2 giugno, la festa degli italiani

2 giugno, la festa degli italiani

2 giugno, la festa degli italiani
2 giugno, la festa degli italiani

L’avete chiesto a Google, vi rispondiamo noi: nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946 gli italiani si pronunciarono per la Repubblica, 12 milioni di voti contro i 10 per la monarchia, ed elessero i deputati che l’anno dopo avrebbero approvato la nuova Costituzione al posto dello Statuto Albertino

L’Italia come Stato unitario nacque nel 1861 nella forma di un Regno sotto il re Vittorio Emanuele II, in piena continuità con il Piemonte sabaudo: infatti ne conservò la Costituzione, lo Statuto Albertino del 1848 (detto così perché concesso dal re Carlo Alberto). Invece l’Italia come Repubblica, quella in cui viviamo oggi, nacque il 2 giugno 1946, quando si sciolse il nodo istituzionale rimasto aperto dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Il 25 luglio 1943 il fascismo, logorato dalle sconfitte militari, era caduto per una crisi interna cui seguì l’intervento del re. Vittorio Emanuele III fece arrestare Benito Mussolini e lo sostituì con Pietro Badoglio, che però non seppe gestire l’uscita dal conflitto. All’armistizio seguì la catastrofe dell’8 settembre e ci ritrovammo divisi in due: a Nord di Cassino comandavano i tedeschi, a Sud gli anglo-americani. Ma la continuità formale dello Stato era garantita dal re e da Badoglio, fuggiti da Roma per andare a costituire il precario «Regno del Sud».

Poi i partiti antifascisti del Comitato di liberazione nazionale divennero protagonisti della Resistenza contro i tedeschi e i loro alleati fascisti. Quelle forze erano perlopiù ostili alla monarchia, che per vent’anni era stata complice di Mussolini, ma accettarono che i conti venissero fatti dopo la guerra. Si decise che la forma dello Stato (monarchia o repubblica) sarebbe stata decisa in un referendum da tenere assieme alle elezioni per l’Assemblea Costituente

Questo avvenne il 2 giugno 1946: gli italiani si pronunciarono per la Repubblica, 12 milioni di voti contro 10 per la monarchia, ed elessero i deputati che l’anno dopo avrebbero approvato la nuova Costituzione al posto dello Statuto Albertino. Quindi festeggiamo quella data perché rappresenta a tutti gli effetti il compleanno della nostra democrazia.

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