Guerra

Paesi arabi contro il Quatar per andare contro l’Iran. E dietro c’è Trump.

Paesi arabi contro il Quatar per andare contro l'Iran. E dietro c'è Trump.

Gli studi di Al Jazeera a Doha

La tempesta diplomatica che soffia sul Golfo Persico ha per origine vecchie frizioni sul commercio del petrolio, il recente viaggio di Trump nella regione e soprattutto l’eterno scontro geopolitico tra le due grandi potenze della regione, Arabia Saudita e Iran. Fatto sta che stamattina Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi, Egitto e Yemen hanno rotto i rapporti diplomatici con il Qatar, chiudendo tutte le frontiere aeree e terrestri verso la nazione accusata di fomentare il terrorismo nei paesi confinanti e nello Yemen. I diplomatici del Qatar hanno tempo 48 ore per lasciare le nazioni ospitanti. È l’escalation di una crisi da tempo annunciata tra alcuni paesi arabi e il Qatar che ora si accentua sta sfiorando il rischio di uno scontro militare.

L’Associated Press è entrata in possesso dell’elenco. Ecco alcuni dei punti più significativi.

Iran
Mettere un freno ai rapporti diplomatici con il Paese. Chiudere gli uffici strategici del Qatar a Teheran. Espellere i membri della Guardia Rivoluzionaria iraniana. Interrompere qualsiasi tipo di cooperazione militare. Sono ammessi solo gli scambi commerciali, consentiti dalle sanzioni internazionali e americane.

‘Organizzazioni terroristiche’
Chiudere una volta per tutte i legami con le ‘organizzazioni terroristiche’: i Fratelli Musulmani, l’Isis, al-Qaeda e Hezbollah. Dichiararli ufficialmente gruppi terroristici.

Media
Chiudere l’emittente Al-Jazeera e le stazioni affiliate al network. Interrompere le trasmissioni delle tv che il Qatar sovvenziona direttamente o indirettamente: Arabi21, Rassd, Al Arabiya, Al-Jadeed e Middle East Eye.

Turchia
Eliminare con effetto immediato la presenza militare turca nel Paese e porre fine alla cooperazione militare. La Turchia appoggia il Qatar dall’inizio della crisi inviando alimenti e acqua per compensare le sanzioni commerciali imposte dall’Arabia Saudita. E immediata è stata la sua reazione dopo il diktat delle nazioni arabe. Non ha alcuna intenzione di chiudere la propria base militare in Qatar, affermando che si tratta di una garanzia per la sicurezza del Golfo. Lo ha detto il ministro della Difesa turco Fikri Isik.

Fondi economici
Interrompere il sovvenzionamento ai gruppi terroristici, definiti tali da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto, Bahrain, Stati Uniti e Canada.

Giustizia
Consegnare i terroristi e i ricercati ai loro Paesi d’origine. Congelare i loro conti economici e fornire qualsiasi tipo di informazione sulla loro residenza, movimenti e finanze.

Cittadinanza
Divieto di cittadinanza alle persone provenienti da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto e Bahrain.

E per finire, riparare economicamente alla perdita di vite umane e ai buchi finanziari causati dalle politiche del Qatar nel presente e nel passato. Nel caso in cui il Pa dovesse accettare le suddette condizioni, il Paese sarà monitorato per i successivi 10 anni, per fare in modo che rispetti tutte le richieste.

Il ministro degli Esteri del Qatar ha respinto la lista di 13 condizioni imposta da Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrain per l’abolizione delle sanzioni contro Doha definendola “irrealistica”. “Il ministro degli Esteri britannico aveva chiesto che le richieste fossero ‘misurate e realistiche’ – ha detto Mohammed bin Abdulrahman al-Thani -. Questa lista non soddisfa quel criterio”. Tra le richieste anche la chiusura della tv Al Jazeera e l’interruzione dei rapporti con l’Iran.

La lista di richieste presentata da Riad a Doha affinché quest’ultima possa evitare l’embargo che partirà tra tra nove giorni, “non ha nulla a che fare con la guerra al terrorismo”, ma “vuole solo violare la sovranità del Qatar e sottrarre a esso la sua politica estera”, ha affermato Saif bin Ahmed Al-Thani, capo dell’ufficio stampa del governo di Doha. La lista – messa a punto da Riad insieme con Egitto, Bahrein e Emirati Arabi e consegnata a Doha attraverso il mediatore Kuwait, contiene tredici punti.

Resta comunque esclusa la possibilità di una “escalation militare” della crisi tra il Qatar e alcuni Paesi della regione: la diplomazia resta la priorità. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, citato dalla tv satellitare al-Arabiya. Tuttavia, ha detto Gargash durante una conferenza stampa, se Doha non accetterà le richieste dei quattro Paesi arabi per porre fine alla crisi l’unica “alternativa” sarà “l’isolamento”. Il ministro ha accusato il Qatar di aver fatto trapelare le 13 richieste con una mossa considerata “incauta”. Gargash ha denunciato quella che considera come una “mancanza di rispetto” nei confronti dell’impegno del Kuwait per la difficile mediazione tra il Qatar e l’Arabia Saudita, il Bahrain, gli Emirati e l’Egitto. “Il Qatar cerca di proporre un’agenda iraniana”, ha insistito Gargash. “Stiamo cercando di interrompere il sostegno al terrorismo da parte del Qatar – ha aggiunto – Non possiamo più accettare dal Qatar quello che abbiamo accettato negli ultimi anni”.

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