En Marche! cambia nome e Valls lascia il Ps per il partito di Macron

En Marche! cambia nome e Valls lascia il Ps per il partito di Macron

En Marche! cambia nome e Valls lascia il Ps per il partito di Macron
Emmanuel Macron e Manuel Valls

“Emmanuel Macron si è dimesso dalla presidenza di En Marche! – che cambia nome – nel corso di una riunione straordinaria del nostro consiglio d’amministrazione”: lo ha annunciato il segretario generale del movimento, Richard Ferrand, in una conferenza stampa a Parigi. “Al suo posto – ha aggiunto – è stata designata ad interim Catherine Barbaroux”, una dei dirigenti del movimento. “Il primo atto della ricostruzione del nostro sistema politico si è concluso ieri con l’elezione di Emmanuel Macron alla presidenza della Repubblica. Il secondo sarà la costituzione di una maggioranza di cambiamento. E’ stato deciso che il movimento ‘En Marche!’ evolva e allarghi la sua base: ‘En Marche!’ diventerà ‘La Republique en Marche'”, ha annunciato il segretario generale del movimento fondato da Macron.

“E’ tempo di rifondare l’Europa per andare più lontano”. Il presidente eletto dalla Francia, Emmanuel Macron, affida a un videomessaggio pubblicato su twitter la sua dichiarazione di plauso e di sostegno ai 67 anni dal 9 maggio del 1950 quando l’allora ministro degli Esteri francese Schuman propose la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio. “Voglio che l’Europa sia degna delle promesse di ieri per realizzare le promesse di domani”, insiste il presidente che, garantisce, “non sarà mai seduto” e promette di rimettere in marcia anche la Ue e i suoi grandi valori di pace e libertà. Ma intanto, a due giorni dalla vittoria del presidente senza partiti, è la politica francese a essere in grande subbuglio. La fuga dal Partito socialista francese, fermo secondo i sondaggi ad appena il 9% dei consensi, è già iniziata. L’ex premier, Manuel Valls, ha confermato che, alle elezioni politiche dell’ 11 giugno non si presenterà con il Ps, ma riproporrà la sua candidatura sotto le insegne della lista del nuovo presidente, Emmanuel Macron, La Republique en marche. “Sarò candidato nella maggioranza presidenziale e desidero unirmi al nuovo movimento” ha rivelato l’ex primo ministro socialista in un’intervista alla radio Rtl. Valls ha anche invitato tutti “i deputati uscenti, progressisti, quanti hanno esortato a votare Macron prima del primo turno, quanti “auspicavano una sua vittoria”, a fare altrettanto.

“I vecchi partiti stanno morendo o sono morti”, ha detto ancora Valls.  “Il partito socialista è morto. Non i suoi valori e la sua storia, ma ormai è il passato. Tutti quelli che si riconoscono nel progetto riformista di Emmanuel Macron dovrebbero impegnarsi pienamente”, ha aggiunto. La Republique en marche è il movimento politico appena costituito da Macron sulla base della forza che lo ha portato a vincere le elezioni presidenziali domenica. Il nuovo movimento nasce con l’obiettivo di dare una maggioranza parlamentare al futuro presidente nell’Assemblea Nazionale, grazie alle elezioni di giugno; i nomi dei candidati nelle 577 circoscrizioni saranno annunciati giovedì e il neo presidente ha promesso che per metà saranno nomi nuovi della società civile e per metà politici con esperienza. Oltre all’accordo con il centrista Francois Bayrou, Macron sta facendo scouting non solo a sinistra, ma anche tra le personalità della destra moderata. La scossa del voto per l’Eliseo, infatti, ha avuto i suoi effetti anche nel campo neogollista, che cerca di recuperare consensi dopo la sconfitta di Francois Fillon.

Ma riuscire a saltare sul carro dei vincitori non è però un risultato scontato. Nella circoscrizione di Manuel Valls, ad esempio, è “già stata scelta una candidata” ha fatto sapere il comitato di En Marche. “L’investitura non è automatica” e sarà fatta in “totale indipendenza”, hanno aggiunto i responsabili del movimento di Macron.

Oltre al caso Valls, i socialisti sono dilaniati al loro interno. A rue Solferino, sede storica del Ps, si è tenuta una direzione drammatica. Il segretario socialista Jean-Christophe Cambadelis, arrivando alla riunione, ha chiarito che se Valls intende candidarsi con Macron è fuori e dovrà consegnare la tessera del partito. E dai vertici Ps arrivano anche un paio di altolà alle proposte di Macron: no all’approvazione per decreto della riforma del mercato del lavoro, la cosiddetta ‘Loi Travail’, e no alla cancellazione della patrimoniale sugli immobili. Nella piattaforma programmatica approvata nel pomeriggio dalla direzione, emerge anche la bocciatura di alcune proposte del candidato ufficiale del Ps alle presidenziali, Benoit Hamon, in particolare per quel che riguarda l’abbandono del nucleare.

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