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Lenin Moreno presidente dell’Ecuador.

Lenin Moreno presidente dell'Ecuador.

Lenin Moreno

Notte di tensione in Ecuador. Il candidato governativo Lenin Moreno ha vinto il ballottaggio presidenziale secondo i risultati resi noti dalle autorità elettorali del paese, esito che è però stato subito contestato dal candidato dell’opposizione, Guillermo Lasso. Scrutinato il 94,44% dei voti, Moreno – ex vicepresidente del governo socialista di Rafael Correa – ha raggiunto il 51,07% dei voti a fronte del 48,93% dell’ex banchiere Lasso, secondo i risultati resi noti dal Consiglio nazionale elettorale (Cne).

Poco dopo, durante una conferenza stampa nella notte, Lasso ha annunciato di voler impugnare tali risultati. “Il mio staff sta lavorando per presentare una serie di obiezioni. Ho parlato con il segretario generale dell’Organizzazione degli stati americani”, ha aggiunto Lasso, precisando che intende “difendere la volontà del popolo di fronte ad un broglio” elettorale che potrebbe lasciare il paese nelle mani “di un governo illegittimo”. Subito dopo la chiusura delle urne, prima della comunicazione del Cne, entrambi i candidati si erano dichiarati vincitori sulla base dei dati diffusi da due exit poll, che avevano indicato risultati diversi, uno a favore di Moreno l’altro di Lasso.

“Continueremo la politica che ha cambiato la vita degli ecuadoregni, soprattutto nelle città più povere”. L’esito del voto ha una ricaduta importante anche per il destino di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks riparato dal 2012 nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Lasso ha spesso minacciato che se diventerà presidente lo caccerà via da lì, per consegnarlo alle autorità britanniche. Per il momento Assange, che ieri aveva ringraziato Moreno per il sostegno, può tirare un sospiro di sollievo.

Perché Moreno è da tanto tempo, il primo presidente eletto che guarderà il proprio popolo da una sedia a rotelle. L’ultimo fu Franklin Delano Roosevelt, per la prima volta a capo degli Stati Uniti nel 1933, affetto da una grave forma di poliomielite.

Moreno ha perso la funzionalità delle gambe nel 1998, dopo aver subito una rapina, e da lì – affrontata una lunga convalescenza – ha iniziato a essere protagonista in prima persona nella battaglia per i diritti dei disabili, fino a venire nominato inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla disabilità e l’accessibilità.

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