Direttori musei riammessi

Direttori musei riammessi

Direttori musei riammessi
Dario Franceschini

I direttori stranieri dei musei tornano (per ora) al loro posto: il Consiglio di Stato ha infatti accolto la richiesta di sospensiva del Mibact e ha congelato le sentenze del Tar che avevano bocciato la norma Franceschini sui musei. La Sesta sezione del Consiglio, con le ordinanze 2471 e 2472, ha fissato per il 26 ottobre l’udienza pubblica per decidere con sentenza le questioni relative alla legittimità delle nomine dei direttori dei musei.

“Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar sui direttori dei musei, che da domani tornano in servizio. A ottobre decisione definitiva”, scrive su Twitter il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

Il Consiglio di Stato, si legge in un comunicato di Palazzo Spada, “considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado – titolari di incarichi che durante il corso del processo continuano a svolgere – ha deciso, in via cautelare, che i direttori, le cui nomine erano state annullate dalle sentenze del Tar, riprendano a svolgere le loro funzioni in attesa della sentenza, a tutela della loro posizione lavorativa e retributiva (venuta meno con effetto immediato a seguito dell’annullamento del Tar)”. I siti coinvolti da questa decisione sono il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, il Museo nazionale archeologico di Taranto, le Gallerie estensi di Modena e il Palazzo ducale di Mantova.

Euforici i diretti interessati. Paolo Giulierini si dice “immensamente felice di tornare al lavoro e di essere a servizio del Mibact, del Mann e di Napoli”. Eva Degli Innocenti, da domani di nuovo alla guida del MarTa di Taranto, ringrazia la città che, dice, “mi è stata vicina e questa è stata una cosa molto bella, ha dimostrato di credere al nostro progetto e si è stretta attorno al museo, questa per me è stata la più grande vittoria”. Ora, prosegue, “andiamo avanti, vedremo come si svilupperà la questione, spero proprio che si possa andare avanti, soprattutto in difesa del servizio pubblico di cui mi ritengo una convinta sostenitrice”.

Lo scorso 25 maggio, con due sentenze, il Tar del Lazio aveva infatti bocciato le nomine di cinque dei venti direttori dei supermusei del calibro di Palazzo Ducale o del Museo Archeologico di Napoli. Una decisione che aveva provocato l’immediata reazione del ministro: “Non ho parole. Non do letture politiche e rispetto le sentenze. Ma registro con grande dolore quello che questo comporta praticamente e per l’immagine dell’Italia nel mondo”, aveva detto Dario Franceschini.

Il Tar del Lazio – accogliendo il ricorso di due candidati alle posizioni di direzione di musei di Mantova, Modena, Taranto, Napoli e Reggio Calabria – aveva  ritenuto infatti in primo luogo che le procedure di selezione fossero viziate in più punti.

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