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Migranti-Ong, scoppia la lite tra Alfano e Orlando. Grasso contro Di Maio

Migranti-Ong, scoppia la lite tra Alfano e Orlando. Grasso contro Di Maio

Migranti-Ong, scoppia la lite tra Alfano e Orlando. Grasso contro Di Maio

La presunta collusione fra alcune organizzazioni non governative e il traffico di migranti denunciata dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, è sfociata in uno scontro nel governo. Da Bruxelles, dove era impegnato per il vertice Ue, è intervenuto il premier Gentiloni: “Se ci sono da parte della magistratura informazioni attendibili e credibili, non sarà certo il governo a contrastarle” ma questo va distinto dal fatto che “l’attività delle organizzazioni di volontariato è preziosa e benvenuta”. Mentre da Taormina, il ministro degli Esteri Alfano dichiarava il suo incondizionato sostegno al procuratore. “Zuccaro non ha sparato su tutte le Ong. Ha ragione al cento per cento, ha posto una questione vera, occorre andare fino in fondo- ha detto da Taormina, dove era impegnato in sopralluoghi in vista del G7, “sono degli ipocriti e dei sepolcri un po’ imbiancati tutti quelli che si indignano a comando.  Cioè, se i magistrati dicono delle cose che a loro piacciono, allora i magistrati possono parlare; se dicono cose che a loro non piacciono, i magistrati devono stare zitti”. E ancora: Come fanno alcune Ong, e non tutte a spendere tutti questi soldi solo con i finanziamenti dei sostenitori? Boh, vediamo. Bisognerà accertarlo”. Parole che non sono piaciute al Guardasigilli Orlando che, pur ribadendo di voler sostenere le indagini di Zuccaro, lo ha invitato a parlare con “atti giudiziari”: “Non credo si debbano sostenere le tesi del procuratore di Catania, bisogna sostenere le inchieste del procuratore di Catania e sulla base di queste trarre delle conclusioni. Se Alfano è convinto che abbia ragione nel descrivere quel quadro di insieme che il procuratore indica, e che io non sono in grado di confutare, non essendomi occupato del tema, c’è da chiedersi perché non se ne è accorto quando faceva il ministro dell’Interno. Probabilmente è una distrazione di Alfano”. Immediata la replica del titolare della Farnesina. “Non cercavo la polemica col collega Orlando e mi sorprende la sua dichiarazione. Ho difeso il procuratore. Ho fatto la dichiarazione che avrebbe dovuto fare il Guardasigilli Orlando se non fosse assente da via Arenula” perché “in campagna elettorale permanente”.

Nelle stesse ore, via Facebook, si consumava il botta e risposta tra il presidente del Senato, Piero Grasso, e Luigi Di Maio. “Bisogna parlare delle indagini quando sono concluse non quando sono in corso” dice Grasso, bacchettando il procuratore di Catania, e il M5S coglie l’occasione per rilanciare. “Perché la politica sta attaccando Zuccaro? Forse perché sta indagando sul Cara di Mineo? Il serbatoio di voti dei partiti siciliani e non solo” posta Di Maio, secondo il quale Grasso e Boldrini “dovrebbero essere al di sopra delle parti e invece hanno deciso di prendere parte alla fiera dell’ipocrisia sulle Ong”. Pronta la replica del presidente del Senato: “Caro Luigi, sei giovane, ma faresti bene a ricordarti che a tutte le età si può e deve imparare. Hai già dimostrato più volte di avere grosse lacune in storia, geografia e diritto: qualche lezione ti sarebbe utile”. Controreplica Di Maio: “Caro Grasso, io non smetto mai di imparare nella vita, ma dal suo partito che prendeva soldi dal business degli immigrati non ho proprio nulla da apprendere”.

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