Dl migranti, sì del Senato

Dl migranti, sì del Senato

Dl migranti, sì del Senato
Dl migranti, sì del Senato

Mattinata intensa sul fronte parlamentare alla voce migranti. L’Aula del Senato ha infatti approvato la fiducia (145 sì, 107 no e un astenuto) chiesta dal Governo sul maxi-emendamento interamente sostitutivo del decreto legge “Minniti” sul controllo dell’immigrazione. Quasi in contemporanea, l’altro ramo ha invece varato definitivamente (375 a favore, 13 voti contrari della Lega e 41 astenuti, tra cui FI e FdI) le norme destinate a proteggere i minori stranieri non accompagnati: una volta in vigore, bimbi e ragazzi minorenni che approdano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti ma avranno gli stessi diritti dei loro coetanei Ue.

A stretto giro, con un tweet, il premier Paolo Gentiloni sottolinea la soddisfazione di Palazzo Chigi per il via lbera alle norme sull’accoglienza dei piccoli rifugiati giunti in Italia senza genitori: «Il Parlamento ha approvato la legge per i minori stranieri non accompagnati. Una scelta di civiltà per la tutela e l’integrazione dei più deboli». Per l’Unicef, in prima linea nel richiedere una normativa ad hoc per i bimbi stranieri, l’approvazione definitiva della legge costituisce «un importante passo avanti per i bambini migranti e rifugiati che sono fuggiti da situazioni invivibili e arrivati in Italia pieni di speranza per un futuro. Il presidente di Unicef Italia, Giacomo Guerrera, ricorda i numeri del problema: solo nel 2016, sono arrivati nel nostro paese 25.850 bambini e adolescenti non accompagnati, più del doppio rispetto ai 12.360 del 2015, il 91% di tutti i 28.200 minorenni che hanno raggiunto l’Italia.

Molte le novità contenute nei 23 articoli che compongono il decreto legge 13/2017 con «Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale e il contrasto dell’immigrazione illegale». Il provvedimento – approvato in prima lettura ed ora all’attenzione della Camera, che dovrà approvarlo entro il 18 aprile – prevede per esempio l’istituzione nei tribunali di 26 sezioni specializzate (da 14 della versione inziale) in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione di cittadini dell’Ue, con il compito di ridurre i tempi delle procedure per la richiesta dello status di rifugiato. Il decreto ne definisce composizione, competenza per materia territoriale.

Il decreto “Minniti” prevede anche misure per accelerare le procedure di identificazione e di definizione della posizione giuridica di cittadini extra Ue nonché misure per contrastare l’immigrazione illegale e il traffico di migranti. La decisione finale sul ricorso contro il diniego della richiesta d’asilo sarà invece collegiale anziché monocratica (fermo restando la trattazione monocratica). Il richiedente, inoltre, potrà presentare istanza motivata di essere ascoltato dal giudice. Previsto, infine, l’accesso, senza previa autorizzazione, ai Centri di permanenza per i rimpatri per gli stessi soggetti ammessi a visitare gli istituti penitenziari. Il testo stanzia poi 2,5 milioni di euro per il 2017 e 5 milioni a partire dal 2018 per l’invio di carabinieri presso le ambasciate e gli uffici consolari negli Stati africani da cui originano o transitano i flussi migratori. Questo per far fronte alle esigenze di sicurezza derivanti dall’apertura di nuove sedi diplomatiche come quelle in Niger e Guinea o la riapertura dell’ambasciata di Tripoli.

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