Lavoro

Ddl lavoro autonomo approvato al Senato

Ddl lavoro autonomo approvato al Senato

Ddl lavoro autonomo approvato al Senato

Il Senato approva definitivamente (con 158 sì, 9 no e 45 astenuti) il ddl sul lavoro autonomo che prevede, per professionisti e partite Iva maggiori tutele sui pagamenti e in caso di malattie e infortuni, l’indennità strutturale di disoccupazione per i collaboratori, il riconoscimento dell’indennità di maternità per le lavoratrici, a prescindere dall’astensione dal lavoro e la partecipazione ai bandi di gara e agli appalti pubblici. La legge introduce misure dedicate allo smart working per il lavoratore autonomo.

“Oggi il percorso di riforma del lavoro definito nel Jobs Act si completa con un provvedimento innovativo e di grande importanza, che punta a sostenere e valorizzare il lavoro autonomo non imprenditoriale, attraverso un sistema di tutele specifiche, e a migliorare la qualità della vita dei lavoratori dipendenti, favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro”. È il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, a commentare l’approvazione definitiva, da parte del Senato, del disegno di legge sul lavoro autonomo non imprenditoriale e agile.

“Il riconoscimento del ruolo dei lavoratori autonomi, una realtà con un numero elevato di giovani e di donne -sottolinea il Ministro- passa per una serie di misure che prevedono più tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti, la deducibilità delle spese collegate all’attività professionale ed alla formazione, la possibilità di aggregarsi per accedere a bandi di gara nazionali ed internazionali”.

Di particolare significato, annota ancora Poletti, il riconoscimento dell’indennità di maternità a prescindere dall’effettiva astensione dal lavoro e l’aumento del congedo parentale da tre a sei mesi, fruibili entro i primi tre anni di vita del bambino: “una novità importante, considerando che un numero consistente di lavoratrici autonome abbandona la professione a seguito di una gravidanza”, spiega. Tutelata anche la disoccupazione dei collaboratori: “la Dis. Coll viene resa strutturale tra l’altro ampliando la platea dei beneficiari, che ora comprende anche gli assegnisti e i dottorandi di ricerca”.

Tra le altre norme, sottolinea ancora Poletti, la delega al Governo per consentire alle Casse di previdenza di diritto privato di attivare anche prestazioni sociali, finanziate da un’apposita contribuzione, destinate agli iscritti che hanno subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da una grave patologia. E non meno importanti, conclude, le misure dedicate al cosiddetto lavoro agile, “che definiscono strumenti innovativi per favorire una modalità di organizzazione del lavoro che da una parte risponde all’evoluzione del sistema produttivo e, dall’altra, permette una migliore conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi di vita”.

” Tutto questo, delineando un quadro di tutele dei lavoratori che vanno dal diritto ad un trattamento economico non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda, alle garanzie in tema di salute e sicurezza, all’assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali”., conclude.

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