Centrosinistra

Congresso Sinistra Italiana, Fratoianni segretario

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Vendola: dialogo sì, “ma non con il cappello in mano”. Tutta la tre giorni al PalaCongressi è stata segnata dal dialogo a distanza con Roma e dallo scontro interno al Pd, tra il desiderio di una possibile intesa e la rivendicazione di aver capito prima di tutti la vera natura conservatrice della leadership renziana. In apertura Fabio Mussi, da padre nobile del partito, aveva bollato l’ex premier come un “Achille Lauro 4.0”. Ma tanti hanno criticato anche l’ala che lo sta abbandonando. Pippo Civati, molto applaudito, ha ricordato che “la sconfitta è venuta prima di Renzi”. Ancora più esplicito Stefano Fassina: “Non siamo l’organizzazione giovanile di D’Alema e Bersani, abbiamo già dato”. Netto anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “Io lavoro a una sinistra di popolo, a un’alternativa democratica e sociale che non può essere guidata da D’Alema”, ha detto accolto dall’ovazione. “Pronti al dialogo, ma non con il cappello in mano”, ha ribadito Nichi Vendola, nel suo ultimo emozionato intervento come leader di partito uscente. “La parola di sinistra deve tornare a far battere il cuore alle ragazze e ai ragazzi. Per farlo ci vuole coraggio”, ha aggiunto. Ma al di là del tema delle alleanze future, Sinistra Italiana nasce con l’obbiettivo di dare voce “agli esclusi, ai precari, ai giovani sfruttati”, come elenca Fratoianni. E la prima battaglia sarà quella dei referendum sul lavoro della Cgil.

Fratoianni ringrazia dell’impegno e delle buone intenzioni ma pone subito una domanda che sarà cruciale nei prossimi giorni: “Se si produce una rottura nel Pd e si produce una rottura anche in Parlamento con nuovi gruppi parlamentare con cui voglio interloquire, questi nuovi gruppi parlamentari alla prima fiducia sul governo Gentiloni cosa faranno? Quando arriverà in aula il decreto Minniti sulla sicurezza lo voteranno? Perché se lo faranno, la nostra interlocuzione  con loro è già finita”. Dunque con gli scissionisti del Pd si può discutere, ma come ha spiegato anche Nichi Vendola, “considero quello che sta accadendo nel Pd importante, dobbiamo interloquire con chi dovesse rompere con quella storia, e sarebbe salutare, ma non dobbiamo andare a dialogare con nessuno con il cappello in mano”.

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