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Isis: Gentiloni in Kuwait, sconfiggere mito sanguinario

Isis: Gentiloni in Kuwait, sconfiggere mito sanguinario

Paolo Gerntiloni

Una missione blitz in Kuwait per rafforzare la cooperazione tra il nostro Paese e l’emirato con l’impegno ribadito in favore della stabilità regionale. Il premier Paolo Gentiloni oggi in Kuwait ha incontrato le autorità istituzionali del Paese, l’emiro Sabah al-Ahmad ed il principe ereditario Nawaf Al-Ahmad insieme ad una delegazione dei ministri dell’emirato. Gli scambi commerciali tra Italia e Kuwait sono molto cresciuti negli ultimi anni grazie soprattutto alla maxi-scommessa, vinta lo scorso anno da Leonardo Finmeccanica, per la fornitura di 28 caccia Eurofighter Typhoon nell’arco di venti anni e per un valore complessivo tra i 7 e gli 8 miliardi di euro. Con l’emiro Gentiloni ha anche affrontato il tema della stabilità della regione in ottica della guerra allo Stato Islamico. Ed è proprio per ringraziare l’impegno italiano nella regione («siamo il secondo contingente per numero in Iraq, come mi ha ricordato anche Trump», ha detto il premier) nel pomeriggio Gentiloni ha fatto visita al nostro contingente di stanza nella regione per svolgere attività di supporto alla coalizione anti-Isis. «L’Italia – ha detto il presidente del consiglio – considera il lavoro che fate di importanza straordinaria per contribuire non solo ad un interesse strategico ma direttamente legato alla sicurezza del nostro Paese».

L’ex ministro degli Esteri ha riconosciuto che la sconfitta del Daesh a Mosul, in Iraq, «è sempre più vicina e potrebbe arrivare nei prossimi mesi» ma non è ancora realizzata. E, ha incalzato, «sconfiggere Daesh a Mosul, come a Raqqa, avrà un’importanza simbolica e psicologica fondamentale non perché cancellerà la minaccia terroristica che sappiamo potrebbe ripresentarsi in altri modi ma farà venire meno il mito di una sorta di invincibilità dello Stato Islamico, un mito sanguinario attorno al quale attraverso Internet si alimentano le azioni di macabra violenza di gruppi e singoli in giro per l’Europa ed il mondo».

Una missione blitz in Kuwait per rafforzare la cooperazione tra il nostro Paese e l’emirato con l’impegno ribadito in favore della stabilità regionale. Il premier Paolo Gentiloni oggi in Kuwait ha incontrato le autorità istituzionali del Paese, l’emiro Sabah al-Ahmad ed il principe ereditario Nawaf Al-Ahmad insieme ad una delegazione dei ministri dell’emirato. Gli scambi commerciali tra Italia e Kuwait sono molto cresciuti negli ultimi anni grazie soprattutto alla maxi-scommessa, vinta lo scorso anno da Leonardo Finmeccanica, per la fornitura di 28 caccia Eurofighter Typhoon nell’arco di venti anni e per un valore complessivo tra i 7 e gli 8 miliardi di euro. Con l’emiro Gentiloni ha anche affrontato il tema della stabilità della regione in ottica della guerra allo Stato Islamico. Ed è proprio per ringraziare l’impegno italiano nella regione («siamo il secondo contingente per numero in Iraq, come mi ha ricordato anche Trump», ha detto il premier) nel pomeriggio Gentiloni ha fatto visita al nostro contingente di stanza nella regione per svolgere attività di supporto alla coalizione anti-Isis. «L’Italia – ha detto il presidente del consiglio – considera il lavoro che fate di importanza straordinaria per contribuire non solo ad un interesse strategico ma direttamente legato alla sicurezza del nostro Paese».

L’ex ministro degli Esteri ha riconosciuto che la sconfitta del Daesh a Mosul, in Iraq, «è sempre più vicina e potrebbe arrivare nei prossimi mesi» ma non è ancora realizzata. E, ha incalzato, «sconfiggere Daesh a Mosul, come a Raqqa, avrà un’importanza simbolica e psicologica fondamentale non perché cancellerà la minaccia terroristica che sappiamo potrebbe ripresentarsi in altri modi ma farà venire meno il mito di una sorta di invincibilità dello Stato Islamico, un mito sanguinario attorno al quale attraverso Internet si alimentano le azioni di macabra violenza di gruppi e singoli in giro per l’Europa ed il mondo». «La vostra forza armata – ha sottolineato il presidente del Consiglio – dà un contributo essenziale alla pace e alla sicurezza e non c’è niente di più bello per voi di sentirsene orgogliosi come sicuramente è molto bello per un presidente del consiglio essere qui a riconoscervelo».

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