Mi sono sposato

Mi sono sposato
Mi sono sposato
Io e il mio consorte

L’altro-ieri, dopo quasi 40 anni di vita (finalmente!) mi sono sposato. Non sono un fan del matrimonio a prescindere come potrebbe sembrare da questa prima frase, ma sono contento di averlo fatto con la persona giusta; che mi accompagnerà per tutta la seconda parte della mia vita.

Io Luca lo conosco da quasi due anni e da allora le nostre vite sono cambiate molto. Ci siamo uniti sempre più ed abbiamo smussato i nostri caratteri. Lui è una persona solare, con molta voglia di fare e che si fa volere bene da tutti. Io sono più riflessivo, più metodico. Lui un pasticcione, io fin troppo perfezionista. Questi tre mesi di preparazione dell’evento sono stati come la nostra relazione: un’unione di intenti, di compromessi, di bene (nel senso di sentimento). L’idea dello sposarsi è nata man mano che la legge sulle unioni civili andava avanti. Quando è stata approvata, ho voluto ancora aspettare perchè venivo da una situazione lavorativa precaria e volevo buttarmi letteralmente tutto alle spalle. Poi, col nuovo anno e la fine di una storia di diciassette anni di lavoro notturno ininterrotto e a tempo indeterminato in una agenzia di rassegne stampa (oltre venti totali) mi sono ritrovato senza lavoro e a reinventarmi. Lo sto ancora facendo.

Ho voluto sposare Luca perchè sono tanto felice con lui e perché credo che assieme a lui e ai nostri bimbi Maverick e Margot formiamo una famiglia felice e perchè credo che nonostante le difficoltà della vita riusciremo a renderci felici l’un l’altro. Dei mesi dei preparativi ricorderò molte cose perchè è stato un periodo molto intenso. Ricorderò l’infinita scelta di abiti da cerimonia simili tra loro e di colore azzurro uno e arancione l’altro (poi lui trovava sempre abiti meravigliosi e io sempre abiti da carnevale); inevitabile che si sia raggiunto un compromesso sui colori bluette e rosso. Ricorderò l’infinita ricerca della location per il pranzo di nozze. Ultimata per ben due volte con esito positivo (il proprietario della prima location è morto il giorno prima di Pasqua ributtandoci in alto mare nei preparativi). Ricorderò la scelta delle bomboniere e il mio insistere incessante per i pinguini (gli industriali della bomboniera quest’anno si sono interessati persino al riccio; ma il pinguino proprio non li aggrada). Sulle partecipazioni è un capitolo a parte. Avevamo fin dal principio pensato di invitare poche persone; sia per la nostra situazione economica, sia perchè gradiamo più una bella festa con persone a cui vogliamo davvero bene; che quelle mega feste a cui gli invitati devono mettere il cartellino per dimostrare di essere stati presenti. Mi dispiace molto per l’assenza di mia suocera, bloccata in ospedale da settimane, a cui va tutto il mio affetto. Mi dispiace per l’assenza di mia zia. Anche lei malata; di cui sono affezionatissimo dall’infanzia. Anche se non presente, si è informata con telefonate, a più riprese chiedendo se tutto stava andando bene. Alcuni invitati mi hanno chiesto se era la stessa zia che chiamava tutte le volte. Eh si, era sempre la stessa mia zia che mi vuole tanto bene. Un affetto sconfinato e ricambiato. Non mi dispiace per l’assenza di mia madre; perchè se un genitore non vuole andare al matrimonio di suo figlio e se ne è stato assente per tutta la sua vita; allora non merita attenzione. Non mi dispiace per l’assenza di mia sorella; perchè si trincera dietro le scelte di mia madre per non esprimere davvero le sue. Non mi dispiace per l’assenza di mio fratello; perchè nonostante io abbia dato tutto me stesso nel cercare di costruire un rapporto con lui, mi cerca solo quando ne ha bisogno. Mi dispiace, questo si, per il suo modo sbandato di vivere e per il suo avercela con il mondo. Ma delle offese non mi curo, quelle le ho già dimenticate.

La festa è stata bellissima e non stò parlando, tanto, del festeggiamento nella sua interezza; ma proprio di ogni suo aspetto. Vi può sembrare di un giudizio entusiasta di un novello sposino; ma chi mi conosce sa che quando c’è qualcosa che secondo me non va non perdo occasione di farlo notare. In ogni occasione. La mattina, quando mi sono svegliato, avevo un senso di beatitudine che mi ha accompagnato per tutta la giornata. Io e Luca eravamo già svegli alle sette e alle dieci quando sono venuti i primi invitati a casa nostra eravamo già pronti di tutto punto. Prima però c’erano le ultime cose da sbrigare. Portare Maverick e Margot a fare la passeggiata; pagare il ristorante ecc. Il mio cuore è pieno di gratitudine per tutte le persone che ci hanno dato una mano a rendere il nostro matrimonio unico. A Vania, a Gisella (che hanno pensato anche ad addobbi e decorazioni); a Veronica e a Mauro (i fotografi del gruppo); a Marco (che con Gisella) ha pensato alla nostra colonna sonora; a Federica (con Vania) splendida testimone); a Davila e Rossella che sono contento di aver rivisto dopo tanto tempo. Il mia gioia diventa massima, oltre che per Luca, anche per come hanno reagito i miei canini. Margot era emozionatissima alla cerimonia. Di solito è composta e quando il cibo non è parte in causa è gestibilissima. Ma durante la cerimonia continuava a muoversi, a ululare (non molto forte per fortuna). Maverick, invece ha mostrato la sua sensibilità a suo modo. Maverick ci ha abituato ai suoi sorrisoni per esternare la sua felicità. All’entrata del Comune e anche durante il pranzo sono stati immortalati dei suoi sorrosoni da repertorio.

La cerimonia è iniziata alle 11.00 come prefissato ed è stata corta, ma intensa. Mi sono emozionato quando la mia testimone (Vania) ha recitato una poesia. Luca ha pianto direttamente. Dopo abbiamo girato il mercatino di Bresso per farlo vedere alle senesi. Cosa che ha fatto in modo di farci arrivare in ritardo al pranzo; che dovendo iniziare alle 12,30, è iniziato solo alle 13.00. Sono stato molto contento, anche, del pranzo; location che si è rivelata azzeccatissima. Abbiamo mangiato beatamente e anche fatto karaoke a squarciagola. Ci siamo davvero divertiti. Il pranzo, iniziato alle 13.00, è finito solo alle 17.00. Era previsto che andassimo al Parco delle Cave per farci delle foto; ma si era fatto parecchio tardi e abbiamo di comune accordo deciso di convergere sul laghetto del parco del Seveso. E’ stata comunque una bella idea e ci siamo comunque fatti le foto. Se non avessimo cambiato idea; saremmo arrivati alle Cave stressati e non è questo che volevamo. Poi ci sono stati i preparativi per la cena e alle 20,30 si è ricominciato a mangiare. Stavolta tutte cose fatte da me e da Luca. Mio marito è un cuoco e ci ha tenuto molto a sfoggiare il suo estro culinario; che comunque tutti conoscevano.

Volevo ringraziare tutti: per la vostra presenza, per i vostri regali, per il vostro affetto, per il vostro calore. Avete trasformato una bella giornata in una giornata indimenticabile. Vi porteremo per sempre nel cuore.

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