Esplosione al concerto di Ariana Grande

Esplosione al concerto di Ariana Grande

Esplosione al concerto di Ariana Grande
Esplosione al concerto di Ariana Grande

Un’esplosione, forse due, sono stati uditi al termine di un di un concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena. Scopiato il panico, la folla è corsa fuori dall’edificio, invadendo le strade e la vicina stazione metro. Il bilancio è di 22 morti confermati e 59 i feriti. Non è ancora chiaro se a provocare alcuni di quei decessi sia stata l’accalcarsi della folla verso le uscite. Secondo alcuni media, a scoppiare potrebbe essere stata una bomba “farcita di chiodi” e l’attentatore sarebbe morto nell’attentato. Le testimonianze sono però ancora confuse e poche sono le certezze. Qualcuno ha parlato di esplosioni, altri di rumore di spari.

Numerose persone risultano ancora disperse. Al momento dell’esplosione, gli spettatori presenti – tutti giovani e giovanissimi – si sono riversati fuori dal palazzetto, in preda al panico. La vicina stazione di Manchester Victoria è stata chiusa, i treni in transito sono stati deviati. Ad un certo momento è scattato l’allarme anche nei Cathedral Gardens, un giardino nei pressi dell’arena. Gli artificieri hanno fatto brillare un ordigno sospetto, poi rivelatosi solo un mucchio di abiti abbandonati.

La cantante pop Ariana Grande, che aveva appena concluso il concerto, su Twitter ha espresso tutto il suo shock per l’accaduto. Il primo ministro Theresa May, che ha sospeso la sua campagna elettorale, così come hanno fatto tutti gli altri candidati fino a nuovo ordine, ha spiegato che le autorità britanniche stanno “lavorando per chiarire tutti i dettagli di ciò che la polizia sta trattando come un orribile attacco terroristico”. La premier di Londra presiederà questa mattina una riunione del comitato Cobra di emergenza del governo, in risposta all’attacco, il più sanguinoso nel Regno Unito dagli attentati di Londra del 2005.

Da Betlemme, dopo un incontro con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato l’accaduto: “Tanti bei giovani innocenti sono stati uccisi da malvagi perdenti, non li chiamerò mostri, sono perdenti“. Immagini registrate da testimoni hanno mostrato scene di terrore, con urla e un fuggi fuggi generale, mentre polizia e mezzi di soccorso accorrevano in forze. Il Servizio ambulanze del Nordovest ha spiegato che 59 persone sono state trasportate in ospedale, mentre diversi altri feriti lievi sono stati trattati sul posto. La polizia inglese ha confermato che fra le vittime ci sono anche dei bambini.

L’Unità di crisi della Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Londra, dopo aver lavorato tutta la notte, hanno specificato che “al momento non risultano italiani coinvolti” nell’attentato. Il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni ha espresso via Twitter la solidarietà di tutto il popolo italiano: “L’Italia si unisce al popolo e al governo britannici. I nostri pensieri alle vittime dell’attacco di e alle loro famiglie” Anche Matteo Renzi non nasconde il suo sgomento: “Seminare la morte in un concerto, tra giovanissimi, mentre dovrebbe regnare la musica. Ciò che è accaduto a Manchester spezza il cuore. Una preghiera e un pensiero per le vittime e per quei genitori, per quelle famiglie devastate da un dolore che inizia oggi e non avrà più fine”.

Immancabile è stato anche lo sciacallaggio delle vittime da parte di alcuni professionisti dell’odio, come quel Matteo Salvini che, con i corpi delle vittima ancora caldi, si è attaccato ai social network per sostenere che lui sa con esattezza che cosa è accaduto e che che lui sa con assoluta certezza che sia colpa degli islamici. Immediato è stato anche il suo sostenere che esige «tolleranza zero, controlli a tappeto e l’uso della forza». Parlando poi di «guerra» e sostenendo che chi non è con lui sarebbe «complice» degli attentati, l’uomo pare dirigersi nel chiedere l’annullamento dei diritti umani per colpire sommariamente una intera popolazione nel come di quell’odio che contraddistingue la sua carriera politica. Fortunatamente è Enrico Mentana ad aver cercato di riportare un po’ di buonsenso con il suo osservare: «Quante certezze. Sapere già tutto, chi come e perché. A voi non interessano le vittime, vi appassionate all’assassino, sperando che caschi a fagioli con i vostri teoremi».

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