuove attività (commercio equo, alloggio sociale, nuovo credito, agricoltura sociale, ecc.) e si apre a una parziale distribuzione degli utili. Ma soprattutto si incentiva l’investimento di capitale per le nuove imprese sociali: il 30% dell’investimento potrà essere fiscalmente deducibile o detraibile analogamente a come avviene oggi per le startup innovative tecnologiche. Da luglio partirà il Fondo di garanzia e per il credito agevolato dedicato proprio alle imprese sociali. Per quanto riguarda infine il cinque per mille, si completa la riforma strutturale iniziata con la legge di bilancio 2015 “che ha attribuito risorse in modo stabile per 500 milioni all’anno. Ora si tratta di accelerare i tempi di erogazione, introdurre criteri innovativi nel riparto delle risorse e rendere del tutto trasparente l’utilizzo delle risorse da parte dei beneficiari”.

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