May e Corbin uniti nel cavalcare la reazione degli inglesi al terrore

May e Corbin uniti nel cavalcare la reazione degli inglesi al terrore
May e Corbin uniti nel cavalcare la reazione degli inglesi al terrore
Theresa May

Enough is enough. Basta. Se c’è un paese dove tassisti cercano di investire terroristi per fermarli, donne si immolano per sbarrare le porte dei ristoranti e salvare decine di vite, poliziotti eroi e un sentimento popolare di reazione che non può essere ignorato, è tempo di rispondere a muso duro. Lo ha capito ed espresso con parole precise Theresa May che a tre giorni dal voto, in una domenica di campagna elettorale sospesa ma comunque infuocata, attacca sull’aver “troppo tollerato” e dice “enough is enough”, quando è troppo è troppo. Lo ha capito il suo concorrente, il laburista Corbyn, che va nella stessa direzione: quella del Paese che non può più tollerare ma solo reagire e allora annuncia in caso di vittoria 10mila uomini delle forze dell’ordine in più.

La premier britannica ha rotto il silenzio usando toni non casuali: in affanno nell’ultima settimana di fronte alla rimonta accreditata dai sondaggi ai Laburisti di Jeremy Corbyn, la May ricorre a scampoli di linguaggio alla Donald Trump. “Il troppo è troppo”, tuona, dopo aver confermato che le elezioni si terranno come previsto e puntando il dito contro “l’estremismo islamico”.

La condanna dell’attacco di London Bridge e Borough Market, il terzo sull’isola in tre mesi, è identica nelle dichiarazioni di May, di Corbyn e di tutti gli altri capi partito, è tempo di unirsi, anche se a così poco dalle urne.

La sicurezza è la priorità e per proteggere il Regno Unito saranno prese “tutte le misure necessarie ed efficaci” fa eco Jeremy Corbyn, parlando all’indomani dell’attacco di Londra e dicendosi “d’accordo a dare la piena autorità della polizia”.

“Le forze dell’ordine – ha sostenuto – devono poter utilizzare tutta la forza necessaria per proteggere e salvare la vita, come hanno fatto la notte scorsa e a Westminster a marzo”. Il leader laburista ha quindi annunciato l’intenzione, nel caso di vittoria al voto dell’8 giugno, di reclutare altri diecimila agenti di polizia.

Poco prima delle parole di Jeremy Corbyn i labour non avevano gradito la rottura del silenzio in campagna da parte della May, tanto che Emily Thornberry, agli esteri nel governo ombra, ha dichiarato che le parole di Theresa May appaiono come una violazione dell’accordo di mettere da parte la campagna elettorale, definendola “insensibile”. Col passare delle ore però gli inglesi si sono ricompattati in questa domenica in cui si contano ancora una volta i morti.

A disturbare il vento di reazione, solo le parole polemiche di Donald Trump che dall’America ha criticato il sindaco di Londra attraverso un tweet in cui sosteneva che il primo cittadino avesse detto “che non c’era alcun motivo di allarmarsi”.

In risposta, un portavoce di Sadiq Khan ha detto che il sindaco aveva “cose più importanti da fare che rispondere ai tweet male informati di Donald Trump“, accusando il presidente di sfruttare l’onda di paura per rafforzare le sue posizioni politiche e scelte come il travel ban.

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