Questa Seconda Repubblica che non vuole più andare via

Questa Seconda Repubblica non vuole più andare via

Questa Seconda Repubblica che non vuole più andare via
(in senso orario) Matteo Renzi, Beppe Grillo, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi

Ormai è un trend consolidato. Il Partito Democratico è il partito che più di ogni altro riesce a far andare al secondo turno il suo candidato: ma poi gli elettori del partito rimasti fuori dal ballottaggio degli altri due poli, preferiscono votare comunque l’antagonista del Pd. Se dalle passate elezioni locali è ormai consolidato che l’elettorato di centrodestra preferisce votare il M5s, che il Pd; da questa tornata si evince che è vero anche il contrario. C’è da notare poi la schiacciante vittoria del centrodestra, che vince anche dove non ha mai governato. Forse perchè gli elettori italiani (notoriamente corti di memoria) hanno dimenticato i disastri che hanno fatto (Berlusconi compreso) e perchè il M5s e il Pd hanno consumato il loro tempo litigando tra loro e denigrandosi invece di fare campagna elettorale. Il centrodestra è apparso come il polo più pacifico.

Ora con la vittoria alle amministrative del centrodestra Silvio Berlusconi è definitivamente risorto (per l’ennesima volta). Questo per mancanza di alternative. Sono ormai quattro anni che Forza Italia e Lega Nord sono appaiati al 13-14% di preferenze a livello nazionale e in tutto questo tempo Matteo Salvini non è riuscito a dimostrare di saper diventare il nuovo leader di tutta l’area. La sua politica populista, non ha convinto gli elettori moderati di Forza Italia, ne tanto meno li ha attratti verso di se. Berlusconi e Salvini sono obbligati a restare insieme dal vecchio status quo, ma la loro idea di Italia è molto diversa.

Matteo Renzi ha perso, ma anche lui è insostituibile; perchè nella sua area non c’è alternativa a lui. Detto questo però adesso Renzi allontanerà con tutte le sue forze il doppio turno dalla prossima legge elettorale  e avrà, comunque, bisogno di una coalizione. Ed è da questo che si vedrà se il centrosinistra sarà competitivo per vince le elezioni politica della prossima primavera. Gli ex del Pd che sono volati verso Mdp e Si, lo hanno fatto perchè non volevano assolutamente trattare con Renzi. Come possono pensare di farci una coalizione insieme? Ancora peggio è la pretesa di far sparire Renzi dalla politica visto che è stato da poco confermato come segretario Pd dal suo elettorato.

Nel Movimento 5 Stelle Beppe Grillo e Davide Casaleggio dovrebbero capire che non possono continuare a distruggere la classe dirigente locale che si forma, solo perchè non vogliono lasciare autonomia di pensiero. Un conto è pretendere che tutti convergano verso la stessa organizzazione; un altro conto e che tutti chiedano a loro cosa devono fare in ogni momento. Più amministratori, meno burattini, insomma.

Lo stallo della politica italiana in questa fase, comunque, è ancora dovuto al fatto che ci si divide ancora tra centrosinistra e centrodestra; raggruppamenti al loro interno non più omogenei; invece che tra populisti e riformisti. Perchè avvenga questo devono accadere due fatti essenziali. La sparizione dal mondo politico di Berlusconi (poichè il popolo Pd accetta l’allearsi con Forza Italia; ma non con il suo capo) e la decisione del M5s di non allearsi mai con nessuno (fatto essenziale per formare un polo con Lega e Fdi). Visto che entrambi i fatti sono ben lungi dall’accedere, prevedo che l’Italia continuerà ancora ad accartocciarsi su se stessa.

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