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Terzo decreto terremoto

Terzo decreto terremoto

Terzo decreto terremoto

Progettazione degli interventi di ricostruzione con procedura negoziata, nessun tetto alla compilazione delle schede Aedes, nuove norme per i direttori dei lavori e 8 per mille ai beni culturali. Questi i principali contenuti della Legge di conversione del DL 8/2017, approvata lo scorso 5 aprile dal Senato con voto di fiducia, che aggiorna, chiarisce e rafforza quanto già disposto nei due provvedimenti precedenti.

La progettazione degli interventi di ricostruzione delle opere pubbliche sarà eseguita dal personale interno alle Pubbliche Amministrazioni. In mancanza di professionisti qualificati e per importi fino a 209 mila euro (soglia comunitaria prevista dal Codice Appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura da parte delle amministrazioni sub-centrali), si potrà procedere con procedura negoziata, invitando almeno cinque professionisti iscritti nell’elenco speciale tenuto dal Commissario straordinario alla ricostruzione, come previsto dall’articolo 34 del DL 189/2016.

La pianificazione urbanistica degli interventi di ricostruzione sarà curata dai Comuni e non dagli Uffici speciali per la ricostruzione. I Comuni potranno sempre chiedere la collaborazione degli Uffici speciali. Tra i soggetti che possono iscriversi all’elenco speciale non ci sono solo i professionisti, in forma singola o associata, ma anche le società di ingegneria. Anche gli impianti potranno accedere al contributo del 100% per la ricostruzione, finora riconosciuto solo alle strutture e alle finiture interne ed esterne.

Si tratta dei contributi introdotti con il primo decreto “Terremoto” (DL 189/2016), cioè contributo del 100% dei costi per la ricostruzione di prime e seconde case all’interno del cratere, contributo del 100% per le prime case e per le seconde case situate nei centri storici e nei borghi fuori dal cratere, contributo del 50% in tutti gli altri casi fuori dal cratere. Confermate le norme d’incompatibilità per il direttore dei lavori: per evitare il conflitto di interessi, i professionisti che abbiano avuto rapporti con le imprese coinvolte nella ricostruzione non potranno ricoprire il ruolo di direttore dei lavori.

Al fine di garantire il più elevato standard professionale nella predisposizione delle schede AeDES e di consentire l’abilitazione di nuovi tecnici, il Dipartimento della Protezione Civile di promuoverà corsi di formazione gratuiti, anche con modalità di formazione a distanza. Non è previsto alcun tetto massimo agli incarichi professionali per la compilazione della scheda AeDES. Per la ricostruzione delle scuole danneggiate dai terremoti che, a partire dal 24 agosto 2016 hanno devastato il Centro Italia, si opterà per l’appalto integrato sulla base del progetto definitivo; per l’aggiudicazione si utilizzerà la trattativa privata invitando almeno 5 imprese. Per le modalità di ricostruzione e i procedimenti da seguire bisogna rifarsi all’Ordinanza 18/2017 che stabilisce nel dettaglio: la localizzazione degli edifici, le procedure per la scelta del contraente, l’esecuzione del contratto e le attività di controllo. Inoltre, entro il 31 agosto 2018 ogni immobile adibito ad uso scolastico, situato nelle zone sismiche 1 e 2 nei comuni del cratere del sisma, dovrà essere sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica.

Per 10 anni la quota dello Stato dell’8permille Irpef sarà destinata alla ricostruzione dei beni culturali danneggiati dal sisma. Secondo le stime de Governo, si tratta di circa 150 o 200 milioni di euro all’anno, quindi 2 miliardi in dieci anni, che consentiranno la ricostruzione e riparazione degli oltre milleduecento luoghi culturali distrutti.

Casa Italia diventa un dipartimento di Palazzo Chigi che si occuperà della sicurezza delle aree urbane e dell’efficientamento energetico degli edifici. Il suo obiettivo sarà ottimizzare gli strumenti volti alla valorizzazione del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo, in riferimento alla sicurezza e all’efficienza energetica.

Sono aumentati i Comuni inseriti nel cratere del sisma che possono usufruire di aiuti per la ricostruzione e il riavvio delle imprese. Per il monitoraggio della sequenza sismica nel cratere e la redazione della cartografia geologica e geotematica delle aree, saranno erogati un milione di euro per il 2017, 3 milioni per il 2018 e 4 milioni per il 2019.

Sul fronte del sostegno alle imprese, sono stati stanziati 23 milioni di euro per il 2017 al fine di favorire la ripresa produttiva delle imprese (settore turistico, dei servizi connessi, dei pubblici esercizi e del commercio e artigianato) che hanno subito una riduzione del fatturato annuo di almeno il 40% rispetto all’anno precedente a causa del sisma.

La Rete Professioni Tecniche (RPT) esprime soddisfazione per il recepimento delle proposte avanzate dalla Rete come: l’affidamento degli incarichi da parte dei Comuni a professionisti iscritti agli Ordini e Collegi; rapporti fra il direttore dei lavori e le imprese invitate a partecipare alla selezione per l’affidamento dei lavori; modalità di riconoscimento del compenso dovuto al professionista qualora l’edificio sia classificato come agibile secondo la procedura AeDES; standard professionali nella predisposizione delle schede AeDES; gratuità dei corsi di formazione AeDES; alienazione degli immobili situati nei Comuni colpiti dagli eventi sismici.

Non è stata, invece, recepita la proposta della RPT riguardante i professionisti volontari che si occupano dei sopralluoghi di agibilità degli edifici, finalizzata all’introduzione di una indennità fissa giornaliera, calcolata forfettariamente sul reddito medio di categoria. Su questo punto si è sviluppata una discussione dai profili giuridici particolarmente controversi.

A questo proposito, la Rete ha provveduto ad avviare un immediato confronto con il Dipartimento della Protezione Civile, al fine di sviluppare una proposta legislativa condivisa che superi alcuni scogli tecnico-normativi, e metta ordine nella disciplina dei professionisti volontari, in modo da agevolare le procedure di intervento, di rimborso delle spese e di indennizzo per il mancato guadagno.

In occasione di una riunione dei Consigli Nazionali degli Ingegneri, degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e dei Geometri, e dell’IPE (associazione degli ingegneri per la prevenzione e le emergenze) sono stati presentati alcuni numeri che hanno sottolineato l’impegno dei tecnici nelle verifiche post sisma.

Nel periodo che va dai giorni successivi al sisma alla fine di febbraio sono stati impiegati, ciascuno per almeno sette giorni di attività, ben 6655 professionisti tecnici (3133 ingegneri, 2677 geometri e 845 architetti) impegnati nella redazione delle schede AeDES e FAST.

Più di 730 geometri e 250 ingegneri sono stati impegnati nel data entry (digitalizzazione informatica delle schede validate) e nella verifica delle schede stesse. 600 professionisti, tra geometri e ingegneri, sono stati impegnati nei comuni nell’attività di supporto alla Pubblica Amministrazione.

All’esito dei dati informatizzati risulta che, alla data del 31 marzo 2017, sono state redatte ben 154.963 schede (di cui 55716 AEDES e 99.250 FAST). Il 45% circa di queste schede è stato prodotto dagli ingegneri, il 35% dai geometri e il 20% dagli architetti. I tecnici liberi professionisti, messi a disposizione e coordinati dalle rappresentanze ordinistiche, hanno già garantito oltre il 70% dell’intera attività di verifica.

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