2 giugno, Sala: marcia pro migranti

2 giugno, Sala: marcia pro migranti
2 giugno, Sala: marcia pro migranti
Mario Monti e Beppe Sala

«In un momento delicato come questo è ancora più importante unirci e riunirci sotto la bandiera». Così il sindaco di Milano, Beppe Sala, in piazza Duomo al termine della celebrazione per la Festa della Repubblica, sottolineando l’importanza di «ricordare e guardare indietro per vivere la contemporaneità». Il primo cittadino ha detto di aspettarsi per il futuro «un’Italia che ha un ruolo fondamentale in Europa. Anche le decisioni prese dal presidente degli Stati Uniti per quanto riguarda il clima mettono l’Europa di fronte all’esigenza di essere più unitaria. Francia e Germania stanno già procedendo in tal senso». Presenti alla cerimonia, svoltasi sulle note della fanfara in alta uniforme, il prefetto della città Luciana Lamorgese e l’ex premier Mario Monti.

«Ho incontrato tutti i promotori e il mio messaggio per il 20 maggio del prossimo anno è: dobbiamo esserci ancora». Così il sindaco di Milano Beppe Sala, in piazza Duomo per la celebrazione della Festa della Repubblica, in merito alla marcia con i migranti «Insieme senza muri» dello scorso mese a cui hanno partecipato circa 100mila persone. «Più che una manifestazione, vedo l’idea di trovare un’altra formula per ricordare il tema e per essere assieme», sottolinea Sala, che in merito all’organizzazione di un’altra marcia in tempi brevi in città risponde: «Non ne sono al corrente».

Giuseppe Sala mette in chiaro che chi nella sua giunta ha «legittime» ambizioni politiche nazionali o regionali deve lasciare Palazzo Marino prima del voto. «Io non voglio fermare nessuno nelle legittime ambizioni di tutti. Non ritengo che ci sarà un grandissimo rimpasto, ma le regole sono chiare: se qualcuno decide di percorrere un’altra via, più che legittimamente, deve lasciare il giorno stesso la giunta perché la cosa che non posso permettere è che Milano abbia la sensazione di una giunta disattenta», ha affermato il sindaco di Milano, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano delle ricostruzioni di stampa in merito alle ambizioni di alcuni assessori. «In ogni caso sceglierò come ho sempre fatto con la mia testa come ricostruire la giunta, però onestamente non mi aspetto una grande migrazione. Chi si candida deve lasciare immediatamente per rispetto della città», ha concluso parlando al termine della cerimonia dell’alzabandiera in occasione della Festa della Repubblica.

Come sempre il 2 giugno, porte aperte a Palazzo Marino dalle 10 alle 20. In mattinata il sindaco ha ricevuto personalmente i cittadini nel suo studio e ha scherzato raccontando aneddoti come quello del «tavolo della cimice». Oltre 5mila sono state le persone che hanno visitato la sede del Comune. Il tour, percorribile liberamente o al seguito di guide esperte, si snodava tra il piano terra – con le sale Arazzi, Trinità, Resurrezione e Alessi -, i luoghi del Consiglio Comunale – sala Urbanistica, sala Gialla, sala Marra, lo spazio dove si riunisce l’Assemblea cittadina e il cortile d’onore – e il primo piano: qui i visitatori si sono mossi tra il loggiato, la sala dell’Orologio, l’ufficio del sindaco e la sala Giunta. Ad accoglierli anche il primo cittadino, Giuseppe Sala, che ha stretto la mano ai numerosi visitatori e li ha affiancati per gli immancabili selfie. Grande affluenza soprattutto in occasione dei due momenti musicali organizzati all’interno del cortile d’onore: alle 15.30 si è esibita la Banda della Polizia locale di Milano `Cordialis Rigoris´, mentre alle 17.30 è stata la volta della Civica Orchestra di Fiati.

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