Vaccini obbligatori per nidi e materne. Ma Lorenzin incassa le maxi sanzioni per le elementari

Vaccini obbligatori per nidi e materne. Ma Lorenzin incassa le maxi sanzioni per le elementari

Vaccini obbligatori per nidi e materne. Ma Lorenzin incassa le maxi sanzioni per le elementari
Beatrice Lorenzin

A parole, è stata trovata una mediazione tra diritto alla salute e diritto all’istruzione. Nei fatti, ha sostanzialmente prevalso la linea Fedeli. Il tanto atteso decreto sull’obbligo dei vaccini vede finalmente la luce: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al testo ponendo fine al braccio di ferro tra il ministero dell’Istruzione e quello della Salute. “C’è soddisfazione da parte di tutti”, dicono dalla cerchia della titolare del Miur Valeria Fedeli. Soddisfazione maggiore, certo, a Viale Trastevere: il decreto prevede l’obbligo delle vaccinazioni per asili e materne, quindi per i bambini da zero a sei anni, pena l’esclusione del minore. Per le scuole elementari e medie, invece, sono previste sanzioni fino a 7500 euro per i genitori. Cifre non irrisorie, proprio come aveva chiesto la ministra dell’Istruzione, sollevando però le critiche di gran parte della comunità scientifica e, soprattutto, innescando uno scontro con il ministero della Salute.

Perché l’idea di Beatrice Lorenzin – ma anche del segretario del Pd Matteo Renzi che ha fatto dei vaccini un grimaldello nella sua strategia post-Congresso – era di estendere l’obbligo fino ai dieci anni. In questo modo i genitori che avessero iscritto il figlio alle elementari senza avere tutte le carte in regola, avrebbero trovato le porte dell’istituto scolastico chiuse. Il decreto approvato prevede invece l’obbligo per le scuole elementari, ma senza esclusione del minore in caso di mancate vaccinazioni.

Tuttavia al ministero della Salute possono rivendicare l’inasprimento delle sanzioni. Che non sono solo pecuniarie: i genitori rischiano anche la segnalazione ex articolo 330 del codice civile al tribunale dei minorenni, ovvero la revoca della potestà genitoriale, mentre per il direttore della scuola che non segnalasse alla Asl la presenza di un bimbo non vaccinato possono scattare “anche sanzioni penali”.

Il Partito democratico è sensibile sul tema. Un renziano di ferro come Andrea Marcucci festeggia “la prima vittoria di Renzi” sui vaccini. Poco dopo anche il segretario dem interviene su Facebook: “Molto bene il Governo sui vaccini. È un passo in avanti nella giusta direzione. La salute viene prima delle polemiche di parte”. Ma al Nazareno l’entusiasmo non è poi così tangibile: “È solo un primo passo”, smorzano, lasciando intendere che si tratta di una vittoria incompleta. L’intenzione era quella di lanciare un messaggio più forte, utile anche nella campagna elettorale permanente contro il Movimento 5 Stelle che sull’obbligatorietà dei vaccini ha espresso non pochi dubbi.

Così sia il premier Paolo Gentiloni sia la ministra della Salute Lorenzin, in conferenza stampa, pongono l’accento sulle sanzioni: “Sono importanti”, dice al termine del Cdm Lorenzin, “servono come deterrente e saranno dalle dieci alle trenta volte superiori a quelle già esistenti”. La titolare della Sanità spiega come funzioneranno: “Al momento dell’iscrizione bisognerà presentare il libretto delle vaccinazioni. Qualora il bambino non sia in regola, la scuola deve chiamare la Asl, la quale chiama a sua volta la famiglia. A quel punto, se non si decide di farlo vaccinare, la famiglia avrà una sanzione molto elevata. Il nostro obiettivo è rendere molto stringenti le segnalazioni da parte delle scuole”. Tuttavia è proprio sulle sanzioni che si stanno concentrando le limature al testo. Non a caso in conferenza stampa Lorenzin ha dichiarato che “alcune misure” del decreto sono state approvate “salvo intese: ci sono ancora dei nodi che tecnicamente stiamo cercando di risolvere”.

Nei fatti però la via d’uscita è stata trovata intorno alla formula doppia (esclusione fino a sei anni, inasprimento delle sanzioni dai sei in poi) che accontenta tutti, grazie alla mediazione del premier e della sottosegretaria Maria Elena Boschi. “Mi pare un punto di serietà e equilibrio, sia sul significato e sul valore della salute, sia sull’importanza dell’obbligo scolastico”, ha detto Fedeli.

Nel dettaglio, salgono a 12 i vaccini obbligatori cui i bambini dovranno essere sottoposti. Si tratta dei vaccini contro polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, emofilo b, meningococco b e c, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Si stanno mettendo a punto, ha riferito Lorenzin, “tutti gli accorgimenti tecnici per evitare difficoltà burocratiche alle famiglie e dare un percorso stringente a direzioni scolastiche e asl nell’applicazione della legge”.

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