Dl abolizione voucher approvato alla Camera

Dl abolizione voucher approvato alla Camera

Dl abolizione voucher approvato alla Camera
Dl abolizione voucher approvato alla Camera

L’aula della Camera ha approvato il decreto legge recante disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti, con 232 sì, 52 no e 68 astenuti. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. La notizia è accolta da un lungo applauso nel presidio Cgil a Montecitorio, dal quale arriva il messaggio che il sindacato continuerà a vigilare anche nel passaggio conclusivo a Palazzo Madama. “Abbiamo vinto il primo round, ma non smobilitiamo”, fa sapere il leader della confederazione Susanna Camusso. giungendo al sit-in: “Abolire i voucher – aggiunge – è un fatto di democrazia. La politica si preoccupi di contrastare il lavoro nero”.

“Con il voto di oggi alla Camera facciamo un primo decisivo passo per cambiare, per cambiare davvero il lavoro e il Paese”. È quanto si legge in una nota della Cgil dopo il via libera di Montecitorio. “Ora – prosegue la confederazione – ci auguriamo che il decreto venga rapidamente approvato dal Senato, così che si possano finalmente archiviare strumenti sbagliati che hanno creato solo precarietà, favorito il lavoro nero e sottopagato, discriminato i lavoratori. #Finoallalegge, passo dopo passo – conclude la Cgil – terremo alta l’attenzione per costruire tutta un’altra Italia”.

Il passo successivo riguarderà la Carta dei diritti, come sottolinea la segretaria confederale Tania Scacchetti dal palco allestito davanti alla Camera. L’obiettivo è ambizioso: dare all’Italia una nuova legge in cui i diritti siano in capo alla persona e non alla tipologia contrattuale. “Non è ancora vicino, non ce l’abbiamo a portata di mano, ma il grande risultato è che ora il Paese ha ricominciato a parlare di lavoro, nel vero senso del termine. Ci si interroga sul lavoro nero, sulla disoccupazione dei giovani. Al dibattito politico, insomma, abbiamo imposto il tema del lavoro: merito della campagna e delle tante persone che si sono mobilitate e hanno raccolto le firme”.

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