Parlamento

Critiche alla legge sulla leggittima difesa

Critiche alla legge sulla leggittima difesa

Critiche alla legge sulla leggittima difesa

Al di là della questione notturna, alcuni hanno criticato la legge per via del suo spirito: aumentare la possibilità di difendersi. Lo scrittore Roberto Saviano, ad esempio, ha scritto su Facebook che i reati predatori sono in diminuzione e che l’attuale legge rappresenta solo un tentativo di conquistare voti sfruttando le paure spesso ingiustificate dei cittadini italiani. In realtà i furti in appartamento sono quasi raddoppiati nell’ultimo decennio e sono iniziati a diminuire leggermente soltanto negli ultimi due anni.

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha contestato la legge per le ragioni opposte a quelle di Saviano, sostenendo che non fa abbastanza per proteggere i cittadini che si difendono da un’aggressione. Salvini era presente nella tribuna degli spettatori durante l’approvazione della legge alla Camera e, a causa delle sue rumorose esternazioni, è stato allontanato dal palazzo. Salvini e la Lega Nord sostengono che chi si difende nella propria abitazione non dovrebbe nemmeno essere indagato. Per sostenere la loro tesi utilizzano lo slogan la “difesa è sempre legittima”. Nel tempo la Lega Nord ha presentato diverse proposte di legge per cercare di ottenere questo obiettivo, ma sembra difficile che possa riuscire a raggiungerlo, anche se avesse una maggioranza in grado di approvare le sue proposte. Quello che chiede Salvini, una sorta di “licenza di uccidere” all’interno delle proprie mura domestiche, viola la Convenzione europea dei diritti umani, un trattato internazionale sottoscritto dall’Italia, che stabilisce che è sempre reato uccidere qualcuno a meno che non sia in corso un’aggressione alla propria persona. In sostanza, Salvini vorrebbe dare il diritto di uccidere il ladro che sta scappando con la refurtiva, oppure quello che ci sta rubando la macchina in garage. Attualmente, questi comportamenti sono invece considerati “omicidio volontario” (o, al massimo, “eccesso di legittima difesa”) in tutta Europa, poiché non è consentito uccidere qualcuno per tutelare soltanto un bene materiale. In alcuni stati degli Stati Uniti, invece, sono in vigore leggi che, sostanzialmente, consentono di uccidere chiunque oltrepassi i confini di una proprietà. Sembra inoltre impossibile che Salvini possa riuscire a raggiungere l’altro obiettivo che ha dichiarato: trovare un modo legale di fare sì che chi uccide qualcuno in casa propria non venga nemmeno indagato. Come ha detto Tullio Padovani, professore di diritto penale presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: «Non è possibile formulare la norma in maniera tale da escludere l’intervento del giudice il quale verifichi che la condotta del soggetto che abbia agito per legittima difesa sia conforme a quanto previsto dalla legge». Anche negli stati americani con le leggi più permissive, qualsiasi omicidio, anche quelli per i casi più chiari di legittima difesa, porta inevitabilmente a un’indagine.

È difficile stabilire in maniera oggettiva se una legge sulla legittima difesa sia migliore rispetto a un’altra. Per la loro stessa natura, le leggi sulla legittima difesa devono bilanciare due diritti opposti: quello dell’aggredito, che ha diritto a difendersi, e quello dell’aggressore. La legge italiana è sostanzialmente in linea con quella di altri grandi paesi Europei, come Francia e Germania, dove per tradizione si cerca di bilanciare i diritti di aggressori e aggrediti. Giuliano Pisapia, avvocato ed ex sindaco di Milano, ha scritto alcuni mesi fa un articolo per spiegare come la legge sulla legittima difesa in Italia sia sostanzialmente equilibrata e non bisognosa di ulteriori modifiche. Non esistono statistiche o studi organici su come la magistratura affronta i casi di difesa più o meno legittima, ma tutti gli episodi divenuti famosi degli ultimi anni (dal benzinaio Graziano Stacchio al pensionato Francesco Sicignano) si sono quasi tutti conclusi con l’archiviazione o l’assoluzione di chi si è difeso. Esistono paesi dove le leggi tutelano in misura ancora maggiore chi si difende e gli Stati Uniti sono l’esempio solitamente più estremo citato in questi casi.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...